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Misurarsi con Style Creator

Cattura

Otto parti MIDI di uno stile per arranger Yamaha

Quale suonatore di arranger Yamaha non ha mai litigato almeno una volta con Style Creator? Sono pronto a scommettere che a voi è successo: farei fatica a credere il contrario. Io ci litigo di tanto in tanto. L’altra sera, in un nottambulo momento di insonnia, mentre tutto il resto della famiglia ronfava, ho preso di petto questa tipica funzionalità presente nelle tastiere Yamaha e ora sono qui per raccontarvi la mia esperienza: l’applicazione funziona, lo sapete, non è male. Ma la presenza di due difficoltà la rendono alquanto ardua: da una parte la sua particolare usabilità (come dire: un po’ naif) può generare un senso di insicurezza diffuso in chi la utilizza e, dall’altra, le istruzioni del manuale utente tralasciano alcuni aspetti importanti. E allora sono qui, vi racconto la mia nottata in compagnia di Tyros5. E voi sapete che, quanto scrivo qui per Style Creator, vale per tutti i modelli della serie Tyros e per i modelli superiori della linea PSR (da PSR-2000/PSR-1000 fino a PSR-S990/S970 per intenderci).

Prima di cominciare ad usare Style Creator, occorre aver chiara in mente la struttura degli stili Yamaha:

  • Ogni stile è composto da 15 sequenze (pattern): 3 Intro, 4 Main, 4 Fill-In, 1 Break, 3 Ending.
  • Ogni pattern è fatto di 8 parti MIDI: percussioni (Rhythm 1), batteria (Rhythm 2), basso (Bass), due tracce di accompagnamento (Chord 1 e Chord 2), tappeto (Pad) e un paio di strumenti solisti (Phrase 1 e Phrase 2) per arricchire l’arrangiamento.
  • Registrare uno stile in pratica significa memorizzare brevi sequenze musicali in ogni sequenza: in tutto sono 120.
  • Gli stili +Audo non hanno le due tracce ritmiche MiDI ( Rhythm 1 e Rhythm 2) e, al loro posto, c’è una traccia percussiva in formato audio che non è gestibile con Style Creator.

Ritorno al MIDI

Tutto è nato in me da una sfida personale: avevo necessità di riutilizzare uno stile da cui partire per registrare una canzone con Song Creator. E mi sono subito scontrato con l’impossibilità di riutilizzare le tracce audio delle percussioni. Lo so, avrei potuto registrare da me tutte le parti ritmiche nel sequencer ma, in un attimo di azzardo creativo, ho pensato che fosse più rapido sostituire le tracce audio delle percussioni nello stile con tracce MIDI. In altre parole, volevo arrivare a sfruttare tutte le possibilità del MIDI nel Song Creator partendo da uno stile che in origine era classificato come +Audio. Sì, lo confesso, l’intenzione era quella di fare una sorta di ritorno tecnologico al passato, spinto dal desiderio di sfruttare Song Creator nella pienezza, cosa non possibile per definizione con i recenti stili +Audio, come ho già illustrato qui nel blog, qualche settimana fa.

Ho preso quindi uno stile di fabbrica (BritPopDiva) e ho sostituito la traccia audio delle percussioni con due tracce MIDI: il risultato è disponibile in rete (fate clic su BritPopDiva2), potete scaricare lo stile e provarlo da voi sul vostro arranger. In alcuni pattern più semplici come il Main A, ho registrato ex novo la traccia delle percussioni in modo da ottenere la stessa parte ritmica della traccia audio originale. Ma, nella stragrande maggioranza, ho fatto ricorso alla funzione di Assembly per riutilizzare le tracce percussive presenti in altri stili similari, diversi ma compatibili. Il principio non cambia: tecnicamente alla fine sono riuscito ad usare Style Creator per creare uno stile nuovo registrando alcuni pattern da zero o riutilizzando parti presenti in altri stili.

Attenzione! Non considerate questo articolo come un sostituto del manuale pubblicato da Yamaha: non ho questa ambizione. Piuttosto vedetelo come un blocco di appunti integrativi. La materia mi avrebbe portato a pubblicare un romanzo sterminato: mi sono limitato quindi a segnalare alcuni aspetti di Style Creator, quelli che non emergono con sufficiente chiarezza sulla documentazione ufficiale, ma la cui conoscenza è essenziale per chi vuole utilizzare Style Creator nella pratica. Pertanto, se siete alle prime armi, vi consiglio di studiare prima le pagine del manuale, provate per conto vostro e poi tornare qui sul blog per verificare se queste annotazioni empiriche posso tornare utile anche per voi, così per dipanare la matassa laddove si è imbrogliata.

Pagina Basic di Style Creator: tutto comincia qui

Pagina Basic di Style Creator: tutto comincia qui

Come prima cosa, date il giusto valore alla pagina Basic!

Cominciamo a chiarire bene un punto: la pagina Basic è la prima che vi appare ed è quella da cui dovete sempre partire per ogni singolo pattern che compone lo stile. Quando siete nella pagina Basic, premete i pulsanti sul pannello richiamando il pattern che desiderate impostare (Intro 2 o Main A e così via). Premete OK per confermare e poi SUBITO impostate la lunghezza del pattern, cioè il numero di misure che compongono la sequenza. Se tralasciate di impostare quella lunghezza, allora non potrete registrare nuove parti in quel segmento dello stile e non potrete nemmeno richiamare la funzione Assembly con successo.  E’ necessario quindi costruire tutti i pattern determinando la lunghezza specifica. E, per ciascuna sequenza, premete sempre Execute per confermare: è lui il tasto operativo.

Di solito, uno stile lavora con lo stesso tempo in tutti i pattern: pertanto, quando create la lunghezza del primo pattern, vi consiglio di impostare subito anche il tempo del metronomo e il suo metro (4/4, 3/4 e così via). Fatta questa operazione sulla prima sequenza, non vi servirà più ripeterlo su tutti le altre: sarà ereditato in automatico.

Nel mio caso specifico, dovevo eliminare la traccia audio prima di sostituirla, vista la mia intenzione di cancellare la traccia audio, nella pagina Basic ho quindi disattivato Audio Part.

Registrare in multi-traccia

Qui è il vero punto di forza di Style Creator: il sistema vi consente di creare uno stile dal nulla, semplicemente registrando in formato MIDI quello che voi suonate da tastiera: qualsiasi parte delle otto tracce disponibili. Partite sempre dalla pagina Basic, scegliete il pattern e poi richiamate la traccia da registrare tramite il pulsante REC CH. La registrazione può avvenire in tempo reale oppure inserendo le note ad un una (Step Recording, veramente noioso quest’ultimo): nel caso di registrazione in tempo reale, vi consiglio di passare alla pagina Channel per impostare la quantizzazione (Quantize). Oggi non mi soffermo sulla quantizzazione, anche se è un argomento che meriterebbe da solo uno o più articoli di questo blog. Ricordate si suonare tutte le parti nella tonalità di Do maggiore.

A dire il vero, questo modo di registrare è abbastanza immediato, ma onestamente non mi dispiacerebbe affatto se Yamaha investisse un po’ di risorse per rendere qui disponibili le funzioni complete già presenti nel Song Creator e con la stessa identica usabilità. Sarebbe troppo comodo e molto più semplice.

Pagina Assembly di Style Creator

Pagina Assembly di Style Creator

Assembly 

Se non vi sentite pronti a registrare tutte le parti da voi, può tornarvi utile la funzione Assembly con cui è possibile costruire un nuovo stile montando i pattern come mattoncini provenienti da gli altri stili a disposizione (di fabbrica o di altra origine). Prima di scegliere quale pattern importare e da quale stile, vi consiglio di assicurarvi che la lunghezza fra le due sequenze, quella di partenza e quella di destinazione, sia la stessa, altrimenti rischiate di importare un pattern troppo corto (e che quindi rischia di essere ripetuto senza coerenza) o troppo lungo (e che quindi rischia di essere tagliato troppo presto).

Lavorate con Assembly in modo interattivo perché è molto divertente: basta premere Start per avviare lo stile e cambiare il pattern dai diversi stili di origine per ascoltare l’impatto sull’esecuzione, cogliendo immediatamente la validità della scelta fatta. Capirete subito se il nuovo impasto dello stile funziona o meno.

Non risparmiatevi poi nel premere il tasto SAVE, fatelo spesso e volentieri per memorizzare spesso le variazioni effettuate, in modo di assicurarvi di non perdere il lavoro fatto.

Mixing Console

Quando importate un pattern da un altro stile, Assembly vi copia gli eventi MIDI e i program change: e cioè le note e i suoni delle varie tracce di accompagnamento. Sembra invece che abbia qualche limite nel copiare gli effetti, il panpot, i volumi, l’EQ e tutti gli altri valori di mix presenti nello stile originale. Per risolvere, io mi sono armato di buona pazienza: ho richiamato lo stile originale e aperto il Mixing Console: con il mio cellulare, ho scattato una foto di ogni pagina e poi sono tornate sul nuovo stile personalizzato in Style Creator, ho cercato il pattern interessato, ho premuto il pulsante Mixing Console, e copiato dalle foto scattate i valori nelle varie pagine del mixer. Alla fine ho premuto Exit. I suonatori di arranger Yamaha di lunga data sanno che il pulsante Exit del Mixing Console non determina semplicemente l’uscita da quella funzione, ma piuttosto significa “salva tutti i valori del mix”. E in questo caso specifico, significa “memorizzali nello stile”. E’ più semplice farlo che spiegarlo. Alla fine, per sicurezza, ricordatevi di premere ancora una volta Save per mettere tutto in cassaforte. Giusto per stare tranquilli.

Mixing Console, una caratteristica importante per tutti gli arranger Yamaha

Mixing Console, una caratteristica importante per tutti gli arranger Yamaha

Ah, dimenticavo una cosa: ho notato che le parti con Mega Voice (tipicamente le chitarre) se  importate con Assemby, richiedono un aggiustamento successivo e manuale del volume. Se riutilizzate il volume dello stile originale, potreste avere delle brutte soprese. Non esitate quindi ad abbassarlo e fidatevi delle vostre orecchie per determinare il livello corretto.

Copiate gli OTS per il tocco finale

I suoni assegnati ai quattro pulsanti OTS sono memorizzati nello stile, ma non c’è verso di copiarli con Assembly. Per farlo io seguo una tecnica abbastanza rapida: prima mi assicuro che OTS Link sia disattivato; poi richiamo lo stile originale e premo OTS1. Successivamente richiamo lo stile personalizzato e memorizzo i suoni Right1-2-3-Left nell’OTS1. E salvo lo stile. Poi torno nello stile originale e ricomincio da capo con OTS2, poi OTS3 fino a OTS4. Con l’ultimo salvataggio, lo stile personalizzato ha ereditato tutti gli OTS dello stile originale. Ovviamente: se non vi piacciono i suoni assegnati a pannello dagli OTS originali, potete modificarli e sceglierne altri, con estrema libertà.

Che cosa manca a Style Creator per essere perfetto?

Alcune idee me le sono fatte: non sarebbe male aggiungere l’editor degli eventi MIDI per tutte le tracce e non solo quelle percussive; ma la funzione addizionale che gli permetterebbe di fare un salto di qualità è un fratellino di Assembly che permetta di importare sequenze da uno Standard MIDI File, o anche solo da una traccia presente nel Song Creator. In ultimo, ci vorrebbe il supporto di segmenti audio ma temo che per quest’ultimo desiderio si dovrà aspettare a lungo.

Non è un lavoro lungo in sé

Alla fine, è molto importante collaudare bene tutti i pattern dello stile: qualcosa sfugge sempre. Provate tutte le parti dello stile con calma, senza dimenticarne nessuno. Non dimenticate i Fill-In, sono molto preziosi. Nel mio caso, ho trovato difficoltà a sistemare Ending 2 e Ending 3: non è sempre facile trovare il finale giusto assemblando i finali da altri stili. Infatti, nel mio caso specifico, ho importato i pattern del finale da uno stile diverso rispetto a quello da cui avevo assemblato Main e Break. E ancora adesso che ho finito il lavoro, non sono del tutto soddisfatto del risultato ottenuto sui finali. Scaricate la bozza del mio stile e provatelo da voi: sono convinto che potrete fare di meglio.

Non è un lavoro lungo in sé ma è un lavoro delicato e richiede cura dei dettagli. E ora, siete pronti a provare da voi?

Yamaha MusicSoft si rinnova

Yamaha MusicSoft rinnova la propria immagine
Yamaha MusicSoft rinnova la propria immagine

La vita del web è una storia di continui rinnovamenti. E una regola classica del marketing recita che, quando un’iniziativa commerciale ristagna, è giunto il momento di ammodernare l’insegna, aggiornare la facciata e rivedere gli spazi interni del negozio per stimolare nuovamente la curiosità della clientela.

Parto da queste osservazioni convenzionali, per segnalarvi quanto è successo il 16 maggio scorso, quando Yamaha ha rinnovato il portale internazionale di e-commerce dedicato alla comunità di utilizzatori di strumenti digitali, dove una particolare attenzione è sempre stata riservata ai possessori di arranger della serie Tyros, PSR e Clavinova. Il precedente aggiornamento di quella piattaforma risale al 2012: lo avevamo commentato insieme in questo articolo. Questo servizio web è sempre gestito da Yamaha USA e il servizio di assistenza telefonico è in lingua inglese. Se eravate iscritti al precedente portale, la vostra registrazione è ancora valida anche se potrebbe accadere – come nel mio caso specifico – di non ritrovare più la storia degli strumenti Yamaha precedentemente registrati a proprio nome e non vi si dà la possibilità di registrarli di nuovo (immagino sia un errore di gioventù della nuova piattaforma e sarà sistemata).

Potete selezionare la lingua italiana per navigare con comodità in tutto il sito con l’eccezione delle pagine del blog dove però è presente un pulsante che le traduce in automatico su richiesta sfruttando il traduttore web: la traduzione automatica non è sempre chiara e intellegibile per definizione ed è un peccato perché là sono presenti numerosi articoli, la cui lettura è vivamente consigliata a tutti i suonatori di arranger Yamaha.

La vostra navigazione su tutto il sito potrebbe avvenire in modo empirico (cioè: provate da voi e fate clic qua e là in base ai vostri interessi) oppure secondo una pratica più organizzata seguendo le istruzioni di viaggio. Esiste ancora una terza diversa possibilità: visitate il canale dedicato su YouTube e guardatevi alcuni fra i numerosi filmati video dedicati alle risorse in vendita su Yamaha MusicSoft. Fate Vobis insomma

Spartiti e MIDI file

Nella funzionalità “Scopri”, potete inserire il titolo di una canzone e trovare le basi MIDI (fonte Yamaha MIDI Songs, MIDI Spot) e gli spartiti PDF stampabili (fonte prevalente Hal Leonard). Tenete d’occhio le basi Premium MIDI Songs: hanno il testo e gli accordi MIDI inclusi nel MIDI file. Nel caso poi degli spartiti interattivi (MusicSheet) potete anche vedere la prima pagina dello spartito e ascoltarla con i suoni MIDI del vostro PC, tablet o dispositivo mobile: oltre alla riproduzione e alla trasposizione, potete regolare il tempo e cambiare il livello di dimensioni/zoom della vostra musica. Una volta acquistato, è possibile utilizzare lo spartito interattivo online come un aiuto per l’apprendimento 0 per riprodurre il brano. Per ogni canzone di successo, avete diverse scelte di edizioni dello stesso partito e selezionate quella che più vi si addice. Ad esempio le partiture EasyPiano sono ideali per chi non è diplomato al conservatorio e vuole comunque imparare a suonare facendo ricorso ad una versione semplificata (ma comunque coerente) del brano originale. Il repertorio di brani è in continua espansione: verificati da voi gli ultimi arrivi.

Custom Audio Track

E poi ci sono le basi audio personalizzabili. Ne avevamo già parlato qui in questo blog, se ricordate. Trattasi di basi audio MP3 multi-traccia: il mixer audio personalizzato vi consente di miscelare i vostri brani preferiti durante le sessioni di pratica. Potete controllare il volume di ogni traccia: togliere il canto originale e cantarci sopra, togliere le parti di pianoforte e suonarle voi, qualsiasi altra parte. È possibile rifare un mix personalizzato di una canzone famosa, cambiando tutti i volumi, eliminando parti e aggiungendone altre. Il mix finale può essere portato su qualsiasi lettore MP3 (PC, tablet e così via, compreso il vostro arranger) per le vostre esibizioni dal vivo. Se la cosa vi può interessare, sfogliate il catalogo completo.

Mixer audio per le basi audio multi traccia
Mixer audio per le basi audio multi traccia

Pacchetti Premium e stili

Questa è la sezione più importante di MusicSoft in cui possiamo trovare le risorse più interessanti e preziose per i suonatori di arranger Yamaha: i pacchetti di espansione di voci e stili oppure semplici collezioni di stili. Ne abbiamo parlato ampiamente in passato in questo blog e quindi vi rimando a quegli articoli per i dettagli. Una capatina in questo sito ogni tanto vi consentirà di tenere sotto controllo la pubblicazione di eventuali novità.

Selezionate le risorse compatibili per strumento musicale

L’aspetto più rassicurante di YamahaMusicSoft è la possibilità di filtrare qualsiasi risorsa per strumento musicale di destinazione. In questo modo siete sicuri al 100% che il vostro acquisto, qualunque esso sia, possa “suonare” a dovere secondo le vostre attese. Non dimenticate quindi di attivare il filtro per strumento prima di cominciare la vostra caccia.

E i prezzi?

I brani MIDI sono acquistabili al prezzo che oscilla intorno ai 3,50 Euro, le basi audio multi traccia si trovano a 4,99 Euro, i pacchetti di espansione stili e voci hanno prezzi svariati che partono dai 22 Euro e arrivano fino a 179 Euro, dipende. Gli stili singoli partono dai 4,99 Euro mentre le collezioni possono arrivare a 49,99 Euro.

Korg PA Manager: il complemento software più utile per chi suona Korg

Korg PA Manager

Korg PA Manager

Korg Italy, il produttore degli arranger della serie Pa famosi in tutto il mondo, continua a dare eco a prodotti software di terze parti. Soltanto poche settimane fa aveva segnalato SongBook+ una app per Apple iPad prodotta da BauM Software. E ora ritorna con la segnalazione ufficiale di Korg PA Manager:  trattasi di uno strumento prezioso per gli utilizzatori di arranger Korg. Un’applicazione utile che consente di gestire la classificazioni delle proprie risorse all’interno delle cartelle .SET: stili, performance, pad e suoni.

L’idea di base di questo software è vincente perché consente di andare a coprire uno dei punti deboli del sistema operativo Korg. Mi riferisco al file system proprietario utilizzato per la memorizzazione delle risorse e cioè le cartelle .SET. Non ho mai nascosto le mie perplessità su questa idea particolare – per altro applicata ancora per alcuni tipi di file (stili, performance, pad e suoni), mentre MIDI file e MP3 erano stati già liberati anni fa, consentendo ora il salvataggio in cartelle utente in totale libertà, senza restrizioni di banchi predeterminati e regole di amministrazione. Gli arranger Yamaha e Roland non soffrono di queste limitazioni e si spera che un giorno anche Korg potrà rimuovere questo retaggio del passato. La soluzione delle cartelle .SET penalizza in modo particolare la gestione degli stili, costringendo l’utente a qualche manovra di troppo quando si tratta di caricare stili singoli.

Comunque sia, ora abbiamo a disposizione Korg PA Manager, una soluzione escamotage che Continua a leggere

Collezione di stili Yamaha: 2013 International Charts

2013 International Charts

2013 International Charts

Percezioni positive mi raggiungono quando osservo i segnali di continuo aggiornamento del repertorio di risorse software per gli arranger.  Lo spunto di queste osservazioni mi è nato in questi giorni a seguito della recente diffusione sul portale Yamaha MusicSoft di una nuova collezione di stili denominata 2013 International Charts. Trattasi di un pacchetto di dieci stili in vendita sul web al prezzo di 39,99 Euro.

A dire il vero, ci sono due prospettive da cui possiamo commentare:

  1. La disponibilità di risorse per le tastiere uscite di produzione da diverso tempo.
  2. La pubblicazione di stili che permettono di suonare musica dal gusto adeguato ai giorni nostri, anche su tastiere in commercio nei tempi andati.

Se consideriamo la prima prospettiva, dobbiamo riconoscere il merito di Yamaha perché i dieci accompagnamenti automatici di questo pacchetto sono Continua a leggere

Gli stili gratuiti di Yamaha Italia sono ritornati

Grazie alla segnalazione di Anna Chiara, gentile lettrice di questo blog (https://tastiere.wordpress.com), sono a qui a riportare buone notizie a tutti gli appassionati utilizzatori di arranger Yamaha. Avevamo infatti dato notizia qualche mese fa che Yamaha Italia aveva rimosso la pagina SAC dalla quale negli anni passati era possibile scaricare un discreto numero di stili gratuiti di confezione nostrana e quindi perfetti per il repertorio italiano. In realtà questi stili sono riapparsi nelle pagine ufficiali del sito e possono essere scaricati.

Ecco le istruzioni passo per passo: Continua a leggere

Ecco un app sequencer, a quando un app arranger?

Yamaha Mobile Music Sequencer

Yamaha Mobile Music Sequencer

Il tre di marzo scorso, il canale YouTube di Yamaha Corporation ha pubblicato un filmato che presentava la panoramica di Mobile Music Sequencer, un’applicazione per iPad in vendita su iTunes per 17,99 Euro.

Il corredo di funzioni di bordo è impressionante, se pensiamo di essere di fronte ad un’applicazione per tablet, mentre l’aspetto che potrebbe incuriosire i lettori di tastiere.wordpress.com è la presenza di numerosi strumenti tipicamente di serie negli arranger workstation, almeno su quelli dotati di sequencer di bordo.

In realtà ci troviamo di fronte ad uno Continua a leggere

Addio stili gratuiti da Yamaha Italia!

Commento aggiunto il 3 luglio 2013:
Questo articolo è stato scritto nel mese di febbraio 2013. Nel frattempo gli stili gratuiti sono riapparsi altrove e sono disponibili nuovamente sul sito di Yamaha Italia. Per sapere dove, fate clic qui: Gli stili gratuiti di Yamaha Italia sono tornati.
Questo articolo originale viene comunque conservato per archivio e memoria storica.
Renato

Non vi nascondo che una delle pagine più visitate di questo blog è stata in questi anni quella che avevo dedicato nel mese di ottobre del 2009 agli stili gratuiti pubblicati da Yamaha Italia. Ora, grazie alla gentile segnalazione di Antonio, attento lettore di tastiere.wordpress, mi sono reso conto anch’io che la mitica pagina http://www.yamaha.it/sac/Stili.asp è stata rimossa dalla filiale italiana della casa giapponese.

Che peccato, vero?

Vi rimando al mio articolo del 2009 nel  caso vogliate Continua a leggere

EMC Style Works Universal XT su Strumenti Musicali

Strumenti Musicali di dicembre 2012

Strumenti Musicali di dicembre 2012

Chissà quanti di voi lettori di questo blog sono anche assidui lettori del mensile Strumenti Musicali edito da Tecniche Nuove. Personalmente leggo questa rivista da molti anni (ne abbiamo già parlato qui, ricordate?).

Credo che ne valga la pena perché è una della rare riviste in edicola rivolte a chi fa musica e soprattutto perché ogni tanto è possibile leggervi gli articoli di Riccardo Gerbi sui temi cari a noi appassionati suonatori di arranger workstation.

E così è successo anche per il numero di dicembre, dove Riccardo ha riportato i risultati del proprio test relativo al software convertitore di stili per arranger: EMC Style Works Universal XT.

Per chi non lo sapesse, trattasi di un software per PC Windows che essenzialmente consente di scambiare stili dei diversi produttori perché siano eseguibili su modelli di costruttori diversi: Ketron, Roland, Yamaha, Korg, Technics, GEM, Wersi e Kawai. Ma questa non è l’unica caratteristica di Style Works, che offre altre possibilità: Continua a leggere

Tyros4 nelle mani di un giovane compositore: Francesco Massa

Yamaha Tyros 4 nello studio di Francesco Massa

Yamaha Tyros 4 nello studio di Francesco Massa

Oggi vi voglio raccontare di Francesco Massa, un giovane musicista di 21 anni residente in quel di Reggio Emilia che ha qualcosa di interessante da raccontare per tutti noi appassionati di tastiere. Mi ha stupito ritrovare in vendita su Amazon, iTunes e altri siti e-commerce le sue composizioni per colonne sonore, le sue voci e (udite! udite!) stili originali per arranger Yamaha. Potete saperne di più sul suo curriculum visitando il suo sito personale. Francesco si è dimostrato molto disponibile a condividere con tutti noi la sua giovane ma altrettanto ricca esperienza.

Domanda: Francesco, quale aspetto più ti entusiasma degli arranger Yamaha?
Risposta: La genialità con cui le voci sono state campionate, il dettaglio sonoro così preciso e ben costruito, il realismo particolare di ogni voce lo senti sotto le dita: Continua a leggere

Espandere il repertorio degli stili di fabbrica (2 di 2)

Nel precedente articolo abbiamo cercato di illustrare alcuni concetti generali in merito all’espandibilità del repertorio di stili di una tastiera arranger. Ora analizziamo i singoli casi per ciascun produttore in ordine alfabetico, tanto per non fare torti.

Casio

  • Il patrimonio di risorse aggiuntive degli arranger Casio non ha la stessa ampiezza e popolarità degli altri costruttori, come potremo vedere più avanti in questo articolo.
  • Qualche stile addizionale è disponibile su Casio Europe Music Site mentre sulla compatibilità fra modelli diversi non esiste molta letteratura in circolazione. Continua a leggere