Non ho mai nascosto le mie difficoltà nel trovare nelle edicole una copia della rivista Strumenti Musicali. Ma questa volta sono stato fortunato e sono riuscito a trovare il numero di giugno 2012 nella libreria dell’aeroporto di Torino in occasione dell’ultimo volo per lavoro. E così sono qui a segnalarvi quella parte di contenuto che potrebbe essere interessante per i lettori di questo blog. A dire il vero, nell’area di test del mensile non si riscontrano recensioni di prodotti arranger, ma un articolo speciale è dedicato all’uso delle workstation sul palco. Ora voi direte: che cosa ci quagliano le workstation con gli arranger? Ebbene la risposta è proprio in questo speciale dove l’amico Riccardo Gerbi evidenzia un aspetto che generalmente è trascurato. In effetti, se per workstation intendiamo un prodotto completo per l’uso pratico dei musicisti, con caratteristiche di portabilità e stabilità, dotato di un arsenale di timbri residenti a disposizione per l’esecuzione dal vivo o per la registrazione, allora ecco che la workstation di oggi “può declinarsi tanto nella veste di sintetizzatore che in quella di arranger“. Questa osservazione è pienamente condivisibile. Del resto dal vivo, Continua a leggere
Rassegna di modelli arranger
Ecco gli arranger più interessanti lanciati sul mercato globale negli ultimi anni, in ordine cronologico inverso.
2012
| Yamaha Tyros4 10th Anniversary |
Yamaha celebra il progetto Tyros a 10 anni di distanza dal lancio del primo modello, proponendo una lussuosa Tyros4 di colore nero. Uno spettacolo! | |
| Ketron MidJPro | Ecco il lettore multimediale 2012 per intrattenitori professionisti: piano-bar, matrimoni, feste danzanti, karaoke, discoteche, concerti e animazioni collettive. Sezione arranger inclusa. | |
| Roland BK-5 | L’ultima nata di casa Roland rilancia il marchio giapponese nel settore arranger. BK-5 è economico ma ricco di contenuti. | |
| Yamaha NoteStar | Se possedete un iPad e un arranger, non potete perdervi l’applicazione NoteStar per imparare a suonare i grandi successi sulla vostra tastiera |
2011
| Korg microARRANGER | microARRANGER non è altro che la storica Pa50 in versione mignon. Utilizzabile anche solo come expander. | |
| Yamaha PSR-A2000 | Pensavamo fosse adatto solo per il mondo medio-orientale e invece le capacità di espansione rendono PSR-A2000 così versatile da stupire gli amanti del liscio e dintorni. | |
| Yamaha PSR-S650 | PSR-S650 è un arranger economico ma espandibile, cosa rara per questa categoria di prezzo. E’ una buona scelta nel segmento degli apripista. | |
| Casio WK-7500 | Casio comincia a fare gli arranger sul serio. Con WK-7500 comincia a ridursi il divario dagli altri produttori. | |
| Korg Pa3X | La portaerei di casa Korg contiene tutto quello che serve: non manca nulla. Se volete portarvi una Pa3x a casa, tenetevi pronti a chiedere un prestito. | |
| Roland BK-7m | Un vero expander portatile: Bk-7 è fatto su misura degli amanti dei suoni e degli stili Roland. Dimensioni contenute. |
2010
| Yamaha Tyros 4 | L’ammiraglia di casa Yamaha ottiene consensi in ogni dove e la sfida con Korg Pa3 X è apertissima. Anche per Tyros 4, la classe ha il suo prezzo. | |
| Ketron Audya 5 | Ketron sforna nuovi modelli con il contagocce, ma ogni prodotto è di gran classe: Audya 5 ridona entusiasmo al repertorio italiano. | |
| Ketron Audya 4 | Audya 4 è un modulo arranger collegabile ad una tastiera esterna. E’ un settore di nicchia, ma annovera discreti estimatori. | |
| Korg Pa50SD | L’apripista di casa Korg viene rinnovato con il lettore di schede di memoria SD al posto del floppy-disk. Nasce così Pa50SD. |
Riconoscimento degli accordi Pianist 2 con Roland BK-5
In ogni arranger workstation che si rispetti, è possibile configurare metodi diversi di riconoscimento degli accordi al fine di pilotare l’accompagnamento automatico dei vari stili. Le prime generazioni di arranger supportavano una sola modalità di base: il riconoscimento degli accordi avveniva soltanto in base a quanto si suonava con la mano sinistra nella parte Left e l’accordo andava sempre suonato completo. Successivamente però, i migliori arranger hanno cominciato a supportare nuove diteggiature, alcune più semplificate (bastava suonare la tonica per l’accordo di maggiore, ad esempio) e altre più innovative, fino a quando non è apparso il riconoscimento degli accordi su tutta l’estensione della tastiera, cosa che finalmente ha consentito ai musicisti di suonare un arranger come fosse veramente un pianoforte. I pianisti (e gli organisti) che sapevano suonare a due mani avevano finalmente trovato pane per i loro denti.Questa diteggiatura particolare è nota con diversi termini secondo i vari costruttori: Korg la chiama Full, Roland e Ketron la definiscono Pianist , nel mondo Yamaha è Full Keyboard, mentre per Casio è Full Range. Continua a leggere
Espandere il repertorio degli stili di fabbrica (2 di 2)
Nel precedente articolo abbiamo cercato di illustrare alcuni concetti generali in merito all’espandibilità del repertorio di stili di una tastiera arranger. Ora analizziamo i singoli casi per ciascun produttore in ordine alfabetico, tanto per non fare torti.
Casio
- Il patrimonio di risorse aggiuntive degli arranger Casio non ha la stessa ampiezza e popolarità degli altri costruttori, come potremo vedere più avanti in questo articolo.
- Qualche stile addizionale è disponibile su Casio Europe Music Site mentre sulla compatibilità fra modelli diversi non esiste molta letteratura in circolazione. Continua a leggere
Espandere il repertorio degli stili di fabbrica (1 di 2)
Quando acquistate un nuovo arranger workstation, è buona abitudine prestare attenzione alle possibilità di espansione del repertorio degli stili di bordo. Ogni arranger viene rilasciato con un discreto numero di stili di fabbrica (almeno trecento per una tastiera che si rispetti), ma la capacità di essere arricchita di stili aggiuntivi è una risorsa preziosa che allunga la vita dello strumento e ampia le vostre possibilità personali di esecuzione.
Non è una questione di mera quantità, nel senso che abitualmente gli stili di fabbrica cercano di coprire il massimo numero di generi: jazz, rock, pop, musica tradizionale per ballare (ballroom), musica da discoteca, brani lenti (ballads), country, soul, R&B, latino, colonne sonore, schlagel (roba da tedeschi), ritmi etnici… Una buona metà degli stili appartengono a generi che raramente suoniamo e, quasi come una regola, il genere che più amiamo non è mai rappresentato a sufficienza: un classico. Ed ecco quindi che l’importazione di nuovi stili ci consente di personalizzare la nostra tastiera e renderla particolarmente ricca di tutte le variazioni necessarie per i generi di nostra prima scelta.
Potete trovare gli stili addizionali da sorgenti diverse: Continua a leggere
Sostituire l’unità floppy-disk della tastiera con un lettore di memorie flash USB
Voglio ringraziare alcuni preziosi amici del forum di www.supportimusicali.it per avermi fatto scoprire recentemente questa piccola novità tecnologica, il cui scopo è quello di ridare vita a tastiere digitali che sembravano essere destinate ad accelerare la propria obsolescenza a causa della sola disponibilità dell’unità floppy-disk: ora anche per questi prodotti è possibile tornare a salvare, esportare o importare risorse aggiuntive quali stili, MIDI file, Music Finder e altro. Stiamo parlando cioè di tutte quelle tastiere prodotte per tutti gli anni ’90 e per parte degli anni 2000 e che erano dotate di lettore di floppy-disk come unità periferica. Molti di questi prodotti sono ancora molto validi e attuali ancora oggi, se intesi come strumenti musicali in sé, mentre la presenza del floppy-disk ne stava accentuando l’isolamento dal mondo circostante, visto che ormai i classici dischetti sono scomparsi da tutti i negozi di informatica e dai supermercati. Del resto da quasi dieci anni si è ormai affermato lo standard delle unità di memorie flash USB – chiamate abitualmente penne o chiavette USB – oppure in alternativa le schede di memoria SD. I nuovi dispositivi consentono di ospitare un numero maggiore di file visto i vari GB di memoria disponibili e la velocità di lettura/scrittura è sicuramente superiore ai vecchi dischetti. Continua a leggere
Tempi duri per gli arranger workstation
In modo del tutto casuale, mi trovo sulle orme del celebre film Quadrophenia (1979 con colonna sonora degli indimenticabili Who), visto che nel lungo weekend di inizio maggio sto camminando sulle strade di Brighton, città marinara che aveva visto nella stessa data del 1964 gli scontri battaglieri fra le orde di Mod e Rocker, come raccontanto proprio nel film di cui sopra.
Nei pressi del centro di Brighton, capito altrettanto casualmente di fronte al GAK (Guitar, Amp & Keyboard Center) fornitissimo negozio di strumenti musicali. Continua a leggere
Manuale video Pa3X (in otto parti)
Come annunciato nei giorni del Musik Messe 2012, Steve McNally di Korg USA ha pubblicato oggi su YouTube una serie di filmati video che illustrano in dettaglio le funzionalità e le caratteristiche dell’ammiraglia arranger di casa Korg: Pa3X. I filmati sono in lingua inglese: chissà se Korg Italy o il distributore italiano Esound non provvedano presto a pubblicare su Internet la versione integrale in italiano.
Parte prima – Introduzione e navigazione Continua a leggere
Suonare gli arranger
Nel panorama degli strumenti musicali a tastiera, gli arranger si distinguono grazie alla presenza di una sezione di accompagnamenti automatici che permettono una larga scala di possibilità: suonare dal vivo da soli disponendo di una band “virtuale” o persino di un’intera orchestra che esegue a bacchetta quanto si desidera in un hotel, in una serata dal vivo, durante una celebrazione in chiesa o in occasione di una festa di matrimonio; inoltre un arranger permette di perfezionare la propria tecnica sui singoli brani per chi è già capace di suonare, imparare a suonare per i principianti, registrare le proprie performance, scrivere e memorizzare le proprie nuove composizioni. Tutti questi scenari possibili sono basati sulla sezione degli stili: cioè una serie di sequenze musicali – pattern – dove agiscono diversi strumenti (tipicamente due tracce per le percussioni, una per il basso e altre quattro per pianoforte, chitarre acustiche ed elettriche, organi, tappeti di violini, synth, sezione fiati, etc.). Voi suonate gli accordi e la tastiera arranger vi segue in tempo reale. Non è formidabile?
Il dominio di tutto quanto succede è sotto le vostre dita. Gli stili sono normalmente suddivisi in segmenti, così come le canzoni moderne: introduzioni (Intro), strofe e ritornelli (Main detti anche Variations) e gran finali (Ending). Non è tutto qui: c’è anche la possibilità di gestire i passaggi da una strofa al ritornello e viceversa (fill in), così come tutti gli stacchi (break) necessari per un’esibizione perfetta. Gli arranger più professionali consentono di agire sul mixer della sezione arranger: modificare i livelli del volume, escludere un particolare strumento dall’accompagnamento oppure sostituire i suoni con altri disponibili nella vasta tabella di timbri già presenti nella tastiera. In taluni modelli vi è persino concesso di registrare ex novo i singoli pattern. Alla fine, è possibile salvare lo stile modificato e ottenere così un accompagnamento nuovo, tutto vostro.

Progetto Tyros: design piacevole ed un suono che fa venire la pelle d’oca
Nell’opuscolo PDF pubblicato da Yamaha per presentare Tyros4 10th Anniversary Special Edition sono riportate diverse informazioni interessanti. Fra queste vi segnalo le dichiarazione fatte da Shinichi Ito, attuale responsabile del Centro Yamaha di Ricerca & Sviluppo di Londra.
Ito ha condotto la progettazione della serie Tyros sino dalla prima generazione.
E, se avete cinque minuti del vostro tempo, vi suggerisco di dare una lettura al testo originale (potete scaricare il file PDF dal sito ufficiale Yamaha, ecco il link). Ma, personalmente, vorrei sottolinearvi alcuni aspetti che hanno destato la mia attenzione: Continua a leggere

















