Archivi categoria: Argomenti vari

Consigli per gli acquisti dicembrini dei suonatori di arranger

MusicOff - La grande comunità online per musicisti

MusicOff – La grande comunità online per musicisti

Per chi ama leggere gli articoli che riguardano gli arranger e dintorni.
Per chi legge abitualmente il blog tastiere.wordpress.com.
Per chi suona per professione e necessita di una strumentazione completa e aggiornata.
Per chi, dopo aver versato il saldo dell’IMU il 16 dicembre, è riuscito a trattenere qualcosa della propria tredicesima.
Per chi ha lavorato sodo per mettersi da parte qualche risparmio.
Per chi ha rotto il salvadanaio.
Per chi ha ricevuto una lauta mancia dai genitori, dai nonni o da una vecchia zia.
Per chi non è tastierista ed appartiene alla comunità dei lettori di MusicOff.
Per i chitarristi che affiancano un arranger al loro lavoro.
Per chi ha vinto una piccola somma alla lotteria.
Per chi è alla ricerca di un regalo per un musicista con arranger e può spendere anche solo una manciata di Euro.

Per tutti costoro, ho scritto tre articoli con cui ho avviato una nuova collaborazione editoriale con MusicOff, la grande comunita online di musicisti: per cominciare, ho esteso una semplice carrellata di consigli per gli acquisti dicembrini. I prodotti suggeriti appartengono ad una vasta gamma di prezzo: ci sono utili accessori a pochi Euro, altri ad un prezzo leggermente più alto, per passare alla sommaria rassegna di arranger workstation che partono da 500 Euro e arrivano fino alle ammiraglie sopra i 3000 Euro.

Se non avete ancora letto quei tre articoli, vi consiglio di farlo ora.

Buona lettura.

 

PS: Per la cronaca, non ho alcuna intenzione di smobilitare questo blog. Diciamo che ho ampliato la mia fatica di blogger. Speriamo di farcela.

Pedali per tastiere arranger: volume o espressione?

Korg XVP-10 - Pedale del volume e dell'espressione

Korg XVP-10: Pedale del volume e dell’espressione

Volume ed espressione

Se suonate soltanto in casa, è probabile che non vi siate mai posti il problema di alzare o abbassare il volume del vostro arranger in tempo reale. Ma, la prima volta che uscite e suonate dal vivo, vi rendete immediatamente conto di quanto sia vitale il poter agire sul volume continuando a suonare e cioè senza staccare le mani dalla tastiera.

In queste condizioni, per controllare il volume di uscita, si utilizza abitualmente un pedale. Uno dei due fra quelli che (apparentemente ma solo apparentemente) sembrano svolgere lo stesso ruolo e cioè controllare l’intensità del suono. Il primo è il pedale del volume vero e proprio, il secondo è il pedale dell’espressione. Lavorano in modo diverso: vediamo come.

Partiamo dal MIDI

Prima di tutto, facciamo chiarezza sulla nozione di base e cioè sulla distinzione fra i due controlli (volume ed espressione) a livello di implementazione MIDI.

  • Nel MIDI, il volume è determinato dal controller 7 che influenza direttamente l’intensità del volume di uscita secondo la classica scala di valori che va da 0 (silenzio) a 127 (volume massimo).
  • Invece, l’espressione risponde al controller 11 e agisce come una sorta di percentuale del controllo del volume. Facciamoci aiutare da un esempio: supponiamo che state registrando una canzone di tre tracce, un pianoforte (volume ad 80) un basso (volume ad 85) e una batteria (volume a 90). Ora immaginiamo che vogliate aumentare il volume dei tre strumenti mantenendo inalterato il bilanciamento nel mix tra gli strumenti stessi. Potete agire sul volume in due modi diversi: 1) calcolare a mano i valori di ciascuno strumento aggiungendo una percentuale e arrotondarli al valore più vicino, 2) aggiungere un valore fisso a tutti gli strumenti. OPPURE c’è una terza via: assegnare il medesimo valore di espressione a tutti e tre gli strumenti.

    Boss FV-500L - Volume ed espressione

    Boss FV-500L – Volume ed espressione

Cosa succede con i due diversi tipi di pedale

Passiamo ora a vedere cosa succede quando suonate in tempo reale con un pedale del volume oppure con un pedale dell’espressione.

Con il pedale del volume, potete naturalmente variare l’intensità del segnale che viene ricevuto dalle uscite stereo della tastiera e inviato all’ingresso dell’amplificazione; in breve, questo pedale esegue le stesse operazioni che sono possibili con la manopola (o il cursore) sul pannello dello strumento, consentendovi di variare il volume master senza staccare le mani dalla tastiera in un momento in cui state suonando in tempo reale.

Con il pedale dell’espressione, invece, potete fare qualcosa di diverso: innanzitutto, controllare le dinamiche espressive con variazioni più tenui del volume per non correre alcun rischio di degradare il segnale, visto che le variazioni sono valori percentuali a quanto avete previsto sul valore del volume. Se poi il vostro arranger lo consente, potete utilizzare questo pedale per controllare il volume di alcune tracce soltanto (ad esempio Upper 2 e non Upper 1). Su alcune tastiere, potete programmarlo per agire su altri controlli come l’aftertouch, il pitch bend o addirittura i parametri dell’unità degli effetti. Inoltre il pedale dell’espressione può essere configurato per agire solo sui suoni e non sugli effetti e, quindi, nel momento in cui alzate di schianto il pedale, ottenete un silenzio meno drastico e più naturale.

Collegamenti fisici diversi

Dal punto di vista delle connessioni fisiche, visto che il pedale del volume riceve il segnale dalle uscite audio della tastiera e lo invia al sistema di amplificazione, occorre collegare quest’ultimo tramite due cavi dalle uscite stereo (OUT) della tastiera ed entrare negli ingressi del pedale, e poi dall’uscite del pedale con altri due cavi raggiungete il mixer o l’amplificatore esterno.

Invece con il pedale dell’espressione dovete fare un’altra strada, visto che il suo lavoro è inviare variazioni al controller 11 della tastiera: collegate le uscite del pedale – tipicamente jack TRS – al connettore del pedale assegnabile del vostro arranger e poi configuratelo opportunamente (ogni tastiera potrebbe essere un mondo a sé: cercate le istruzioni sul manuale).

Scelta di un pedale

Va da sé che, qualora il vostro arranger non abbia un ingresso per il controllo dell’espressione, potete solo optare per un pedale di controllo del volume. Nella scelta specifica di un pedale del volume, occorre tenere conto della qualità costruttiva e del pregio dei componenti: visto che alzando il potenziometro potete raggiungere i valori massimi di uscita del segnale audio, esiste il rischio reale di degradare il segnale, rischio che può essere contenuto ed escluso dalla qualità del pedale stesso.

Per la scelta di un pedale dell’espressione, è importante che la corsa di escursione dei valori sia lineare, senza scatti e per tutta la scala dei valori. E’ importante segnare correttamente la polarità, perché sia coerente con i valori previsti dalle specifiche tecniche del vostro arranger.

Quiklok VP26U - Pedale del volume

Quiklok VP26U – Pedale del volume

Alcuni modelli presenti sul mercato

Alcuni pedali funzionano solo per il controllo del volume o solo per l’espressione, mentre altri sono in grado di gestire alternativamente entrambi i funzionamenti. Ogni casa di strumenti musicali offre i propri pedali marchiati che vi garantiscono l’affidabilità, mentre sul mercato si trovano anche produttori indipendenti per i quali va appurata la compatibilità con il vostro arranger (un controllo preventivo non guasta, giusto per evitare sorprese).

  • Yamaha FC7 è apprezzato da molti musicisti ed è in grado di controllare sia il volume sia l’espressione e può anche essere utilizzato per qualsiasi altro parametro assegnabile.
  • Il semplice Korg EXP-2 e il più evoluto Korg XVP-10 sono pedali che agevolano entrambi i controlli. XVP-10 è dotato di due canali indipendenti di ingresso/uscita. E’ possibile collegare uno strumento o un processore di effetti godendo di uscite stereofoniche e controllare il volume di entrambi i canali contemporaneamente, o collegare due strumenti indipendenti e controllare il loro volume nello stesso momento.
  • Ketron 9PE006 è un pedale che controlla soltanto il volume.
  • Roland EV-5 è il pedale d’espressione tipico per tastiere elettroniche, mentre Roland EV-7 è un pedale dalla corsa molto lunga per essere utilizzato propriamente con i suoni d’organo della serie VK Roland.
  • Anche la sussidiaria Boss distribuisce pedali per volume/espressione come Boss FV-500L mentre il più piccolo FV-50L è un pedale stereo del solo volume. I pedali Boss in alluminio sono particolarmente diffusi fra i musicisti, date le dimensioni e la robustezza.
  • Quiklok VP26U è un pedale del volume molto robusto e universale; Bespeco VM16 e Bespeco VM18L sono le due varianti di due pedali per volume ed espressione adattabili alle diverse rotazioni.
  • Per finire citiamo anche il pedale Behringer FCV100 che può essere usato sia per il volume sia per l’espressione. Funziona a batterie a 9V oppure con un trasformatore DC a 12V.

E ora, se ho stuzzicato la vostra curiosità, andate in un negozio di strumenti musicali e provate qualche pedale da voi!

Con un arranger in una casa di riposo e un nugolo di bambini

.

Oggi mi sento un po’ naif.

E’ successo domenica scorsa, in una situazione per me un po’ insolita ma molto semplice: ho accompagnato un coro di bambini che si sono recati con entusiasmo in una casa di riposo per anziani, per una classica mattinée con canti, barzellette, giochi di magia e danza.

Vi devo confessare che, grazie al mio arranger workstation Korg Pa800, ho potuto fare un sacco di cose:

  • Ho collegato le due uscite audio a due amplificatori esterni da 150 Watt ciascuno per diffondere il suono nel salone.
  • Ho usato gli amplificatori di bordo della mia tastiera come spie per il sottoscritto.
  • Alcuni anziani erano già nella sala mentre montavo gli strumenti. Ho passato allora un MIDI file di un minuetto classico per pianoforte come base per provare i livelli: mentre ascoltavo la resa dal fondo della sala, mi sono reso conto di aver fatto resuscitare l’attenzione di qualche anziano dalle loro carrozzine (chissà quale ricordo devo avere risvegliato).
  • Ho collegato un microfono Shure SM58 all’ingresso Audio Input della Pa800 e questo è stato usato successivamente dai due bambini che fungevano da disinvolti presentatori e da altri due piccoli e bravi raccontatori di barzellette (fantastici, per la cronaca).
  • In pochi minuti ero pronto. Quando sono arrivati tutti i bambini abbiamo cominciato. Ho accompagnato il coro in un paio di brani, sfruttando gli stili della sezione arranger. Avevo preparato la scaletta sfruttando la CustomList del SongBook, dove avevo configurato le voci da suonare dal vivo (STS) e le tracce degli stili. Così è stato facile ed immediato richiamare le impostazioni richieste.
  • Per il primo brano avevo scelto uno stile con una buona presenza nei bassi e nei suoni percussivi: questo scelta ha permesso al coro dei bambini di sentire bene il tempo e non perdersi.
  • All’attacco del secondo brano cantato, c’è stata una piccola ma fatale indecisione e la maestra del coro ha dato l’avvio con un leggero ritardo e così i bambini si sono trovati indietro di due movimenti con il canto: nessun problema, alla misura successiva ho premuto il pulsante magico Tap Tempo Reset e ci siamo trovati tutti a tempo in un niente (chissà se poi qualcuno se ne è accorto). Troppo comodo!
  • Durante i giochi di magia e lo spettacolino di danza, ho passato un paio di basi MP3 che mi erano stati dati dagli organizzatori dell’evento, sfruttando il doppio sequencer di Pa800 .
  • Alla fine, mentre tutti uscivano ho suonato – in tempo reale – un paio di ballate classiche e strumentali, sempre sfruttando gli stili della sezione arranger.
  • In meno di dieci minuti ho smontato tutto. Sempre da solo.

OK, voi direte: tutto qua? Non era niente di che, non era una situazione professionale e nemmeno impegnativa. Era solo uno spettacolino con bambini per un pubblico di persone molto anziane, disposte ad ascoltar di tutto pur di rompere la monotonia. Sì lo so, probabilmente era proprio così, avete ragione voi, ma… ma quant’è comodo disporre di un buon arranger e quanto è bello suonare le cose più semplici?

Alla prossima!

PS: Dimenticavo di dirvi che l’amico Riccardo Gerbi mi ha recentemente coinvolto fra i collaboratori della sua redazione e, da oggi, è cominciata per me una nuova piccola avventura nell’editoria web della musica. Troverò il tempo per stare dietro anche a questo nuovo impegno? Proviamoci. Intanto vi segnalo che è uscito il mio primo articolo di consigli per i regali natalizi per chi suona tastiere arranger: Arranger Workstation – Regali di Natale #1 Ovviamente la lettura è consigliata.

 

Antony Spatola, un riferimento per chi suona arranger

Oggi vi voglio raccontare di Antony Spatola, un bravissimo musicista siciliano che rappresenta un punto di riferimento nel web per tutti noi appassionati di tastiere arranger. Sono anni che Antony ed io ci scambiamo messaggi, informazioni tecniche ed opinioni sulle tastiere arranger e, non mi vergogno a dirlo, mi sono ritrovato qui – in diverse occasioni – a scrivere in questo blog concetti che erano nati in me come il frutto del ricco e produttivo scambio con Antony. E non sono il solo, visto che il nostro amico è un’autentica celebrità nella comunità dei suonatori di tastiere arranger, sia a livello professionale sia a livello amatoriale, e molti si rivolgono a lui per consigli e suggerimenti.

Il canale YouTube di Antony

Oltre ad essere competente in materia di strumenti, il nostro amico è un valente esecutore e dalle sue mani sono uscite diverse dimostrazioni che rendono giustizia delle possibilità degli strumenti arranger a tastiera. Per cui, vi consiglio di seguire i suoi filmati su YouTube: possono rappresentare un’ottima occasione per conoscere le potenzialità sonore dei vari strumenti. I filmati che seguono sono solo una selezione fra tutti i filmati che potrete guardare da voi su FezCuraDo67.

Yamaha Tyros 4

La dimostrazione di Yamaha Tyros4 avviene tramite una reinterpretazione orchestrale di Ave Maria Paien tratta dal musical Notre-Dame de Paris e qui suonata con appassionata partecipazione emotiva.

Yamaha PSR-S970/S770

Ora tenetevi forte: non crederete alle vostre orecchie in questa dimostrazione delle voci Tutti e Epic Choir importate su PSR-S970 tramite Yamaha Expansion Manager. Se avete il PC collegato all’impianto hifi, provate ad ascoltare. E’ impressionante, soprattutto quando entrano i cori, non trovate?

Roland E80

Qualcuno di voi si ricorda ancora di Roland E80? Io ne ho parlato in questo blog, andando a riprendere una mia recensione del lontano 2007. In questo filmato, Antony ci fa sentire di che pasta erano i suoni dei pianoforti Rhodes e i tappeti pad.

E poi che dire del timbro di Grand Piano che viene qui suonato ai vari livelli di dinamica, lasciando intendere la grande estensione espressiva, la varietà delle sfumature, la ricchezza di intenzioni. Sembra quasi impossibile che questi suoni possano arrivare da un arranger Roland.

Immagino che voi la pensiate come me: dopo la visione di questi filmati, aumenta il rammarico per l’infelice decisione di Roland Corporation di chiudere il centro R&D di Acquaviva Picena che ha saputo, in vari decenni, realizzare un’incredibile serie di arranger straordinari, fra cui E80 rappresentava uno degli strumenti più completi e riusciti.

GEM Equinox 76

Date un qualsiasi strumento a tastiera in mano ad Antony e vedete che cosa ne tira fuori. Ecco ora un esempio di un suono a sei operatori FM generato su una storica workstation GEM Equinox 76 che non fa di certo rimpiangere lo storico Yamaha DX7.

E che dire del suono My Epic Lead sempre tratto da GEM Equinox 76. Il bello è che questa tavolozza sonora era presente anche negli arranger GEM WK4 e WK8. Quanta nostalgia!

Chi è Antony Spatola

Antony nasce a Mirabella Imbaccari (CT) nel 1967. Si diploma in Pianoforte presso il Liceo Musicale Vincenzo Bellini di Caltanissetta. Si perfeziona poi in direzione di coro mentre prosegue gli studi pianistici nel triennio successivo. Nel 1996 dà vita al gruppo musicale pop Makaria esibendosi sui palchi di tutta la Sicilia. L’anno successivo il gruppo partecipa al Festival Regionale di Caltanissetta e si classifica al secondo posto, ottenendo così il diritto di accesso alle semifinali di Castrocaro Terme. Dal 1999 al 2008 entra a far parte della formazione Jazz/Swing ragusana 1930 Orchestra in qualità di pianista. Nel frattempo di dedica allo studio delle nuove tecnologie applicate alla musica ed inizia un’attività promozionale di lunga data per conto di Roland Corporation. E’ attualmente impegnato con la band catanese Torkio Live con la quale sta intraprendendo un serio progetto musicale.

Carrellata di recenti filmati sugli arranger workstation

Oggi, se avete tempo di seguire qualche filmato, allora fermatevi qui con me: faremo insieme un giro fra i vari canali di  YouTube, alla ricerca di recenti pubblicazioni in tema di arranger workstation.

Cominciamo dagli inglesi di A&C Hamilton: meritano la nostra attenzione per la loro qualità come dimostratori di strumenti musicali. La scena di apertura spetta alla presentazione della nuova ammiraglia di casa Korg: Pa4X.

Se qualcuno di voi non si accontenta di questa classica dimostrazione ed è alla ricerca di materiale più ruggente, allora perché non seguire la selezione degli stili rock di Korg Pa4X realizzata dal maestro Menno Beijer di Oostendorp Music:

Non ci sono ancora in circolazione molte dimostrazioni del piccolo arranger Korg Liverpool e allora vi propongo questo filmato sui generis che arriva dal lontano Giappone, con il maestro Katsunori Ujiie.

Saltiamo da Korg a Yamaha e diamo spazio al mitico Michel Voncken, il primo dimostratore che ha portato gli arranger Yamaha su YouTube, con celebri filmati che risalgono a dodici anni anni fa con Tyros 1 e PSR-2100. E’ passata molta acqua sotto i ponti da quei giorni e, come si evince nel video, il nostro deve essersi dedicato nel frattempo ad una invasiva cura dimagrante. Buon per lui! Se non capite il tedesco, cercate di passarci sopra: sono solo intervalli brevi di parlato, mentre la musica la fa da padrona per tutta la durata di questa brillante presentazione di Yamaha PSR-S970.

Un altro bravo dimostratore che ho scoperto recentemente è Blake Angelos: arriva dagli Stati Uniti. Nel filmato che segue, ci dimostra alcune delle belle cose che si possono fare con PSR-S770, l’arranger Yamaha che vanta un eccellente rapporto prezzo-prestazioni.

Ci sono insoliti pensieri che mi circolano in testa in merito a Roland E-A7: non è forse un caso che tutte le dimostrazioni sul web arrivano dalla Polonia, dalla Serbia, dalla Turchia, dalla Tailandia e paesi analoghi. Potrebbe essere la conferma che Roland esclude che il modello E-A7 possa essere indicato per il mercato europeo occidentale e italiano in particolare. Forse è proprio così. Insomma, in attesa di una auspicata smentita, guardiamoci insieme una recente dimostrazione di E-A7: arriva dal Vietnam.

Concludiamo con Barry Gonen un musicista inglese che vive in Israele e che pubblica da tempo una lunga serie di filmati autoprodotti e registrati unicamente con la sua Yamaha Tyros 4: base musicale e voce.  Lo riporto qui come assaggio di che cosa si possa fare cantando e suonando con un arranger workstation.  Dall’immenso repertorio di Barry, ecco a voi Johnny B Goode, nuova versione del celeberrimo brano di Chuck Berry.

Divertitevi!

10 domande a cui non posso rispondere

Mr. Bean alle tastiere...

Mr. Bean alle tastiere…

Nella mia attività di scrittore di blog, ricevo diversi messaggi da voi, cari amici lettori. Cerco sempre di rispondere a tutti, anche se talvolta mi succede di farlo non con la prontezza e rapidità che vorrei (colgo l’occasione per scusarmi con tutti coloro che ho fatto attendere). Non vi nascondo che in diverse occasioni mi sono trovato in difficoltà nel rispondere in modo ponderato ed esaustivo. E oggi voglio condividere con voi le 10 domande a cui non ho potuto rispondere.

  1. E’ meglio Korg Pa4XYamaha Tyros 5?
  2. Vi sembra giusto che i musicisti autori degli stili preset delle varie case debbano restare anonimi?
  3. Perché in Italia è così difficile tirare a campare facendo solo il musicista?
  4. La luce si trasmette più velocemente del suono: è per questo che quando vedi un nuovo arranger e ti appare fantastico, rimani poi deluso quando lo senti suonare?
  5. Quando ascoltate i brani dimostrativi ed ufficiali di un arranger nuovo sul web, non avete sempre il sospetto che quei suoni provengano da uno strumento diverso?
  6. Ma quelli della Roland Corporation in Giappone, si sono già pentiti di aver chiuso il centro R&D di Roland Europe di Acquaviva Picena?
  7. Che cosa ci farà mai Jukka Kulmala con tutta la vecchia tecnologia arranger di casa GEM?
  8. L’industria musicale italiana ha inventato e fatto evolvere gli arranger. Tutti i migliori produttori di arranger da sempre sono in Italia. Perché allora il centro R&D degli arranger Yamaha è stato posto a Londra?
  9. Sarà vero che chi ancora suona un arranger per professione usa spesso dal vivo strumenti che costano meno di 1000 Euro, mentre le ammiraglie da 3500 Euro popolano i salotti di chi non suona più dal vivo?
  10. Qual è la tastiera arranger migliore del mondo?

Ovviamente, stavo scherzando. Fra tutte queste domande, solo due mi sono arrivate veramente (la prima e l’ultima) da qualcuno di voi. Anzi mi arrivano spesso, da persone diverse. Sono un classico. E, davvero, credetemi: non posso e (perdonatemi) non ha molto senso rispondere: sono domande che non possono avere una risposta oggettiva, chiara e indiscutibile.

Tutte le altre domande (dalla 2 alla 9) sono invece dubbi miei personali: chissà che non siate voi lettori di tastiere.wordpress.com a darmi la risposta?

Calano i prezzi degli arranger: ci facciamo un pensiero?

Sam Ash, la più grande catena di negozi di strumenti musicali negli USA

Sam Ash, la più grande catena di negozi di strumenti musicali negli USA

Nei giorni scorsi Eko Music Group, il distributore dei prodotti Korg per l’Italia, non ha esitato a parlarne pubblicamente e a farlo sapere a tutti, dedicandogli un comunicato apposito: in effetti è la conferma della notizia relativa all’abbattimento di prezzo di numerosi prodotti a listino per “favorire gli estimatori del prestigioso marchio e per avere una penetrazione sul mercato ancora più forte e sicura”. I prodotti coinvolti sono diversi e, per quanto riguarda gli arranger della serie Pa, la calata di prezzo riguarda due modelli particolari: la tastiera a 76 tasti Pa3X Le, che scende a 1.999 Euro a distanza di un solo anno dal lancio, e il modello-base Pa300 che riduce il suo valore di vendita a 649 Euro.

E che dire di Yamaha: ad appena un paio di mesi dal lancio, PSR-S970 ormai già si trova abitualmente a Continua a leggere

Scrivere canzoni con un arranger workstation

Danny Mitchell - Compositore e pianista

Danny Mitchell – Compositore e pianista

Questo è il racconto di Danny Mitchell, un giovane cantautore di Nashville, la città della musica nel Tennessee, Stati Uniti, e di come costruire una canzone sfruttando le caratteristiche di un arranger workstation.

In questo caso, vedremo quanto è possibile fare con Yamaha PSR-S950, ma – credetemi – è possibile ottenere risultati analoghi con qualsiasi altro arranger workstation presente oggi sul mercato. Fra i prodotti Yamaha è disponibile la serie PSR e Tyros, con strumenti Roland con gli arranger della BK,  con tastiere Korg tutta la serie Pa, e, infine, con qualsiasi arranger Ketron. La differenza da un modello all’altro è essenzialmente nella pasta sonora, nel repertorio di stili, nel carattere e nella diversa personalità di ciascun strumento. C’è un arranger giusto per ogni musicista, qualunque sia il segno distintivo musicale di ciascuno.

Danny avvia il proprio processo creativo da un giro di accordi cadenzati al pianoforte, individuando poi lo stile di accompagnamento più appropriato – in questo caso R&B Slow Ballad, dove la traccia rimica è esaltata da sequenze audio – trova infine il mood giusto con un primo testo abbozzato, sul quale registra la struttura armonica della canzone. A seguire, il nostro autore abbandona la tastiera (è necessario farlo) per completare i versi del testo su un blocco di appunti a matita, come si faceva un tempo, prima dell’avvento dei PC.

Il risultato è la base completa del brano registrata sulla sua tastiera. Con questa bozza si presenta in uno studio di registrazione dove può condividere l’idea di canzone con altri musicisti. In una situazione come questa, per tutti è facile recepire il punto dove l’autore intende arrivare: e così Evan il batterista, Neilson il bassista e Kris il chitarrista possono suonare le proprie parti e offrire il proprio contributo con maggiore immediatezza. Non solo, anche Danny è pronto e preparato per aggiungere le altre parti da tastiera: i tappeti di archi, i cori e i pad, grazie alla confidenza con il proprio arranger workstation.

Il nome di questo artista è Danny Mitchell.

Nota dell’autore del blog aggiunta il 7 dicembre 2018: purtroppo il filmato originale che aveva ispirato questo articolo è stato rimosso da YouTube. Lo sostituiamo con un’esibizione diversa dello stesso Mitchell stavolta al piano: il brano si intitola “Rest of the World”.

Torino Synth Meeting 2015 (TSM)

Donne e sintetizzatori al TSM 2014

Donne e sintetizzatori al TSM 2014

Oggi vi segnalo un’iniziativa che concerne il mondo dei sintetizzatori. Rispondo infatti alla segnalazione ricevuta dagli organizzatori Francesco Mulassano e Luca Torasso e, sebbene questo blog riguardi piuttosto le tastiere arranger, volentieri mi faccio qui cassa di risonanza nel web per questo evento musicale. Si tratta della quinta edizione della manifestazione ed è rivolta a chi si occupa di sintetizzatori e strumenti musicali elettronici in genere.

Il Torino Synth Meeting (TSM) si svolge nell’arco di una giornata, domenica 7 giugno 2015, e in tre locali adiacenti a Torino nella splendida cornice dei Murazzi del Po: Continua a leggere