Antony Spatola, un riferimento per chi suona arranger

Oggi vi voglio raccontare di Antony Spatola, un bravissimo musicista siciliano che rappresenta un punto di riferimento nel web per tutti noi appassionati di tastiere arranger. Sono anni che Antony ed io ci scambiamo messaggi, informazioni tecniche ed opinioni sulle tastiere arranger e, non mi vergogno a dirlo, mi sono ritrovato qui – in diverse occasioni – a scrivere in questo blog concetti che erano nati in me come il frutto del ricco e produttivo scambio con Antony. E non sono il solo, visto che il nostro amico è un’autentica celebrità nella comunità dei suonatori di tastiere arranger, sia a livello professionale sia a livello amatoriale, e molti si rivolgono a lui per consigli e suggerimenti.

Il canale YouTube di Antony

Oltre ad essere competente in materia di strumenti, il nostro amico è un valente esecutore e dalle sue mani sono uscite diverse dimostrazioni che rendono giustizia delle possibilità degli strumenti arranger a tastiera. Per cui, vi consiglio di seguire i suoi filmati su YouTube: possono rappresentare un’ottima occasione per conoscere le potenzialità sonore dei vari strumenti. I filmati che seguono sono solo una selezione fra tutti i filmati che potrete guardare da voi su FezCuraDo67.

Yamaha Tyros 4

La dimostrazione di Yamaha Tyros4 avviene tramite una reinterpretazione orchestrale di Ave Maria Paien tratta dal musical Notre-Dame de Paris e qui suonata con appassionata partecipazione emotiva.

Yamaha PSR-S970/S770

Ora tenetevi forte: non crederete alle vostre orecchie in questa dimostrazione delle voci Tutti e Epic Choir importate su PSR-S970 tramite Yamaha Expansion Manager. Se avete il PC collegato all’impianto hifi, provate ad ascoltare. E’ impressionante, soprattutto quando entrano i cori, non trovate?

Roland E80

Qualcuno di voi si ricorda ancora di Roland E80? Io ne ho parlato in questo blog, andando a riprendere una mia recensione del lontano 2007. In questo filmato, Antony ci fa sentire di che pasta erano i suoni dei pianoforti Rhodes e i tappeti pad.

E poi che dire del timbro di Grand Piano che viene qui suonato ai vari livelli di dinamica, lasciando intendere la grande estensione espressiva, la varietà delle sfumature, la ricchezza di intenzioni. Sembra quasi impossibile che questi suoni possano arrivare da un arranger Roland.

Immagino che voi la pensiate come me: dopo la visione di questi filmati, aumenta il rammarico per l’infelice decisione di Roland Corporation di chiudere il centro R&D di Acquaviva Picena che ha saputo, in vari decenni, realizzare un’incredibile serie di arranger straordinari, fra cui E80 rappresentava uno degli strumenti più completi e riusciti.

GEM Equinox 76

Date un qualsiasi strumento a tastiera in mano ad Antony e vedete che cosa ne tira fuori. Ecco ora un esempio di un suono a sei operatori FM generato su una storica workstation GEM Equinox 76 che non fa di certo rimpiangere lo storico Yamaha DX7.

E che dire del suono My Epic Lead sempre tratto da GEM Equinox 76. Il bello è che questa tavolozza sonora era presente anche negli arranger GEM WK4 e WK8. Quanta nostalgia!

Chi è Antony Spatola

Antony nasce a Mirabella Imbaccari (CT) nel 1967. Si diploma in Pianoforte presso il Liceo Musicale Vincenzo Bellini di Caltanissetta. Si perfeziona poi in direzione di coro mentre prosegue gli studi pianistici nel triennio successivo. Nel 1996 dà vita al gruppo musicale pop Makaria esibendosi sui palchi di tutta la Sicilia. L’anno successivo il gruppo partecipa al Festival Regionale di Caltanissetta e si classifica al secondo posto, ottenendo così il diritto di accesso alle semifinali di Castrocaro Terme. Dal 1999 al 2008 entra a far parte della formazione Jazz/Swing ragusana 1930 Orchestra in qualità di pianista. Nel frattempo di dedica allo studio delle nuove tecnologie applicate alla musica ed inizia un’attività promozionale di lunga data per conto di Roland Corporation. E’ attualmente impegnato con la band catanese Torkio Live con la quale sta intraprendendo un serio progetto musicale.

Carrellata di recenti filmati sugli arranger workstation

Oggi, se avete tempo di seguire qualche filmato, allora fermatevi qui con me: faremo insieme un giro fra i vari canali di  YouTube, alla ricerca di recenti pubblicazioni in tema di arranger workstation.

Cominciamo dagli inglesi di A&C Hamilton: meritano la nostra attenzione per la loro qualità come dimostratori di strumenti musicali. La scena di apertura spetta alla presentazione della nuova ammiraglia di casa Korg: Pa4X.

Se qualcuno di voi non si accontenta di questa classica dimostrazione ed è alla ricerca di materiale più ruggente, allora perché non seguire la selezione degli stili rock di Korg Pa4X realizzata dal maestro Menno Beijer di Oostendorp Music:

Non ci sono ancora in circolazione molte dimostrazioni del piccolo arranger Korg Liverpool e allora vi propongo questo filmato sui generis che arriva dal lontano Giappone, con il maestro Katsunori Ujiie.

Saltiamo da Korg a Yamaha e diamo spazio al mitico Michel Voncken, il primo dimostratore che ha portato gli arranger Yamaha su YouTube, con celebri filmati che risalgono a dodici anni anni fa con Tyros 1 e PSR-2100. E’ passata molta acqua sotto i ponti da quei giorni e, come si evince nel video, il nostro deve essersi dedicato nel frattempo ad una invasiva cura dimagrante. Buon per lui! Se non capite il tedesco, cercate di passarci sopra: sono solo intervalli brevi di parlato, mentre la musica la fa da padrona per tutta la durata di questa brillante presentazione di Yamaha PSR-S970.

Un altro bravo dimostratore che ho scoperto recentemente è Blake Angelos: arriva dagli Stati Uniti. Nel filmato che segue, ci dimostra alcune delle belle cose che si possono fare con PSR-S770, l’arranger Yamaha che vanta un eccellente rapporto prezzo-prestazioni.

Ci sono insoliti pensieri che mi circolano in testa in merito a Roland E-A7: non è forse un caso che tutte le dimostrazioni sul web arrivano dalla Polonia, dalla Serbia, dalla Turchia, dalla Tailandia e paesi analoghi. Potrebbe essere la conferma che Roland esclude che il modello E-A7 possa essere indicato per il mercato europeo occidentale e italiano in particolare. Forse è proprio così. Insomma, in attesa di una auspicata smentita, guardiamoci insieme una recente dimostrazione di E-A7: arriva dal Vietnam.

Concludiamo con Barry Gonen un musicista inglese che vive in Israele e che pubblica da tempo una lunga serie di filmati autoprodotti e registrati unicamente con la sua Yamaha Tyros 4: base musicale e voce.  Lo riporto qui come assaggio di che cosa si possa fare cantando e suonando con un arranger workstation.  Dall’immenso repertorio di Barry, ecco a voi Johnny B Goode, nuova versione del celeberrimo brano di Chuck Berry.

Divertitevi!

Ketron rinnova il formato del proprio sito web

Nuovo formato del sito Ketron

Nuovo formato del sito Ketron

Ci sono delle ragioni per cui ora il sito Internet di Ketron vale il tempo di essere visitato.

Innanzitutto, il nuovo formato web è reattivo (avrei dovuto utilizzare la parola responsive, ma voi sapete quanto detesti l’abuso di termini stranieri nella lingua italiana): voglio dire, ora le pagine del sito si adattano spontaneamente alle dimensioni dello schermo agevolando una comoda consultazione, sia che siate di fronte allo schermo grande di un PC, su quello più piccolo di un tablet o anche solo su quello minuscolo di uno smartphone. Ormai tutti i siti principali offrono questa comodità che, per la cronaca, è disponibile sul portale che ospita questo blog sulle tastiere arranger da diversi anni.

In secondo luogo, il sito nasce già trilingue (italiano, inglese e francese): contiamo dunque che la versione italiana sia aggiornata in tempo reale rispetto la versione inglese tipicamente orientata ad una platea internazionale più vasta e, quindi, maggiormente soggetta ad aggiornamenti continui.

E poi il sito è semplice e chiaro: si presta ad essere navigato con facilità. Sì certo, la grafica è essenziale, ma i prodotti a listino sono elencati con chiarezza secondo la propria categoria di appartenenza, le pagine di supporto di ciascun modello contengono tutti gli aggiornamenti software, compresi delle istruzioni per l’installazione e anche le dimostrazioni audio sono accessibili. Nella scheda dei singoli prodotti sono presenti i link per accedere alla scheda tecnica, ai filmati, ai manuali, ai depliant, alle pagine di suggerimenti e di scarico risorse addizionali.

Le pagine più gettonate saranno molto probabilmente quelle dedicata alle librerie di stili. Da qui, è possibile ottenere tutti gli stili Ketron aggiuntivi per espandere il repertorio di fabbrica dello strumento. E’ una ghiotta occasione per espandere il proprio arsenale di accompagnamenti automatici di qualità.

E che dire poi della pagina di domande e risposte? Si chiama FAQ ed è vivamente consigliata a tutti i possessori di uno strumento Ketron. Non mancano gli elenchi dei punti vendita autorizzati e dei punti di assistenza, tutti divisi per regione di residenza. Sempre in tema di assistenza, è possibile mettersi in contatto con l’azienda di Ancona compilando una pagina web dove inserire i propri dati e i propri commenti: è un’occasione buona non solo per chiedere aiuto, ma anche per esprimere le proprie opinioni sul sito stesso o sui prodotti Ketron in generale.

Per finire, nel sito troverete facilmente la pagina di iscrizione alle newsletter periodiche.

Yamaha alza il sipario su PSR-A3000

Yamaha PSR-A3000

Yamaha PSR-A3000

Sono passati quattro anni dall’uscita di Yamaha PSR-A2000 e così anche per questo modello è giunto il giorno del rinnovamento a listino. Del resto il 2015 è stato un anno di importanti novità nel comparto arranger per Yamaha, come abbiamo documentato in questo blog nei mesi scorsi: PSR-S970 e PSR-S770, Clavinova serie 700, PSR-S670 e PSR-E353 e PSR-E253.

Come il suo predecessore, anche il nuovo modello PSR-A3000 è indirizzato a coloro che sono interessati a personalizzare il proprio strumento a tastiera per il repertorio regionale, in particolare per il mondo orientale. E’ confermata la presenza dei pulsanti di controllo delle scale arabe ed orientali e, rispetto la versione precedente, ora ci sono nuove voci Oriental Super Articulation che riproducono effetti particolarmente utili in quel mondo come il vibrato e il tremolo; e poi è disponibile la modalità Mono Legato che permette di suonare i fraseggi con i trilli senza usare il joystick, una funzione perfetta per chi intendere riprodurre dal vivo i suoni del sitar o surbahar .

Il joystick di bordo offre il tradizionale controllo della tonalità e della modulazione, con l’aggiunta di altre funzioni assegnabili come Filter e Style Track che possono dare un dominio più immediato degli stili in tempo reale.

Brevemente, i punti di forza di PSR-A3000 sono:

  • possibilità di aggiungere i propri campioni e i propri drumkit tramite Yamaha Expansion Manager (YEM) software già visto con Tyros 5; tali drumkit possono poi essere dati in pasto a Style Creator.
  • lo spazio di memoria per nuovi suoni è cresciuto da 64MB a 512MB e quello per stili e Standard MIDI file è salito da 1,4MB a 13MB.
  • ci sono le funzioni di controllo di tracce audio (pitch shift, time stretch, vocal cancel) oltre al richiamo immediato di sequenze audio tramite Audio Link Multi Pad 
  • lo schermo di bordo è TFT 7″ a colori
  • il repertorio stili di fabbrica raggiunge il numero di 400, e 194 di questi stili appartengono alla musica orientale
  • il sistema di amplificazione di bordo è stato rinnovato con coni di dimensioni maggiori e 15W anziché 12W.

Tutti i dettagli sono sulla pagina ufficiale del prodotto.

Ancor più del modello precedente, PSR-A3000 sembra poco interessante per chi suona repertorio italiano, dove PSR-S970 e PSR-S770 rappresentano ancora la prima scelta in casa Yamaha.

MusicOff si occupa di Korg: Pa4X e Liverpool

Riccardo Gerbi scrive su MusicOff

Riccardo Gerbi scrive su MusicOff

L’amico Riccardo Gerbi ha appena pubblicato, oggi 16 ottobre su MusicOff, un articolo web sui nuovi arranger di casa Korg: Pa4X e Liverpool.

Che cosa aspettate? Fate clic qui e correte a leggere.  Nessun lettore del nostro blog può perdere questo appuntamento.

PS: E non lasciatevi distrarre dal nome del sito (lo so, in inglese significa “Musica spenta”). Nonostante il nome infelice, quel sito vale spesso una buona lettura, come nel caso del resoconto di fine luglio dedicato alle novità Yamaha.

10 domande a cui non posso rispondere

Mr. Bean alle tastiere...

Mr. Bean alle tastiere…

Nella mia attività di scrittore di blog, ricevo diversi messaggi da voi, cari amici lettori. Cerco sempre di rispondere a tutti, anche se talvolta mi succede di farlo non con la prontezza e rapidità che vorrei (colgo l’occasione per scusarmi con tutti coloro che ho fatto attendere). Non vi nascondo che in diverse occasioni mi sono trovato in difficoltà nel rispondere in modo ponderato ed esaustivo. E oggi voglio condividere con voi le 10 domande a cui non ho potuto rispondere.

  1. E’ meglio Korg Pa4XYamaha Tyros 5?
  2. Vi sembra giusto che i musicisti autori degli stili preset delle varie case debbano restare anonimi?
  3. Perché in Italia è così difficile tirare a campare facendo solo il musicista?
  4. La luce si trasmette più velocemente del suono: è per questo che quando vedi un nuovo arranger e ti appare fantastico, rimani poi deluso quando lo senti suonare?
  5. Quando ascoltate i brani dimostrativi ed ufficiali di un arranger nuovo sul web, non avete sempre il sospetto che quei suoni provengano da uno strumento diverso?
  6. Ma quelli della Roland Corporation in Giappone, si sono già pentiti di aver chiuso il centro R&D di Roland Europe di Acquaviva Picena?
  7. Che cosa ci farà mai Jukka Kulmala con tutta la vecchia tecnologia arranger di casa GEM?
  8. L’industria musicale italiana ha inventato e fatto evolvere gli arranger. Tutti i migliori produttori di arranger da sempre sono in Italia. Perché allora il centro R&D degli arranger Yamaha è stato posto a Londra?
  9. Sarà vero che chi ancora suona un arranger per professione usa spesso dal vivo strumenti che costano meno di 1000 Euro, mentre le ammiraglie da 3500 Euro popolano i salotti di chi non suona più dal vivo?
  10. Qual è la tastiera arranger migliore del mondo?

Ovviamente, stavo scherzando. Fra tutte queste domande, solo due mi sono arrivate veramente (la prima e l’ultima) da qualcuno di voi. Anzi mi arrivano spesso, da persone diverse. Sono un classico. E, davvero, credetemi: non posso e (perdonatemi) non ha molto senso rispondere: sono domande che non possono avere una risposta oggettiva, chiara e indiscutibile.

Tutte le altre domande (dalla 2 alla 9) sono invece dubbi miei personali: chissà che non siate voi lettori di tastiere.wordpress.com a darmi la risposta?

Calano i prezzi degli arranger: ci facciamo un pensiero?

Sam Ash, la più grande catena di negozi di strumenti musicali negli USA

Sam Ash, la più grande catena di negozi di strumenti musicali negli USA

Nei giorni scorsi Eko Music Group, il distributore dei prodotti Korg per l’Italia, non ha esitato a parlarne pubblicamente e a farlo sapere a tutti, dedicandogli un comunicato apposito: in effetti è la conferma della notizia relativa all’abbattimento di prezzo di numerosi prodotti a listino per “favorire gli estimatori del prestigioso marchio e per avere una penetrazione sul mercato ancora più forte e sicura”. I prodotti coinvolti sono diversi e, per quanto riguarda gli arranger della serie Pa, la calata di prezzo riguarda due modelli particolari: la tastiera a 76 tasti Pa3X Le, che scende a 1.999 Euro a distanza di un solo anno dal lancio, e il modello-base Pa300 che riduce il suo valore di vendita a 649 Euro.

E che dire di Yamaha: ad appena un paio di mesi dal lancio, PSR-S970 ormai già si trova abitualmente a Continua a leggere

Scrivere canzoni con un arranger workstation

Danny Mitchell - Compositore e pianista

Danny Mitchell – Compositore e pianista

Questo è il racconto di Danny Mitchell, un giovane cantautore di Nashville, la città della musica nel Tennessee, Stati Uniti, e di come costruire una canzone sfruttando le caratteristiche di un arranger workstation.

In questo caso, vedremo quanto è possibile fare con Yamaha PSR-S950, ma – credetemi – è possibile ottenere risultati analoghi con qualsiasi altro arranger workstation presente oggi sul mercato. Fra i prodotti Yamaha è disponibile la serie PSR e Tyros, con strumenti Roland con gli arranger della BK,  con tastiere Korg tutta la serie Pa, e, infine, con qualsiasi arranger Ketron. La differenza da un modello all’altro è essenzialmente nella pasta sonora, nel repertorio di stili, nel carattere e nella diversa personalità di ciascun strumento. C’è un arranger giusto per ogni musicista, qualunque sia il segno distintivo musicale di ciascuno.

Danny avvia il proprio processo creativo da un giro di accordi cadenzati al pianoforte, individuando poi lo stile di accompagnamento più appropriato – in questo caso R&B Slow Ballad, dove la traccia rimica è esaltata da sequenze audio – trova infine il mood giusto con un primo testo abbozzato, sul quale registra la struttura armonica della canzone. A seguire, il nostro autore abbandona la tastiera (è necessario farlo) per completare i versi del testo su un blocco di appunti a matita, come si faceva un tempo, prima dell’avvento dei PC.

Il risultato è la base completa del brano registrata sulla sua tastiera. Con questa bozza si presenta in uno studio di registrazione dove può condividere l’idea di canzone con altri musicisti. In una situazione come questa, per tutti è facile recepire il punto dove l’autore intende arrivare: e così Evan il batterista, Neilson il bassista e Kris il chitarrista possono suonare le proprie parti e offrire il proprio contributo con maggiore immediatezza. Non solo, anche Danny è pronto e preparato per aggiungere le altre parti da tastiera: i tappeti di archi, i cori e i pad, grazie alla confidenza con il proprio arranger workstation.

Il nome di questo artista è Danny Mitchell.

Nota dell’autore del blog aggiunta il 7 dicembre 2018: purtroppo il filmato originale che aveva ispirato questo articolo è stato rimosso da YouTube. Lo sostituiamo con un’esibizione diversa dello stesso Mitchell stavolta al piano: il brano si intitola “Rest of the World”.

Manuali Roland in italiano per tutti

Frontespizio del manuale di Roland BK-9

Frontespizio del manuale di Roland BK-9

Grazie alla preziosa segnalazione di Filippo, fedele lettore di questo blog, sono qui a riportare a tutti voi che da qualche tempo, Roland ha cambiato la propria linea di condotta in merito alla pubblicazione dei manuali d’uso dei propri strumenti. Nel 2011, avevo dedicato una rassegna alla manualistica degli arranger e, in particolare, alle traduzioni in italiano, rilevando come Roland fosse l’unica storicamente a non aver mai rilasciato la pubblicazione libera dei manuali d’uso in lingua nazionale. Le cose sono cambiate da allora e, recentemente, a seguito dell’ultima riprogettazione del sito istituzionale, è nata la pagina che consente l’accesso a tutti i manuali. L’elenco è piuttosto ampio includendo tutti gli strumenti più recenti e anche alcuni datati nel tempo, fino al 2000 circa: tutta l’attuale e valida serie BK, la gloriosa serie E, la variante della serie EM, la serie economica EXR, l’indimenticabile serie G, la sfortunata serie GW e l’incompresa serie VA. Unica lacuna: manca ancora il manuale dell’ultimissima creatura Roland E-A7: evidentemente il manuale è ancora in via di stesura e di traduzione. Ovviamente contiamo che sia presente presto, onde facilitare la convinzione all’acquisto dei potenziali clienti Roland.

I documenti disponibili non si limitano al manuale principale d’uso ma, per ogni strumento, è presente altra documentazione addizionale, sebbene in lingua inglese: appendici (Addendum), elenchi dei suoni di fabbrica (Sound List), tabelle di attuazione del protocollo MIDI (MIDI Implementation), guide per l’uso della applicazione per iPad (Performance Editor) e così via.

Il sito è ancora giovane e diversi link non sono ancora accessibili (ad esempio i collegamenti al manuale dell’utente di BK-3 e E-50 non funzionano ancora), tuttavia è un buon inizio e sono convinto che Roland correggerà presto questi errori di gioventù. Diamogli tempo.

Korg alza il sipario su Liverpool

Korg Liverpool

Korg Liverpool

A scoppio ritardato di qualche giorno, eccomi qua a commentare con voi il rilascio di un nuovo-vecchio arranger da parte di Korg. Sono certo che molti di voi ne sono già a conoscenza. Si chiama Liverpool e, in breve, trattasi del microARRANGER in versione Beatles. Un’idea semplice, divertente e – oserei dire – geniale dal punto di vista del marketing.

Già il microARRANGER era stato una riedizione nel 2011, una versione compatta di un precedente strumento, Pa50SD, il quale a sua volta era nato come una edizione aggiornata del glorioso modello Pa80, lo strumento a tastiera più venduto al mondo in tutta la storia di Korg. Insomma, siamo di fronte ad un consolidato progetto di successo, le cui radici risalgono a quindici anni fa (al 2000!): un tempo ormai immemorabile se si tiene conto dell’evoluzione tecnologica degli strumenti musicali a tastiera e, soprattutto, dell’informatica in termini generali. Korg sta spremendo a fondo i cespiti aziendali e, in questo caso, ha scelto di riprendere in mano un prodotto sicuro per dargli una veste nuova con lo scopo ovvio di aumentare il fatturato. Volete dargli torto? Chissà se, da queste vendite, non possano entrare le risorse finanziarie necessarie perché il centro di ricerca e sviluppo Korg (in Italia e/o in Giappone) possa dedicarsi a rinnovare seriamente il prodotto arranger, proponendo in futuro qualcosa di innovativo.

Se però me lo concedete, sebbene il concetto di tastiera piccola con mini tasti sia ormai una realtà consolidata sul mercato sin dai tempi lontani fino ai giorni nostri, io ho la sensazione che il produttore di strumenti musicali stia cavalcando un’idea tutto sommato recente: la personalizzazione della tastiera su uno specifico genere musicale. Se pensate a Yamaha che, pochissimi anni fa, ha introdotto il concetto dei pacchetti di espansione per la serie di PSR-S: i musicisti possono acquistare uno strumento generalista con un set di suoni e stili standard che coprono un po’ superficialmente i generi musicali principali nel mondo; successivamente però, lo stesso musicista può verticalizzare lo strumento procurandosi un pacchetto che specializza la tastiera sul repertorio preferito (in casa Yamaha si può scegliere fra diverse opzioni: liscio e dintorni, dance, Europa dell’est, musica celtica, ritmi messicani, canne d’organo liturgico oppure atmosfere dall’India e così via). Mi pare che qui Korg si stia ispirando alla stessa filosofia anche se, a dire il vero, qui non è possibile scegliere il repertorio, c’è solo quello dei Beatles, il gruppo pop/rock più famoso al mondo e, quindi, c’è la possibilità di raggiungere il più grande numero di appassionati. Saranno attratte le giovani generazioni di aspiranti musicisti che possono esibirsi con le canzoni di Lennon/McCartney mostrando la bella scocca di questa tastiera che raffigura la Union Jack. Chi di voi non ha pensato alla celebre chitarra Epiphone di Noel Gallagher? E se vi stufate di suonarla, potete sempre appenderla al muro e arredare in modo brillante la vostra camera o il vostro studio.

Rispetto microARRANGER, il nuovo strumento viene consegnato con 64 stili destinabili al repertorio di Lennon/McCartney e un centinaio di Standard MIDI File scelti fra le più popolari canzoni dei Beatles, compresi dei testi per cantare leggendo le parole dallo schermo.

Ma non è tutto qui: per il resto, pur essendo datato nel tempo, il sistema operativo di Liverpool è quello stesso su cui si è basata tutta la serie Pa, come oggi la recentissima nuova ammiraglia Pa4X. E le risorse di bordo, la pacca sonora, la tabella di campioni, gli stili di serie e i quattro effetti stereo sono quelli apprezzati da molti e che hanno fatto la storia degli arranger Korg. Difficile restarne delusi. Anche un musicista professionista potrebbe portarsi Korg Liverpool sul palco, collegarlo all’impianto audio ed esibirsi in pubblico. E chi fa del vero pianobar (voglio dire suonando realmente il pianoforte), potrebbe usare Liverpool come expander per arricchire le proprie esibizioni di accompagnamenti automatici, magari proprio nelle serate a tema con la musica dei Fab Four.

Personalmente, non mi vergogno affatto ad ammettere che, se avessi ancora diciassette anni, questa sarebbe stata molto probabilmente la mia tastierina. Me la sarei portata a tracolla in giro sul tram, sull’autobus, il sabato sera, la domenica, nelle feste con gli amici, a scuola, nelle vacanze. Dappertutto.

Costa “solo” 699 Euro.