Sin dal giorno in cui mi sono seduto per la prima volta davanti a una tastiera arranger ed ho suonato i primi due accordi… la meraviglia di sentire un’intera band che prendeva vita intorno a me ha fatto scattare una passione che non è finita oggi, a distanza di anni. L’effetto di un arranger non si limita a produrre suoni: li veste, li anima, li trasforma in musica vera. È riduttivo pensare agli arranger come a semplici macchine per inesperti al debutto o per rassegnati in pensione: al contrario, sono partner creativi, compagni invisibili capaci di interpretare ciò che suonate e anticipare ciò che volete. Basta un giro armonico, qualche nota e il motore algoritmico che li anima fa il resto, costruendo ritmi, armonie, strutture coerenti. È una sensazione quasi cinematografica: da solista, ci si ritrova dentro un ensemble completo. E la bellezza è che tutto accade in tempo reale, fluido, senza interruzioni. Quanto più il musicista è talentuoso, tanto più straordinario è il risultato.
La ricchezza delle tastiere con accompagnamenti sta nella loro versatilità: c’è musica per tutti, dal funk al jazz, dal pop alla musica tradizionale, dalle ballate acustiche alle sonorità techno. La varietà stilistica è così ampia che ogni sessione diventa un viaggio sonoro — e l’algoritmo non si limita ad applicare pattern, ma li modella in base a ciò che si suona, rendendo ogni scelta musicale coerente e personale. Potete suonare un arranger da soli, ma nulla vi vieta di suonarlo con la vostra band, sfruttando i suoi pattern in maniera complementare rispetto gli altri strumenti.
Fonte: Casio Music Gear
Gli arranger educano l’orecchio, allenano la mente musicale, stimolano la creatività. Suonare con un arranger significa immergersi in un contesto musicale vivo, ricevere risposte immediate, e crescere senza sentirsi mai soli. E poi, si può sperimentare. Modificare ritmi, accordi, dinamiche. Interagire. L’algoritmo non impone: accompagna, reagisce, amplifica. È come avere al fianco un musicista telepatico che sa sempre cosa si voglia fare.
Sul palco, l’alleanza uomo-macchina continua. Gli arranger sono affidabili e reattivi. Offrono intro, stacchi, finali perfettamente sincronizzati con la nostra esecuzione, elevando le performance live con eleganza e precisione. Non invadono, ma impreziosiscono.
In fondo, ogni arranger racchiude un universo che parla il linguaggio della musica e della creatività. Non rimpiazzano il musicista, lo esaltano. Aprono orizzonti nuovi, rendono accessibili processi complessi, trasformano ogni idea in una canzone. Che voi siate un aspirante compositore, un insegnante, o un performer sul palco, oggi è più facile che mai fare musica senza confini.
Allora, perché non provare? Magari è proprio un arranger a trasformare la vostra prossima improvvisazione in qualcosa di indimenticabile. Cercate l’arranger più vicino alle vostre esigenze e alle vostre tasche: Prezzi di riferimento degli arranger e poi recatevi in un negozio di strumenti musicali per la prova diretta.
Cari lettori di questo blog, dovete sapere che – a forza di portarmi in giro la mia tastiera arranger di 10kg almeno due volte la settimana per prove e live – sono giunto alla determinazione di procurarmi un carrello – e la mia scelta è caduta su un modello universale, pieghevole in alluminio: da allora la mia schiena ha smesso di lamentarsi. E ho speso poco più di 30 euro. Questo piccolo alleato su ruote è diventato parte integrante della mia attrezzatura, come il pedale del sustain o il tablet per leggere gli spartiti.
Adam Hall Porter
In un primo momento, avevo valutato l’idea di cambiare custodia: quella utilizzata finora, un eccellente modello Stefy Line, non disponeva infatti di spallacci a mo’ di zaino: ho però deciso di non procedere con la sostituzione in quella direzione, poiché l’ingombro avrebbe comunque reso scomoda la camminata. Ho anche scartato l’idea di un trolley (vale a dire un carrello con borsa inclusa): ho pensato che al cambio di tastiera con dimensioni diverse, non avevo la certezza che avrei potuto riutilizzarlo.
La mia fortuna era che la custodia in mio possesso aveva una fascia passante posteriore che poteva essere infilata direttamente sull’impugnatura di un carrello. Questo piccolo ma importante dettaglio ha indirizzato finalmente la mia scelta.
Trolley Stefy Line
Parliamo del carrello che ho scelto: leggero, resistente, economico. Pensato per l’edilizia o la spesa al mercato, ma perfetto per l’artista stanco. Io devo trasportare una tastiera arranger da 61 tasti e – soprattutto – ho superato da tempo le 60 primavere. Il carrello che ho acquistato regge fino a 70 kg (io non mi fiderei comunque a caricare strumenti con più di 25kg su questa tipologia di carrelli: se qualcuno dei lettori ha fatto questa esperienza, sarei lieto di conoscerla). Il top è che si richiude in un attimo, occupa poco spazio in macchina e mi evita sollevamenti acrobatici da fine serata, quando tutte le articolazioni del mio corpo sono allo stremo. Anche le manovre per entrare e uscire dall’ascensore ora sono molto agevoli. Le ruote girano fluide anche su sanpietrini o backstage disastrati. Evito solo i terreni in ghiaia dove si hanno oggettive difficoltà a scorrere. Apprezzo il manico telescopico soprattutto perché è senza maniglie sporgenti. La pedana ha una superficie antiscivolo che, fidatevi, mi ha salvato più di una volta nei carichi al volo.
Il mio fidato carrellino Standers pronto a partire
Un consiglio: se avete una tastiera lunga e più pesante, tipo un pianoforte digitale ad 88 tasti, non siate timidi: prendete la versione con piattaforma più larga, manico più lungo, con struttura e ruote rinforzate. Quando scegliete il modello tenete conto anche della lunghezza del manico esteso rispetto la lunghezza dello strumento da trasportare. Valutare questi aspetti fanno la differenza, soprattutto su tragitti lunghi.
Alcuni modelli sul mercato (non li ho testati tutti e se qualcuno di voi ha suggerimenti in materia, non esitate a farvi avanti nei commenti):
ADAM HALL: il modello AHPORTER gode di una discreta reputazione tra i musicisti e i tecnici audio per la sua leggerezza, compattezza e praticità. Occupa poco spazio da chiuso (solo 5 cm di spessore) ed è valido per le tastiere non troppo pesanti.
STEFY LINE: Questa azienda italiana offre trolley progettati per aggiungere alla custodia per tastiere la possibilità del trasporto su ruote. Era, inizialmente, la mia prima scelta ma ho avuto difficoltà a trovare negozi con disponibilità.
VEVOR produce carrelli a mano con ampia portata per oggetti pesanti da magazzino. Hanno una struttura più robusta rispetto gli altri modelli di questo elenco (questo aspetto non va assolutamente sottovalutato).
STANDERS: è la marca che ho scelto io. Sono disponibili in alluminio e anche acciaio. Vanno bene per la frequenza d’uso e per le esigenze di peso del sottoscritto [onestamente, non ho la certezza assoluta che duri a lungo: stiamo a vedere]. Disponibili a buon prezzo nei negozi Leroy Merlin, non è detto che vadano bene per tutti: verificate il vostro caso.
ATHLON TOOLS produce carrelli di trasporto con buona superficie di carico, cuscinetti antiscivolo, ruote scorrevoli con battistrada morbido e 2 corde di espansione. Le ruote sono in plastica. Ottimo il prezzo ma ci va occhio a valutare i materiali di costruzione prima dell’acquisto.
Morale della favola, dopo un mese ho smesso di pensare “è solo un carrello”, è diventato il mio compagno silenzioso, il primo che ringrazio dopo un’uscita. Prezzo onesto, fatica dimezzata e colonna vertebrale non più maltrattata.
Negli ultimi anni, le tastiere arranger hanno guadagnato popolarità in diversi contesti musicali e geografici. Se si osservano le tendenze globali, emerge una crescita significativa rispetto ai decenni precedenti, con un’espansione verso nuove regioni. Questo fenomeno è stato alimentato da diversi fattori, tra cui l’innovazione tecnologica, la maggiore accessibilità e l’adattamento alle esigenze dei musicisti contemporanei.
Storicamente, le tastiere arranger hanno trovato ampio utilizzo in Europa, mentre in Nord America le workstation e i sintetizzatori sono spesso preferiti. Tuttavia, negli ultimi anni, la loro presenza è aumentata in Asia, America Latina e Africa, dove vengono apprezzate per la loro versatilità dal vivo. Sebbene manchino dati dettagliati suddivisi per continente, il crescente interesse sui social network suggerisce che gli arranger stiano conquistando un pubblico più vasto.
Innovazioni tecnologiche e miglioramenti nelle funzionalità
Le nuove generazioni di tastiere arranger offrono miglioramenti significativi rispetto ai modelli del passato, rendendole strumenti sempre più competitivi. Tra le innovazioni più rilevanti: suoni più realistici, grazie a campionamenti avanzati e tecnologie di sintesi sempre più sofisticate; interfacce utente migliorate, con touchscreen e controlli intuitivi per una gestione più semplice; e maggiore integrazione con software DAW, permettendo ai musicisti di lavorare in ambienti digitali con fluidità.
Accessibilità e ampliamento del mercato
Il settore delle tastiere arranger è ormai maturo, ma la varietà di modelli disponibili consente ai musicisti di trovare strumenti adatti a ogni fascia di prezzo. L’ampia offerta ha reso questi strumenti più accessibili ai principianti e agli appassionati, facilitata anche dalla disponibilità di recensioni online e guide all’acquisto.
Cambiamento nelle esigenze dei musicisti
Se un tempo le tastiere arranger erano principalmente utilizzate da performer dal vivo, oggi il loro utilizzo si è esteso a produttori musicali, compositori e persino strumentisti diversi, come chitarristi. La possibilità di creare arrangiamenti complessi in modo intuitivo le rende strumenti fondamentali per chi opera nella produzione musicale. Inoltre, per i ragazzi e le ragazze più giovani, rappresentano – da sempre e ancor di più oggi – un’ottima porta d’ingresso nel mondo della musica.
Impatto dei social media
Le piattaforme social come YouTube, Instagram, Facebook e TikTok hanno contribuito in maniera significativa alla diffusione delle tastiere arranger. Musicisti e creatori di contenuti condividono tutorial, recensioni e performance, generando maggiore consapevolezza e interesse verso questi strumenti.
Sicuramente ho dimenticato qualcuno: aggiungete i vostri nomi fra i commenti.
Conclusione
La popolarità delle tastiere arranger è in continua evoluzione, grazie ai progressi tecnologici e alla loro versatilità. La loro espansione geografica e l’influenza dei social media hanno contribuito a renderle sempre più presenti nel panorama musicale mondiale. Con il continuo sviluppo del settore, è probabile che il trend di crescita prosegua nei prossimi anni, consolidando il ruolo di questi strumenti tra i musicisti di ogni livello.
Woody Piano Shack suona l’arranger Roland Go:Keys 3
Cari amici, è arrivato il momento di fare il punto sui prezzi delle tastiere arranger! Come ben sapete, durante l’inverno, con il periodo natalizio, i prezzi tendono a impennarsi a causa della forte domanda legata ai regali. Ma ora che siamo in primavera, possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo: i prezzi iniziano a stabilizzarsi. È il momento ideale per guardarsi intorno, confrontare le offerte e magari fare quell’acquisto che stavamo rimandando. Se anche voi avete delle tastiere in mente o delle offerte interessanti da condividere, parliamone e scambiamoci idee. La musica, dopotutto, è ancora più bella quando la si vive insieme!
Un importante abbassamento di prezzo interessa Yamaha PSR-SX720 che assiste alla riduzione del 12% circa: ora si può trovare a 1099 euro. Questo arranger si pone quindi al centro di una particolare attenzione: la sua qualità non si discute e il fatto di trovarlo ad un costo così stimolante potrebbe convincere qualche musicista a provarlo di persona in negozio. Anche il modello superiore, PSR-SX920, registra un ribasso: è del 7% e posiziona lo strumento su una cifra più conveniente, ma ancora significativa (1.990 euro).
Un calo altrettanto significativo riguarda Casio CT-S1000V, l’arranger con processore vocale, le cui disponibilità di magazzino cominciano a scarseggiare e gli ultimi esemplari in circolazione si possono trovare a 299 euro (ben 20% in meno di quanto era il suo prezzo abituale lo scorso dicembre). Il modello minore CT-S500 subisce la stessa sorte ma con una percentuale di discesa più contenuta e il prezzo si ferma a 279 euro.
Un altro decremento di prezzo degno di nota riguarda Korg Pa5X che, nella versione a 61 tasti, vede la contrazione del 10% circa: ora si può trovare a 3489 euro. Scende anche il modello a 76 tasti, ma del solo 4% e ora il prezzo si assesta a 3830 euro.
Anche l’ammiraglia di casa Yamaha (Genos2, avete già letto il mio test?) segue l’andamento di calo dei prezzi e ora si può acquistare a 3870 euro, discendendo del 7,84%.
Cominciano a scarseggiare le scorte di Korg EK-50 Limitless nei negozi: questo arranger economico celebra il rilascio del nuovo sistema operativo con un calo di prezzo del 7% e ora è in vendita a 399 euro (era 429 euro).
Yamaha PSR-SX600, l’arranger standard di pregevole significato (come da me documentato in questa mia recensione), a distanza di 5 anni dal lancio, procede ad una graduale riduzione del costo che potrebbe essere interpretato come l’avvio di un percorso che porta all’annuncio del suo sostituto (quest’anno? Il prossimo?): si poteva acquistare a 715 euro, ora scende di oltre il 10% e si può trovare in offerta a 640 euro.
Fra i modelli più economici, citiamo il crollo del 27% del prezzo di Yamaha PSR-E383: la diminuzione drastica – ad un anno soltanto dall’uscita sul mercato – indica forse un prezzo di lancio che si è dimostrato in sovrastima. Si trova ora a 189 euro. Anche il suo “fratello maggiore” a 76 tasti (PSR-EW320) subisce un ridimensionamento di prezzo: 299 euro (-11%). Un gradino sopra questi due arranger, Yamaha ha posto un’altra coppia di modelli di buona fattura e di cui vi abbiamo riportato il risultato del nostro test nel 2022: orbene, il modello a 76 tasti PSR-EW425 mantiene il prezzo stabile a 475 euro, mentre il modello a 61 tasti PSR-E473 ha segnato il passo, con una diminuzione che si aggira intorno all’8% e ora si può comprare a 339 euro.
Ho volutamente lasciato al fondo i modelli Roland dato il comportamento anomalo e contro-tendenza della casa giapponese. Se da una parte il prezzo di GO:PIANO 61P segna una caduta del 7% (dovuta probabilmente alla necessità di smaltire i residui di magazzino in vista del suo successore), dall’altra i modelli GO:KEYS 3 e 5 sono gli unici che registrano un aumento dei listini. Il primo sale addirittura dell’11% (355 euro) e il secondo del 3,50% (444 euro). Ci sembra di intuire che la politica commerciale di Roland sia stata quella di essere più aggressiva sul mercato nel periodo degli acquisti natalizi e ora, in una fase più regolare, si concentri sul proteggere il margine (proprio e dei commercianti) visto il buon successo di vendite di questi arranger che si offrono con un repertorio di stili particolarmente attuale per le giovani generazioni.
Nessuna variazione di rilievo in casa Ketron: attendiamo di conoscere i prezzi reali sul mercato che avranno Fusion e i due nuovi pianoforti arranger EVP1 ed EVP2.
Da tempo immemorabile avrei voluto scrivere un articolo sulle pedaliere per gli arranger. L’ha fatto, qualche settimana fa, l’amico Giorgio Marinangeli per la rivista web SM Strumenti Musicali. Se non avete avuto ancora l’opportunità di leggerlo, non mi resta che invitarvi a farlo ora. Del resto, le pedaliere rappresentano accessori essenziali per i musicisti, in particolare per coloro che si esibiscono con gli arranger dal vivo.
Winter NAMM 2025 è stata una vibrante vetrina delle ultime innovazioni in tecnologia musicale, ma un solo nome si è distinto chiaramente nel segmento delle tastiere arranger: KETRON. Il produttore musicale di Ancona ha saputo sfruttare al meglio la vetrina della fiera di strumenti musicali più importante, presentando al mercato mondiale non solo nuovi prodotti, ma l’intera collezione di arranger della famiglia EVENT. Tutti i dettagli sono nel cenno pubblicato qui nei giorni scorsi.
In casa KORG, l’attenzione maggiore era su KRONOS 3 e non avremmo nulla da segnalare sugli arranger, salvo un annuncio importante (in anteprima) relativo ad un aggiornamento di sistema (1.4.0) per l’ammiraglia Pa5X. Non sembra vero: trattasi della versione software tanto attesa da molti e con ansia crescente. Pa5X avrà presto: Quick Record per registrare le performance con gli stili, Full Song Edit per perfezionare le proprie composizioni su Pa5X, e Style Creator Bot per generare istantaneamente stili personalizzati dagli standard MIDI file. Perbacco!
Nell’area tastiere, Yamaha ha colto l’occasione per presentare per la prima volta negli USA gli arranger workstation usciti nel 2024 e cioè PSR-SX920 e PSR-SX720.
Casio Music Gear non aveva nulla di nuovo da raccontare in tema arranger, fatto insolito per un’azienda che solitamente rinnova la propria collezione con rapidità e disinvoltura, a volte troppa.
Roland non ha dato risalto ai prodotti arranger (GO:KEY 3 e 5, e nemmeno FP-E50), ma ha concentrato tutte le proprie energie al lancio di V-STAGE, la nuova tastiera da palco, fatta su misura di chi suona abitualmente dal vivo.
Insomma, non è stato un Winter NAMM di fuoco e fiamme per gli appassionati di arranger, ma qualcosa di importante c’è stato.
Il Winter NAMM è uno degli eventi più attesi nel mondo della musica, dove produttori e musicisti si incontrano per scoprire le ultime novità in fatto di strumenti musicali. Nei prossimi giorni si terrà la nuova edizione e potrebbe riservare poche sorprese per quanto riguarda le tastiere arranger.
Il mercato delle tastiere con accompagnamenti assiste da tempo ad un’ampia proliferazione di modelli. I principali produttori (Yamaha, Korg, Ketron, Casio e Roland) hanno rilasciato numerose versioni aggiornate dei loro strumenti, coprendo una vasta gamma di esigenze e budget. Sebbene le vendite continuino regolarmente, non siamo in una evidente fase di crescita, il che rallenta l’introduzione di nuovi modelli. Da tempo – salvo rare eccezioni – le aziende sembrano più concentrarsi sul miglioramento dei prodotti esistenti che sull’innovazione.
Le piattaforme arranger hanno un ciclo di vita relativamente lungo rispetto agli anni passati. Una volta lanciato, un nuovo modello può rimanere rilevante per diversi anni e sopravvivere con alcuni aggiornamenti software. Le case di produzione sembrano concentrare i loro sforzi su altri segmenti di mercato. È quindi probabile che le novità nel settore delle tastiere arranger saranno limitate. Tuttavia, questo non significa che non ci saranno sorprese o innovazioni in altri settori, rendendo comunque il Winter NAMM 2025 un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della musica.
Oppure, se oggi stessi semplicemente sottovalutando le capacità creative dell’industria musicale del 2025 (e se fosse così, ne sarei felice), assisteremmo a grandi novità per le tastiere arranger…
Commenteremo insieme nei prossimi giorni, qui su questo blog.
Ancora una volta, con l’arrivo del Capodanno, ci troviamo a riflettere sull’anno appena trascorso. Per tutti gli appassionati di tastiere con accompagnamenti che condividono questa passione con me, è il momento di rivedere l’impatto del nostro blog. Analizziamo le statistiche chiave riguardanti le letture, il coinvolgimento e la crescita della nostra comunità per comprendere meglio la storia dell’anno passato e prepararci ad un interessante 2025.
Il maggiore numero di lettori è naturalmente in Italia, ma anche quest’anno non mancano i lettori di altre nazioni. I lettori stranieri più attivi nel 2024 provengono – in ordine – da Stati Uniti, Germania e Svizzera. Seguono i francesi.
Dalle sue origini (ottobre 2009) al 31 dicembre 2024, abbiamo pubblicato 820 articoli che hanno raggiunto 2 milioni e 277.800 clic in totale.
Articoli 2024 da non perdere (o rileggere)
In tutto l’anno 2024, ho scritto e pubblicato 34 articoli. Ecco i migliori in termini di popolarità, avendo ottenuto il maggior numero di clic; l’elenco è in ordine di argomento.
Esprimo con viva sincerità la mia gratitudine a tutti voi fedeli lettori di questo blog. Tanti auguri a tutti voi, possiate vivere un sereno anno 2025!
Alla conclusione di ogni anno, è gratificante ritrovarsi qui per analizzare insieme i progressi degli arranger nella loro globalità. Un anno fa, alla fine del 2023, ci eravamo ritrovati carichi di entusiasmo per i segnali di evidente crescita creativa del settore, grazie all’uscita di parecchi modelli nuovi in corso d’anno. Ora invece – con il 2024 che sta per chiudere i battenti – osserviamo una leggera flessione con la presentazione di soli otto nuovi modelli, non così tanti insomma. Ma non mi sento di esprimere termini di scoraggiamento: otto novità sono il segno di un costante aggiornamento di questo comparto produttivo che – come sappiamo – è talmente maturo e stabile che difficilmente potrà rivelare improvvisi e rivoluzionari balzi in in avanti.
Riepiloghiamo insieme.
Yamaha PSR-SX920 | Fonte: yamaha.com
Ancora una volta Yamaha primeggia per vitalità. Se l’anno scorso il lancio di Genos2 aveva catturato l’attenzione di molti, quest’anno il listino dell’azienda giapponese è stato rinfrescato con l’aggiornamento della solida e fortunata coppia di arranger workstation della terra di mezzo: PSR-SX920 e PSR-SX720. I musicisti che non si possono permettere il modello al top di gamma hanno l’occasione di procurarsi uno fra questi due fiammanti arranger di notevole spessore, con cui suonare, creare e divertirsi per lungo tempo traendo ampie soddisfazioni. Yamaha ha messo mano anche ai modelli a buon mercato: dopo 4 anni ha rinnovato infatti gli arranger di primo ingresso con un’altra coppia di modelli: PSR-EW320 (76 tasti) e PSR-E383, in merito ai quali vale la pena notare l’accesso alle caratteristiche di Auto-Chord.
Roland GO:KEYS 3 | Fonte: roland.it
Un’altra casa che è brillata nel 2024 per gli aggiornamenti pubblicati è Roland: le novità dell’anno sono state nel settore dei modelli di mezzo e strizzano l’occhio alle giovani generazioni. GO:KEYS 5 e GO:KEYS 3 offrono un discreto numero di funzionalità, pur avendo caratteristiche limitate rispetto gli arranger della concorrenza. Il loro punto di forza è nella presenza del generatore ZEN-CORE e nell’accesso al portale Roland Cloud. Grazie a questi arricchimenti, queste due tastiere possono permettersi il lusso di rinnovare il repertorio: gli Z-Style hanno forse meno ritmi di ballo e latini tradizionali, ma offrono altresì una ricca presenza di accompagnamenti utili per hip-hop, dance, EDM e synth pop.
KETRON EVM | Fonte ketron.it
Il Made in Italy fa capolino fra le novità arranger del 2024 grazie al lancio di EVM da parte di KETRON. Questo piccolo box compatto completa la serie EVENT fornendo un’occasione di maggiore portabilità per fisarmonicisti e tastieristi dal vivo. Per i suonatori di arranger, si tratta di confrontarsi con uno strumento senza pulsanti né cursori fisici: tutta la superficie di controllo è affidato allo schermo touch. Ne guadagna la semplicità. Il motore sonoro, le funzionalità software e il repertorio stili ereditati dalla famiglia EVENT rendono molto appetibile questo strumento.
CAVAGNOLO Zenith One | Fonte: cavagnolo.com
Affrontiamo in questa breve rassegna la proposta dei cugini d’oltralpe: nel 2024 CAVAGNOLO ha rilasciato Zenith One: il formato è il box compatto, tipo KETRON EVM (ad onor del vero, l’idea originale di un box appartiene ai francesi che avevano fatto esordire Air Symphony nel 2019). La differenza fra i due modelli consiste nel fatto che la scelta di CAVAGNOLO è stata quella di offrire un sistema operativo essenziale, semplice ed immediato per chi suona dal vivo; il software gira su un tablet Android con app dedicata. EVM invece è uno strumento completo di tutte le funzionalità già presenti in EVENT, non ha app da installare: il software è tutto residente nel box, mentre lo schermo esterno serve per un puro controllo tattile.
KORG Pa5X | Fonte: korg.com
Nessun annuncio da parte di Casio e, soprattutto, KORG. Quest’ultima sembra essere concentrata sul miglioramento del sistema operativo di Pa5X, al cui appello mancano ancora alcune funzionalità ritenute tipiche per gli arranger al top di gamma e che molti attendono: il Quick Record di una song suonando uno stile, il MIDI sequencer con full editor integrato con gli stili e lo Style Creator Bot). Chissà che il 2025 non ci porti la versione NEXT di questo software oltre che il rinnovamento degli arranger workstation KORG: Pa1000 e Pa700 sono in produzione e vendita dal lontano 2017.
Ecco alcune proposte di regali che potrebbero essere apprezzati dai suonatori di tastiere musicali e di arranger in particolare; le idee che seguono sono suggerite dai membri del team Arranger Legacy: Riccardo Gerbi, Giorgio Marinangeli, Marcello Colò e Renato Restagno.
Riccardo Gerbi suggerisce Behringer B105D
Un monitor PA con supporto Bluetooth compatto e piuttosto flessibile come range di impiego, che però costa molto meno di qualche blasonata cassa per l’ascolto casalingo disponibile nei negozi di elettronica di consumo. Il B105D dispone di un’amplificazione in classe D da 50 watt, che alimenta un diffusore full range da cinque pollici.
Il plus di questo diffusore è insito nel parco connessioni, che comprende un ingresso Mic/Guitar in formato XLR Combo, un secondo ingresso Line disponibile su presa in formato XLR Combo, oppure minijack stereo da 3,5 mm, mentre nel pannello posteriore sono ospitate una presa Main In sempre in formato XLR Combo e una presa XLR denominata Thru, con selettore di impedenza per veicolare all’esterno un segnale bilanciato o sbilanciato. A completare il parco connessioni una presa USB sul pannello frontale, per collegare una pen drive contenente dei brani musicali in formato MP3 da riprodurre con il player audio integrato.
Il parco controlli prevede una coppia di potenziometri per la regolazione dei livelli dei due ingressi disponibili, tre potenziometri per altrettante bande di un equalizzatore Master, i comandi trasporto del player audio, il pulsante di attivazione del Bluetooth e infine la regolazione del volume generale (Main Level). Il B105D è provvisto della funzione di autospegnimento dopo 30 minuti di inattività, che potete inserire/disinserire attraverso lo switch dedicato posto nel pannello posteriore. Non ci sono particolari vincoli in termini di routing: potete impiegare contemporaneamente i due ingressi audio con il player o il dispositivo esterno collegato tramite Bluetooth. Una curiosità legata all’uscita Thru: potete impiegarla per pilotare un secondo diffusore o monitor, ma attraverso il controllo Level 1 dosare la quantità di segnale del mix proveniente dal Main In e quello dei due ingressi del B105D. Comodo, no?
L’unico neo di questo diffusore per chi scrive risiede nel vano posto nella parte inferiore del box per fissarlo a un’asta microfonica: l’adattatore non è fornito a corredo, sul sito internet di Behringer non ci sono indicazioni per questo accessorio e quelli di terzi reperibili online a pochi euro sono realizzati solo in (fragile) materiale plastico. Esiste anche un modello in catalogo dotato di amplificazione incrementata a 150 watt (B205D), ma per un ascolto domestico o un piccolo giardino, quanto erogato dal Behringer B105D è ampiamente sufficiente. Un personal monitor per voce, tastiere e chitarra con un prezzo a partire da 88 euro circa, a cui aggiungere quattro euro circa per l’adattatore da asta di terzi.
Marcello Colò suggerisce AKAI Professional MPX8
Per gli addetti ai lavori, AKAI storicamente è sinonimo di sampler, da sempre. Oggi, cambiati i regimi di vendita dei campionatori, AKAI comunque rimane nel settore una delle aziende più accreditate in questo comparto. Ed è proprio pensando a questo strumento che mi permetto di suggerire un piccolo, ma potente e davvero poco costoso oggetto di divertimento. Parliamo di uno strumento piccolo solo nelle dimensioni, ma potente nell’uso. Piccolo e interessante, perché collocabile sul layout della vostra tastiera (in cui spesso c’è poco spazio). Appoggiato a lato del vostro strumento avrete a disposizione in questa versione fino a otto Pad sensibili alla dinamica e soprattutto retroilluminati su tre colori, dove poter suonare i vostri sample, i vostri effetti, insomma un alleato per le vostre serate con cui divertire il pubblico creando gag o inserendo frasi celebri.
Per esempio, immaginate di inserire l’urlo di Tarzan per sottolineare l’ingresso di un nuovo ballerino sulla pista dove state suonando, la sigla del “Benny Hill Show” per accompagnare una gag, oppure la musica di Jessica Rabbit all’ingresso di una ragazza in scena, ecc. Date spazio alla fantasia! I pad di controllo sono otto e sensibili alla dinamica, ma i sample che potete inserire in ciascuno sono molti di più, caricabili tramite SD Card da costi ormai ridicoli. Inoltre, i pad sono pilotabili tramite MIDI: Akai MPX8 è dotato di due cavi adattatori dedicati e potete collegarlo alla vostra tastiera – magari definendo il trigger dei sample nelle ottave più estreme – per poi lanciare questi effetti senza mai staccare le mani dallo strumento.
Per ogni pad troviamo impostazioni per il volume, il Pan, l’intensità del riverbero onboard, l’assegnazione di una nota MIDI, il Pitch e la modalità di riproduzione (Single Shot, Hold o Loop). La dotazione dello strumento prevede – oltre ai già citati cavi/adattatori MIDI – l’alimentatore di rete e un cavo USB. Oltre ai manuali in PDF, in bundle troverete anche una libreria di Drum Sound e Loop già pronti, nonché l’editor software e utility per piattaforme PC/Mac, con cui “smanettare” e convertire i formati dei sample a piacere.
Akai MPX8 supporta file audio in formato Wave con frequenza di campionamento selezionabile (11.025 KHz, 22.05 KHz, 32 KHz, 44.1 KHz e 48 KHz). Un consiglio? Se utilizzate dei sample con semplici frasi scalatela frequenza di campionamento, perché la qualità in un parlato non ne risente e potrete immagazzinare più campionamenti. I sample disposti sugli otto pad vengono rappresentati sotto forma di Kit (interni o su Card), e in questi Kit potete combinare i vostri campionamenti preferiti: loop di batteria, stacchi di chitarra o basso, oppure loop di altri strumenti, quindi largo all’imaginazione!
Per quelli meno inclini alla programmazione, segnalo che, se avete un sample o un loop già pronto all’uso (e compatibile come formato), basta caricarlo nella SD Card dedicata e potete usarlo immediatamente. L’unico consiglio in certi casi è di regolare nel sample parametri quali il volume, ma soprattutto il Pitch secondo la nota della tastiera assegnata, per non trovarsi a “Lanciare” – per esempio – una frase di un noto attore in un film riprodotta in stile Gorilla! Lo street price di Akai MPX8 è di poco inferiore alla soglia dei 100 euro che ci siamo prefissi per questo piccolo speciale, ma per chi scrive son soldi spesi bene. Buon divertimento!
Giorgio Marinangeli suggerisce il proiettore AKIYO 01 LED
Ah, il Natale… quel periodo magico dell’anno in cui tutto sembra possibile: i regali che si svelano sotto l’albero, la neve che cade lentamente come in un film, e, naturalmente, le canzoni di Natale che risuonano ovunque. Ma cosa accadrebbe se vi dicessi che quest’anno potreste organizzare con i vostri amici delle serate di Karaoke in cui finalmente le parole possono essere proiettate in grande stile sul muro del vostro salotto o del vostro soggiorno spendendo poco di più del costo di un paio di panettoni?
Grazie al proiettore AKIYO 01 LED,con meno di 50 euro, avrete l’opportunità di dotarvi di un mini proiettore con il quale guardare film natalizi in grande stile, oppure far esplodere il vostro spirito canoro con una performance da Oscar, come prima non avete mai avuto la possibilità di fare o perlomeno spendendo così poco.
L’AKIYO 01 LED è un proiettore portatile e compatto che si può collegare facilmente a smartphone/tablet, PC o sistema karaoke. Grazie alla sua capacità di proiettare video in alta definizione anche in ambienti moderatamente illuminati, è ideale sia per l’uso domestico che per supportare le vostre performance. Grazie alla sua portabilità, è perfetto infatti per un Karaoke itinerante: dal soggiorno alla cucina, dalla cucina al balcone (se il clima lo permette, s’intende) ma anche per locali dove vi esibite la sera senza alcun problema.
Basta collegarlo a un laptop o al vostro player musicale, e voilà, testi sempre visibili e pronti per essere cantati. L’AKIYO 01 LED è disponibile su Amazon. Buon Natale e che la “nota” giusta sia sempre con voi!
Renato Restagno suggerisce il pedale Yamaha FC5A
Dopo aver “smarrito” (diciamo “smarrito”) il mio fidato pedale del sustain, mi sono trovato nella necessità di trovare un degno sostituto per la mia tastiera. Volevo qualcosa di altrettanto affidabile e versatile. Dopo un’attenta ricerca, ho deciso di acquistare nuovamente lo stesso modello che avevo prima: Yamaha FC5A. Questo pedale mi ha accompagnato per anni grazie alla sua compattezza e leggerezza, ma soprattutto per la sua sorprendente robustezza.
Nonostante le sue dimensioni ridotte e la forma quadrata, che lo differenziano dal classico pedale sustain di un pianoforte acustico, il design del FC5A è solido e infonde fiducia. È un compagno di lunga durata, sia per le esibizioni dal vivo che per le sessioni in studio. Un dettaglio spesso trascurato ma fondamentale è la base in gomma antiscivolo, che mantiene il pedale stabile durante l’uso. Da quando ho iniziato a suonare con questo modello, ho potuto apprezzarne l’affidabilità senza compromessi.
Molti arranger di diversi produttori offrono una porta per collegare un pedale per attivare o disattivare il sustain e una seconda porta per controllare numerose altre funzioni. È possibile personalizzare le assegnazioni delle funzioni al pedale secondo le proprie esigenze, come – ad esempio – il controllo dell’avvio e dell’arresto delle MIDI SONG, il passaggio alla memoria REGISTRATION successiva o l’avvio/fermata di uno stile in esecuzione. Il prezzo è decisamente accessibile: si può trovare a circa 35 euro, se non meno. Considerando la qualità e la durata, è un investimento che vale ogni centesimo.
Altre idee regalo in pillole
Seguono altre idee… se qui sopra non avete trovato qualcosa di interessante per voi, ci sono ulteriori proposte come idee regalo per tutti. Continuate a leggere.
Jojo JSP-01 Page Turner
Per chi è in cerca di un voltapagine Wireless (in alternativa al celebre iRig BlueTurn), ecco la proposta di Jojo, con ben cinque modalità operative e una batteria integrata con 60 ore di autonomia. Compatibile con la maggior parte della app di visualizzazione di spartiti disponibili, il JSP-01 è compatibile con le piattaforme Windows, Mac, Android e iOS. Alla base della pedaliera sono stati inseriti dei pad in gomma antiscivolo. Il prezzo è intorno a 30 euro.
Stairville LED Gooseneck Table Lamp
Un’idea regalo direttamente dal brand di proprietà Thomann che realizza prodotti e attrezzature per lo spettacolo. Questa lampada a collo di oca con quattro luci a led ha una particolarità: una base magnetica che consente di fissarla saldamente non solo su un leggio, ma anche sullo chassis in metallo di un pianoforte digitale o un sintetizzatore. Funziona con tre batterie di tipo AA ed è dotata di interruttore di accensione. Prezzo a partire da 29 euro.
Hercules HCDG-307B-FS1
Un supporto su asta per smartphone/tablet robusto e a un prezzo abbordabile. Adatto per dispositivi con dimensioni dello schermo da 15,5 cm fino a 33 cm (6,1″ – 13″), consente una rotazione fino a 360 gradi per il posizionamento, grazie al particolare sistema di fissaggio a testa mobile posto tra il supporto e l’asta. L’altezza è regolabile da 1080 mm fino a 1780 mm e la capacità di carico massima è fino a tre chilogrammi. Il prezzo di questo supporto Hercules è intorno ai 40 euro.
Se siete arrivati qui e non avete trovato ancora nulla che vi convinca, non desistete. Vi consiglio piuttosto di passare alla lettura di Riccardo Gerbi su SM Strumenti Musicali e del blog di Giorgio Marinangeli. Troverete queste idee viste qui sopra, e altre ancora.