Archivio dell'autore: Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

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Informazioni su Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

Ho creato nel 2009 il blog Tastiere Arranger per raccontare tutto quello che si deve sapere sulle tastiere con accompagnamenti. Ho collaborato in passato con MusicOff e AudioFader. Oggi, oltre a scrivere per questo blog, faccio parte del team di autori di SM Strumenti Musicali dove pubblico test, focus e recensioni sugli arranger.

Evoluzione della popolarità delle tastiere arranger a livello globale

Negli ultimi anni, le tastiere arranger hanno guadagnato popolarità in diversi contesti musicali e geografici. Se si osservano le tendenze globali, emerge una crescita significativa rispetto ai decenni precedenti, con un’espansione verso nuove regioni. Questo fenomeno è stato alimentato da diversi fattori, tra cui l’innovazione tecnologica, la maggiore accessibilità e l’adattamento alle esigenze dei musicisti contemporanei.

Lamas suona dal vivo Yamaha Genos – Fonte: https://www.instagram.com/p/DJ1vnantOtn/#

Diffusione geografica delle tastiere arranger

Storicamente, le tastiere arranger hanno trovato ampio utilizzo in Europa, mentre in Nord America le workstation e i sintetizzatori sono spesso preferiti. Tuttavia, negli ultimi anni, la loro presenza è aumentata in Asia, America Latina e Africa, dove vengono apprezzate per la loro versatilità dal vivo. Sebbene manchino dati dettagliati suddivisi per continente, il crescente interesse sui social network suggerisce che gli arranger stiano conquistando un pubblico più vasto.

Innovazioni tecnologiche e miglioramenti nelle funzionalità

Le nuove generazioni di tastiere arranger offrono miglioramenti significativi rispetto ai modelli del passato, rendendole strumenti sempre più competitivi. Tra le innovazioni più rilevanti: suoni più realistici, grazie a campionamenti avanzati e tecnologie di sintesi sempre più sofisticate; interfacce utente migliorate, con touchscreen e controlli intuitivi per una gestione più semplice; e maggiore integrazione con software DAW, permettendo ai musicisti di lavorare in ambienti digitali con fluidità.

Accessibilità e ampliamento del mercato

Il settore delle tastiere arranger è ormai maturo, ma la varietà di modelli disponibili consente ai musicisti di trovare strumenti adatti a ogni fascia di prezzo. L’ampia offerta ha reso questi strumenti più accessibili ai principianti e agli appassionati, facilitata anche dalla disponibilità di recensioni online e guide all’acquisto.

Cambiamento nelle esigenze dei musicisti

Se un tempo le tastiere arranger erano principalmente utilizzate da performer dal vivo, oggi il loro utilizzo si è esteso a produttori musicali, compositori e persino strumentisti diversi, come chitarristi. La possibilità di creare arrangiamenti complessi in modo intuitivo le rende strumenti fondamentali per chi opera nella produzione musicale. Inoltre, per i ragazzi e le ragazze più giovani, rappresentano – da sempre e ancor di più oggi – un’ottima porta d’ingresso nel mondo della musica.

Impatto dei social media

Le piattaforme social come YouTube, Instagram, Facebook e TikTok hanno contribuito in maniera significativa alla diffusione delle tastiere arranger. Musicisti e creatori di contenuti condividono tutorial, recensioni e performance, generando maggiore consapevolezza e interesse verso questi strumenti.

Tralasciando i dimostratori ufficiali delle varie case, vorrei citare qui i nomi più noti dall’estero: Woody Piano Shack, Jeremy See, Masataka Kono, Ralph Maten, Menno Beijer, Tony White, Jack Duxbury, Adam Berzowski, Bartek Krzemiński, Kris Nicholson, Chris Hammond, Paweł Lemański, Michael Lumley, Piano Tone, Leigh Wilbraham … e dall’Italia: Riccardo Torti, Antonio Rizzato, Filippo Liguori, Eber Dimarti, Enzo Messina, Simone Ginanneschi, Gabriele Agosta, Luciano Zinoni, e ovviamente il team di Arranger Legacy con Marcello Colò, Riccardo Gerbi e Giorgio Marinangeli.

Sicuramente ho dimenticato qualcuno: aggiungete i vostri nomi fra i commenti.

Conclusione

La popolarità delle tastiere arranger è in continua evoluzione, grazie ai progressi tecnologici e alla loro versatilità. La loro espansione geografica e l’influenza dei social media hanno contribuito a renderle sempre più presenti nel panorama musicale mondiale. Con il continuo sviluppo del settore, è probabile che il trend di crescita prosegua nei prossimi anni, consolidando il ruolo di questi strumenti tra i musicisti di ogni livello.

Woody Piano Shack suona l’arranger Roland Go:Keys 3
Bartek Krzemiński suona l’arranger Ketron Event
Tony White suona l’arranger Yamaha PSR-SX920
Ralph Maten suona l’arranger Casio CT-S1000V
Enzo Messina suona l’arranger Korg Pa5X

Tastiere arranger – Parte VIII

Arranger Cavagnolo

Zénith One Core: Annuncio, Webinar

Zénith OneAnnuncioIntervista, Recensione

Air SymphonyAnnuncio

Distributore per l’Italia: MM49

Cavagnolo – Zénith One

Scoprire le “scene” sugli arranger Roland GO:KEYS (3 e 5)

Se siete musicisti alla ricerca di un modo per rendere le vostre esibizioni più sicure e coinvolgenti dal vivo, già sapete che le Registration sono il vostro miglior alleato. Nelle Registration è possibile salvare tutte le configurazioni di uno strumento (suoni, stili, effetti, song, tonalità, tempo, arpeggio e così via) per richiamarle alla bisogna in base ai brani da eseguire. Nel glossario Roland (per gli arranger GO:KEYS di ultima generazione), questo tipo di impostazioni prende il nome di scene. Ma come vanno utilizzate e come possono migliorare l’esperienza musicale? Scopriamolo insieme!

Fonte: http://www.roland.com

Perché le Registration (scene) sono fondamentali per gli arranger

Negli strumenti arranger, le Registration sono molto preziose. Grazie a esse, è possibile gestire velocemente gli accompagnamenti, le variazioni ritmiche e i cambi di strumento in modo intuitivo ed essere pronti a suonare i brani diversi con prontezza. Potete gestire passaggi naturali fra sezioni musicali: da una strofa a un ritornello con suoni e arrangiamenti diversi.  Potete semplificare set-up complessi: un modo perfetto per le esibizioni live e, con un solo tocco, cambiare tutta la configurazione dello strumento all’istante.  Potete ottenere fluidità e realismo nell’accompagnamento, evitando interruzioni o sbalzi improvvisi per un suono professionale. Potete preparate le vostre scalette prima della serata dal vivo e presentarvi tranquilli e pronti, affrontando la serata con un solo pensiero: concentrarvi sulla vostra performance artistica.

Come creare e gestire le scene su Roland GO:KEYS 3 e 5

I recenti arranger Roland (GO:KEYS 3 e GO:KEYS 5) gestiscono 256 scene nella memoria interna dello strumento. Se il numero vi sembra ridotto, sappiate che potete esportarle in blocco su una memoria USB, creando diversi archivi di conservazione e re-importare le singole scene alla bisogna, quando serve. In altre parole, il numero di scene possibili può essere considerato illimitato ma dovete avere l’accortezza di poterne disporre fino a 256 contemporaneamente in linea. Ovviamente può essere attiva una sola scena alla volta.

È possibile personalizzare il nome di ciascuna scena, per riconoscerla più facilmente, ma si dovrà definire sempre la locazione (da 1 a 256) in cui salvarla, andando a ricoprire l’eventuale configurazione precedente. Quando si modifica una scena infatti, il suo salvataggio sovrascrive sempre la memoria di destinazione con le nuove impostazioni.

Le possibilità d’uso dipendono dalle necessità del singolo musicista: c’è chi organizza le scene per generi musicali (ad esempio un set-up per sonorità elettroniche, uno per musica acustica, e così via); altri creano un numero elevato di scene esportando diversi file con 256 scene ciascuno e poi importano le singole scene che servono dal vivo, in base alla scaletta della serata; altri ancora sfruttano le scene per sperimentare effetti e livelli: le combinazioni inaspettate possono dare un tocco unico alle performance e poter confrontare le diverse scene salvate consente di individuare la scelta più adatta; altri ancora improvvisano il repertorio delle esibizioni live in base ai gusti del pubblico e al mood del momento: costoro caricano in pochi secondi le scene che servono e con facilità.

Fonte: manuale ufficiale Roland

Confronto con la concorrenza

Pur essendo un buon sistema per gestire le proprie configurazioni dal vivo o in studio, le scene di Roland GO:KEYS 3 e 5 potrebbero non soddisfare tutti, a causa del concetto di 256 locazioni fisse di memoria. Gli arranger della concorrenza, come le Registration di Yamaha, offrono una maggiore flessibilità ed ampiezza; e poi permettono di includere fino a 8 (talvolta 10) diverse impostazioni per ciascuna memoria. Anche il SongBook di Korg è più versatile, consentendo classificazioni per repertorio, tag, autore o titolo e quattro impostazioni per locazione; non c’è poi un limite fisso di memorizzazione delle canzoni, poiché dipende dalla capacità di memoria della tastiera stessa. Inoltre, sia Yamaha sia Korg permettono di cercare le configurazioni semplicemente inserendo a video la stringa di ricerca. Se poi esaminiamo gli arranger Ketron (Event ed EVM), anche questi hanno locazioni fisse come Roland: ma hanno capacità più estese potendo gestire quattro banchi di ben 1024 memorie ciascuno. In ultimo, nei modelli GO:KEYS, sempre rispetto gli altri modelli sul mercato, mancano i concetti di riordinamento delle scene e di raggruppamento in scalette (“playlist”) e ci si deve organizzare dedicando un certo numero di locazioni specifiche alla serata in programmazione.

Conclusione

Le scene su Roland GO:KEYS 3 e GO:KEYS 5, pur con tutte le restrizioni che abbiamo visto, rappresentano comunque un enorme vantaggio per chi vuole ottenere un suono professionale e una gestione intuitiva delle proprie impostazioni musicali. Usarle significa trasformare il proprio modo di suonare, rendendolo più fluido e immediato.

Tastiere arranger – Parte IX

Generalmusic (GEM)

Storia degli arranger GEM
Arranger Legacy: WS2WX2/WX400WK8Genesys

Technics

Suonare oggi gli arranger Technics
Arranger Legacy: SM-AC1200

Farfisa

Arranger Legacy: 7X (SevenX)

Kurzweil

KP300XKP200 KP150 KP70 , KP30In fiera
KA-90, KA110, KP100, KP110In fiera,

ORLA

Grand 500In fiera

Kawai

ES8ApprofondimentoIn fiera

ELKA

OMB 5OMB 3Approfondimento
Il ritorno di Elka?

Deebach

Deebach nuovo produttoreMaxXMS-Pro

Arranger Technics KN2000 (1993)

Cavagnolo Zénith One: la mia recensione su SM Strumenti Musicali

Zénith One è un modulo arranger originale che amplia le possibilità creative per musicisti e performer. Presentato recentemente al mercato italiano, questo dispositivo compatto offre una vasta gamma di suoni e stili di alta qualità, garantendo versatilità e facilità d’uso. Grazie alla sua interfaccia intuitiva basata sullo schermo touch-screen di un tablet Android, Zénith One si propone come una soluzione ideale per chi cerca un arranger portatile con stili vivaci e suoni di qualità. Originariamente pensato per i fisarmonicisti, si presta ad essere facilmente usato da tastieristi con master keyboard. Di più: grazie alla recente introduzione delle progressioni di accordi con Chord Pro, il dispositivo si candida ad essere l’arranger ideale per chitarristi, solisti, cantanti, cori…

Ho collaudato il prodotto di persona e, nella recensione pubblicata oggi su SM Strumenti Musicali, potete verificare le caratteristiche principali, le prestazioni e il valore che Zénith One può offrire ai musicisti, anche a quelli più esigenti.

Yamaha aggiorna il firmware di Genos2 alla versione 1.2

Il 12 marzo scorso, Yamaha ha rilasciato un aggiornamento software per la propria ammiraglia fra i workstation arranger, Genos2. Questo aggiornamento ha introdotto miglioramenti mirati al comportamento di alcune funzionalità. In altre parole, si tratta di un piccolo passo avanti per arricchire ulteriormente l’esperienza d’uso. Se volete saperne di più di Genos2, vi consiglio di leggere il test che avevo pubblicato nel mese di maggio 2022.

La versione 1.2 include tre aggiornamenti software:

  • Questa è una finezza esecutiva: immaginate di aver attivato le tre parti sulla mano destra (Right1, Right2 e Right3) e una in split sulla mano sinistra (Left). Mentre suonate premete il pedale Sustain e, prima di rilasciarlo, disattivate alcune fra le parti di cui sopra: ebbene, ora Genos2 mantiene le note di quelle parti fino al rilascio del Sustain (disattivazione) rendendo più fluido e omogeneo il tappeto sonoro.
  • Una delle novità introdotte su Genos2 consente ai cursori (slider) di entrare in funzione al raggiungimento del valore attivo: in altre parole, il valore viene mantenuto finché la posizione del cursore non raggiunge il dato salvato evitando così sbalzi inattesi. Qualche musicista non deve aver apprezzato e Genos2 ora permette di scegliere grazie ad un parametro accessibile tramite [MENU] -> [Live Control] -> [Menu]. Il nuovo elemento di impostazione Slider Mode definisce il metodo di risposta dei cursori LIVE CONTROL. Chi vuole sfruttare la novità di Genos2 lascia il valore CATCH assunto per difetto, gli altri – quelli che erano a proprio agio con il comportamento della prima Genos – possono impostare il valore JUMP per modificare i valori dei cursori immediatamente al cambio sul pannello.
  • Il sistema operativo V1.2 ha modificato il comportamento relativo all’influenza del Pitch Bend sul suono Harmony (Vocoder) di Vocal Harmony, in modo che sia lo stesso di Genos. In breve, l’operazione di Pitch Bend influisce sul suono del Vocoder.

Oscillazione prezzi arranger | Aprile 2025

Cari amici, è arrivato il momento di fare il punto sui prezzi delle tastiere arranger! Come ben sapete, durante l’inverno, con il periodo natalizio, i prezzi tendono a impennarsi a causa della forte domanda legata ai regali. Ma ora che siamo in primavera, possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo: i prezzi iniziano a stabilizzarsi. È il momento ideale per guardarsi intorno, confrontare le offerte e magari fare quell’acquisto che stavamo rimandando. Se anche voi avete delle tastiere in mente o delle offerte interessanti da condividere, parliamone e scambiamoci idee. La musica, dopotutto, è ancora più bella quando la si vive insieme!

La tabella aggiornata con tutti i prezzi di inizio aprile è visibile nella consueta pagina riepilogativa. Vorrei comunque sottolinearvi le oscillazioni di prezzo più interessanti rispetto il precedente rilevamento prezzi dello scorso inverno.

Un importante abbassamento di prezzo interessa Yamaha PSR-SX720 che assiste alla riduzione del 12% circa: ora si può trovare a 1099 euro. Questo arranger si pone quindi al centro di una particolare attenzione: la sua qualità non si discute e il fatto di trovarlo ad un costo così stimolante potrebbe convincere qualche musicista a provarlo di persona in negozio. Anche il modello superiore, PSR-SX920, registra un ribasso: è del 7% e posiziona lo strumento su una cifra più conveniente, ma ancora significativa (1.990 euro).

Un calo altrettanto significativo riguarda Casio CT-S1000V, l’arranger con processore vocale, le cui disponibilità di magazzino cominciano a scarseggiare e gli ultimi esemplari in circolazione si possono trovare a 299 euro (ben 20% in meno di quanto era il suo prezzo abituale lo scorso dicembre). Il modello minore CT-S500 subisce la stessa sorte ma con una percentuale di discesa più contenuta e il prezzo si ferma a 279 euro.

Un altro decremento di prezzo degno di nota riguarda Korg Pa5X che, nella versione a 61 tasti, vede la contrazione del 10% circa: ora si può trovare a 3489 euro. Scende anche il modello a 76 tasti, ma del solo 4% e ora il prezzo si assesta a 3830 euro.

Anche l’ammiraglia di casa Yamaha (Genos2, avete già letto il mio test?) segue l’andamento di calo dei prezzi e ora si può acquistare a 3870 euro, discendendo del 7,84%.

Cominciano a scarseggiare le scorte di Korg EK-50 Limitless nei negozi: questo arranger economico celebra il rilascio del nuovo sistema operativo con un calo di prezzo del 7% e ora è in vendita a 399 euro (era 429 euro).

Yamaha PSR-SX600, l’arranger standard di pregevole significato (come da me documentato in questa mia recensione), a distanza di 5 anni dal lancio, procede ad una graduale riduzione del costo che potrebbe essere interpretato come l’avvio di un percorso che porta all’annuncio del suo sostituto (quest’anno? Il prossimo?): si poteva acquistare a 715 euro, ora scende di oltre il 10% e si può trovare in offerta a 640 euro.

Fra i modelli più economici, citiamo il crollo del 27% del prezzo di Yamaha PSR-E383: la diminuzione drastica – ad un anno soltanto dall’uscita sul mercato – indica forse un prezzo di lancio che si è dimostrato in sovrastima. Si trova ora a 189 euro. Anche il suo “fratello maggiore” a 76 tasti (PSR-EW320) subisce un ridimensionamento di prezzo: 299 euro (-11%). Un gradino sopra questi due arranger, Yamaha ha posto un’altra coppia di modelli di buona fattura e di cui vi abbiamo riportato il risultato del nostro test nel 2022: orbene, il modello a 76 tasti PSR-EW425 mantiene il prezzo stabile a 475 euro, mentre il modello a 61 tasti PSR-E473 ha segnato il passo, con una diminuzione che si aggira intorno all’8% e ora si può comprare a 339 euro.

Ho volutamente lasciato al fondo i modelli Roland dato il comportamento anomalo e contro-tendenza della casa giapponese. Se da una parte il prezzo di GO:PIANO 61P segna una caduta del 7% (dovuta probabilmente alla necessità di smaltire i residui di magazzino in vista del suo successore), dall’altra i modelli GO:KEYS 3 e 5 sono gli unici che registrano un aumento dei listini. Il primo sale addirittura dell’11% (355 euro) e il secondo del 3,50% (444 euro). Ci sembra di intuire che la politica commerciale di Roland sia stata quella di essere più aggressiva sul mercato nel periodo degli acquisti natalizi e ora, in una fase più regolare, si concentri sul proteggere il margine (proprio e dei commercianti) visto il buon successo di vendite di questi arranger che si offrono con un repertorio di stili particolarmente attuale per le giovani generazioni.

Nessuna variazione di rilievo in casa Ketron: attendiamo di conoscere i prezzi reali sul mercato che avranno Fusion e i due nuovi pianoforti arranger EVP1 ed EVP2.

Korg rilascia la versione 2.13 per i modelli EK-50

Piccoli movimenti si percepiscono in casa Korg. Non è nulla di eclatante dal punto di vista dei contenuti. Ma è molto più importante ed è degno di nota, rilevare il fatto che la casa giapponese ha segnalato uno sprazzo di vita fra i prodotti arranger, avendo rilasciato un aggiornamento software che, seppure modesto, giunge dopo un silenzio che durava da giugno 2023.

La versione 2.13 è applicabile ai modelli della serie EK-50 (sia nella versione standard sia in quella Limitless), un arranger valido ma di rango economico: ci è giunto su concezione giapponese, prodotto e distribuito in affiancamento a più blasonati arranger progettati in Italia della serie Pa. In origine, il software di EK-50 seguiva pari passo quanto succedeva sul modello i3 (2020) che abbiamo recensito qui: ora non è più così e i3 ormai vive di vita propria restando per il momento fermo all’aggiornamento 1.6.

La nota di rilascio di EK-50 – pubblicata il 4 marzo u.s. – riporta l’aggiunta di due parametri di impostazione generale dello strumento: Transpose Lock e Style Lock. In precedenza, quando si selezionava una Set List, venivano sempre cambiati il valore della tonalità di trasporto e lo stile in base a quelli della Set List selezionata. Ora, impostando il parametro aggiunto su “On”, è possibile evitare questo cambiamento e uno dei due valori (o entrambi) possono restare invariati.

Una seconda novità riguarda l’opzione di auto-spegnimento dello strumento: è stata modificata per disattivare lo strumento dopo 20 minuti di inattività (erano 30 nella versione precedente).

La comunicazione Korg cita poi una serie imprecisata di guasti software che sono stati riparati.

Fonte: http://www.korg.com

Arranger Legacy | GEM WK8

Nasceva nel 1994 la serie WK ed introduceva nel mondo degli arranger caratteristiche innovative per il tempo come il disco interno (Hard Disk), utile per disporre dal vivo di un ampio patrimonio di basi MIDI, stili e campioni, dell’armonizzatore vocale e della possibilità di aggiornare il sistema operativo tramite floppy disk. Generalmusic ha mantenuto a lungo la produzione della linea WK con diverse varianti: il primo modello di successo portava il nome di WK4 ma l’azienda romagnola ha raggiunto il vertice della gamma con WK8, il modello di lusso che è oggetto dell’episodio odierno di Arranger Legacy.

GEM WK8 – Fonte: catalogo GEM 1999

Questa serie di strumenti era il frutto del lavoro del laboratorio GEM di Recanati e doveva la propria fortuna all’eredità ricevuta dal leggendario synth S2 (creatura prediletta di Jurgen Schmitz e dei suoi collaboratori). I modelli WK vantavano doppio generatore sonoro (uno per le parti in tempo reale e uno per i MIDI file) e gestivano traffico GM a 32 canali. Il software era stato sviluppato in C/C++. Questi arranger sono passati alla storia a seguito del loro grande successo commerciale. Lo studio Immagina di Rimini (celebre per aver disegnato diversi modelli di scooter della Piaggio) aveva dato il proprio contributo, realizzando un’opera di design accattivante e moderno.

Come WK4, anche WK8 era un autentico juke-box consegnato al cliente con oltre un migliaio di canzoni famose con lyrics già licenziate SIAE e precaricate sul disco fisso interno. WK8 ha avuto vita discretamente lunga ed il suo utilizzo è stato addirittura esteso per molti anni successivi alla produzione, grazie alla diffusione dei moduli USB installabili autonomamente dai musicisti per sostituire i lettori di floppy disk, divenuti presto obsoleti. La data di lancio sul mercato di WK8 è il 1999, quando si presenta come un perfezionamento della struttura di WK4, con tutti gli optional montati a bordo. In altre parole, siamo di fronte ad un’operazione di restyling realizzata per offrire ai musicisti una versione di lusso di WK4.

GEM WK8 MEGASTATION

La tastiera era composta di 61 tasti con dinamica e Aftertouch, la polifonia era di 64 note, i suoni PCM della wavetable derivavano in gran parte da GEM S2. Erano disponibili funzioni di Sound Edit e Sample Translator. Erano 4 i processori effetti divisi in 2 gruppi – 24 riverberi e 32 modulazioni programmabili per ciascun gruppo. I 61 tasti erano mappabili in diversi modi operativi: Full Keyboard, Upper/Lower, Multi e Split. Fra i controlli fisici, spiccava la mitica Track Ball già vista su WS2 per il controllo di Pitch e Modulation. Degno di menzione era il display LCD grafico (320 x 240) retroilluminato e con contrasto regolabile. Gli stili di accompagnamento di serie erano 192 con 32 locazioni aggiuntive per programmazioni personali. Fra i diversi tasti utili, c’era Single Touch Play, un pulsante ereditato dalle tastiere Technics, che consentiva di associare otto performance diverse a ciascuna variazione dello stile. Lo strumento consentiva di comporre le proprie song grazie al Sequencer di bordo che ammetteva la gestione di 16 song MIDI o proprietarie indirizzabili fino a 32 tracce. Era possibile eseguire Standard MIDI File direttamente senza dover attendere i tempi di caricamento, che erano una normalità nei prodotti dell’epoca. Sembra di parlare davvero di un’altra era, quando – scorrendo le specifiche tecniche – compare un’interfaccia SCSI per collegare unità di memorizzazione dati esterne ed evitare l’uso di centinaia di floppy disk. Oltre ai potenti amplificatori di bordo (25W + 25W) si segnala un’interfaccia audio/video con processore vocale. Pesava abbastanza: 15,5 kg.

Fonte: catalogo GEM 1999

Il gruppo di persone che ha curato la progettazione della prima serie WK fatta a Recanati era composto da  Francesco Castagna, Roberto Marcucci,  Marcello Colò, Enzo BoccieroGianni Giudici (parte musicale), Gervasio Pannelli e Nazzareno Riccobelli (FPGA ed Hardware), Fabrizio Bracalenti (sequencer e gestione HD), Marcello Bartolini (Edit & General Enviroment),  Anselmo Bordi (layout del pannello comandi), Giuliano Margaretini (Sample Translator, SCSI), Franco Mazzoni (generazione sonora e Sound Descriptor), Bruno Cesanelli (edit sonoro, grafica del display e – nella parte conclusiva del progetto – General Management  dello strumento).

Nell’arco degli anni, i musicisti hanno potuto accedere alla struttura di WK8 in diverse versioni:

  • WK8 MEGASTATION: Nel 1998 esce il primo modello WK8 ed è – in quel momento – la nuova ammiraglia degli arranger professionali di casa GEM.
  • PS1000PS1300PS2600: Nello stesso anno la tecnologia di WK8 viene utilizzata come motore di tre varianti di pianoforti digitali.
  • WK8 SE: Nel 1999, appare la Special Edition con il banco suoni riprogrammato e l’inserimento dei campioni di pianoforte desunti da GEM PRO e PRO 2. La porta SCSI è di serie e il repertorio di stili e song è ampliato.
  • SK760SK880: Due modelli professionali nati nel 1999 per inserire la potenza di WK8 in due tastiere rispettivamente a 76 e 88 tasti. Erano tastiere da palco, prive di amplificazione a bordo.
  • WK8 LE: Molti anni dopo, nel 2004, per recuperare le perdite a fronte degli scarsi risultati della linea Genesys, l’azienda tenta la carta della Light Edition di colore argento, serigrafie nuove e alleggerimento del tutto grazie alla rimozione dell’interfaccia SCSI. Non avrà molta fortuna: la concorrenza corre più veloce e, soprattutto, la creatività di Generalmusic comincia a soffrire la nota fuga di cervelli dai laboratori in direzione di Korg Italy.

Dulcis in fundo, non possiamo poi tralasciare il fatto che il cuore di WK8 sarà effettivamente il punto di partenza a seguire da cui nascerà il progetto Genesys.

Fonte: http://www.generalmusic.com (anno 2000)

È tradizione del team Arranger Legacy, di cui mi onoro di far parte dal giorno della sua fondazione, l’uscita contemporanea sullo stesso argomento da parte di Riccardo Gerbi (SM Strumenti Musicali), del blog di Giorgio Marinangeli e del canale YouTube dove spicca la demo di Marcello Colò, senza il cui contributo di memoria e testimonianza, questo articolo che avete appena letto non sarebbe mai stato possibile.

Cavagnolo annuncia le prime dimostrazioni di Zenith One nei negozi italiani

A marzo inizieranno le presentazioni ufficiali di Cavagnolo per l’arranger Zenith One e per le fisarmoniche digitali dell’azienda francese. Negli eventi saranno presenti di persona Matthieu Chaussalet da Béligneux e Michele Mucciacito, sviluppatore delle risorse musicali dello strumento e deus ex machina della distribuzione italiana (MM49).

I fisarmonicisti saranno sicuramente affascinati da Matthieu, che mostrerà loro come utilizzare Zenith One con fisarmoniche digitali. Michele invece illustrerà le potenzialità dell’arranger quando è pilotato da una tastiera. Questi eventi promettono di offrire esperienze stimolanti per tutti gli appassionati e i professionisti del settore.

Il box arranger Zenith One – Fonte: cavagnolo.com

Di Zenith One vi ho già scritto in diverse occasioni: un anno fa circa abbiamo commentato insieme il lancio del nuovo arranger e lo scorso dicembre ho intervistato per voi Michele Mucciacito. In occasione delle dimostrazioni, il nuovo modello sarà presentato con il nuovo kit addizionale USB-to-MIDI; il modello nativamente viene infatti venduto con le porte MIDI tradizionali con connettore DIN a 5 poli.

Giovedì 6 marzo dalle 18:45 alle 20, Mathieu e Michele avranno il loro battesimo musicale da BIASIN, importante negozio di strumenti musicali sito nelle vicinanze di Pordenone, nel Friuli ad Azzano Decimo.

Sabato 8 marzo ore 16:30, i due musicisti erranti saranno da SCAVINO MUSICA, storico punto vendita posto nel quartiere di San Salvario a Torino.

Altre date seguiranno ma non sono ancora state comunicate.