Archivio dell'autore: Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

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Informazioni su Renato Restagno, Arranger Workstation Blogger

Ho creato nel 2009 il blog Tastiere Arranger per raccontare tutto quello che si deve sapere sulle tastiere con accompagnamenti. Ho collaborato in passato con MusicOff e AudioFader. Oggi, oltre a scrivere per questo blog, faccio parte del team di autori di SM Strumenti Musicali dove pubblico test, focus e recensioni sugli arranger.

Il rapporto 2025 del blog Tastiere Arranger

Articoli pubblicati nel 2025

In tutto l’anno 2025, ho scritto e pubblicato 45 articoli.
Ecco i migliori in termini di popolarità, avendo ottenuto il maggior numero di clic; l’elenco è in ordine di argomento.

Riflessioni e approfondimenti generali

Cominciamo con l’articolo che ha registrato il maggior numero di letture nel 2025:

Inoltre:

Modelli arranger di cui abbiamo scritto…

Segue un elenco di articoli con cui ho documentato le uscite, gli aggiornamenti e il valore espresso dai modelli di tastiere arranger nel corso del 2025.

Yamaha

Roland

Korg

Cavagnolo

Ketron

Tutto sugli arranger

Arranger Legacy

Racconti

Novità di quest’anno, abbiamo dato spazio a narrativa originale ispirata a storie musicali. Ecco i primi tre racconti, spero vi siano piaciuti.

A coronamento di tutto

Vorrei ringraziare ad uno ad uno i 288 lettori che sono abbonati al blog e che ricevono una notifica ogni qual volta esce un nuovo articolo e i 44.515 visitatori (dato fornito da WordPress) che hanno dedicato del tempo al mio lavoro in questo blog nel corso degli ultimi 12 mesi. E a tutti voi auguro un sereno 2026!

Che il desiderio di pace possa raggiungere e trasformare il cuore di ogni persona coinvolta in qualsiasi conflitto, ovunque nel mondo.

Il panorama delle tastiere arranger a fine 2025

Il 2025 è stato un anno sorprendentemente “placido” per il mondo delle tastiere arranger. A livello internazionale il settore continua a crescere, mostrando vitalità e rispetto da parte del mercato globale. Eppure, a voler essere onesti, il nostro Belpaese non ha brillato allo stesso modo: l’interesse c’è, ma non si è tradotto in un entusiasmo travolgente.

Sul fronte dei produttori, il dato è quasi disarmante: un solo nuovo arranger è arrivato effettivamente sugli scaffali nel corso dell’anno. Dopo un ricco triennio in cui sono stati lanciati ben 32 modelli nuovi, il 2025 riesce a battere il record negativo del 2021.

A muovere le acque è stata Cavagnolo, che con il suo Zénith One Core ha firmato l’unica vera novità reale del 2025. La casa francese si conferma tra le più attive nel rilascio di aggiornamenti e nel supporto ai propri strumenti, e il nuovo arranger con tablet sta conquistando l’attenzione di chi cerca un modulo arranger compatto, versatile e dal prezzo accessibile.

Per il resto, calma piatta. Nessun altro produttore ha presentato nuovi modelli nei negozi nel corso del 2025.

Uno spiraglio arriva da KETRON, che al Winter NAMM 2025 aveva lasciato intravedere un futuro luminoso con le nuove linee Fusion, EVP1 ed EVP2. Promesse interessanti, certo, ma per ora restiamo in attesa di conferme concrete. Per la cronaca, i modelli della serie Event hanno ottenuto un aggiornamento software lo scorso autunno e raggiungono il numero di versione 5.0.1.

Yamaha, dal canto suo, ha continuato a presidiare con sicurezza il segmento professionale e fascia intermedia grazie alla famiglia Genos/PSR-SX (chi di voi ha provato l’interessante Standard Style Collection scaricabile gratuitamente dallo scorso luglio?). Nessuna rivoluzione, ma una solidità che non vacilla: l’ecosistema Yamaha resta il più stabile, aggiornato e presente nelle comparazioni tra top arranger. Una certezza, insomma. Nel mesi di marzo, sono stati pubblicati aggiornamenti di firmware con piccole migliorie per Genos2 (V1.20) e PSR-SX920/SX720 (V1.12); nulla di nuovo per PSR-SX600… che si stia preparando l’uscita del suo successore nel 2026?

Buone notizie non sono mancate in casa KORG. Pur senza nuovi modelli, il tanto atteso sistema operativo 1.4.0 ha finalmente portato la maturità che gli utenti chiedevano da tempo a Pa5X. Il 2025 è stato dunque per KORG un anno di consolidamento: l’ammiraglia è finalmente dotata di quella serie di funzionalità che erano attese, migliorandone complessivamente l’esperienza d’uso. Un piccolo aggiornamento è stato reso disponibile a marzo per gli arranger discendenti dallo storico Pa80 (quelli con il generatore sonoro del Triton), vale a dire EK-50 e i3 (modello 2020).

Continua inesorabile la risalita di Roland che sta conquistando molti nuovi clienti – soprattutto fra chi non aveva mai suonato un arranger prima – con i modelli GO:KEYS 3 e GO:KEYS 5. Strumenti leggeri, immediati, perfetti per entrare nel pianeta arranger. Avendo a disposizione un arsenale sonoro sorprendentemente ricco, energizzato dall’integrazione con il sistema Zen Core e la possibilità di espandere stili e suoni tramite i servizi di Roland Cloud, lo strumento fa breccia anche fra i suonatori esperi di synth e workstation alla ricerca di un’opzione compatta e facile da trasportare da affiancare ai mastodontici strumenti “professionali”. Una mossa intelligente, che ha ampliato il pubblico degli arranger.

E poi c’è Casio. Silenzio totale per il terzo anno di fila. Di solito questo produttore giapponese rilasciava nuovi modelli a raffica frequente. Non trovate insolita anche voi questa pausa?

Insomma, questa sospensione generale di nuovi modelli fa rumore, specialmente perché ha contagiato tutti i produttori storici di tastiere con accompagnamenti. Quando un marchio resta immobile per un anno intero, di solito significa che qualcosa di grosso si sta preparando dietro le quinte. La linea di partenza è affollata, le aspettative sono alte. E noi, inutile dirlo, non vediamo l’ora di vedere i successori di Yamaha PSR-E473/PSR-EW425, l’aggiornamento della gamma Korg Pa700/Pa1000, le nuove versioni dei cugini Korg EK-50L/i3 (2020), le conferme dei modelli KETRON Fusion/EVP1/EVP2 e i continuatori delle serie Casio CT-X e CT-S. E di qualsiasi altra sorpresa il 2026 vorrà riservarci.

Foto di Mohamed Hamdi

Ricordate il panorama delle tastiere arranger degli ultimi 7 anni? Per i nostalgici, ecco tutti i link, con il sommario finale di ciascun anno:

GEM S2 | Quello che non sai raccontato dai protagonisti

Chi segue questo blog sa che raramente dedichiamo spazio a strumenti che non siano arranger. Oggi, però, facciamo volentieri un’eccezione: da un lato perché GEM ha avuto un ruolo fondamentale nella storia degli arranger, dall’altro perché gli autori di questo libro – il terzo scritto insieme – Marcello Colò e Riccardo Gerbi, sono amici e colleghi del team Arranger Legacy, i cui contributi sono stati spesso ospitati anche su queste pagine.

Veniamo al libro. “GEM S2: Quello che non sai raccontato dai protagonisti” è un’opera che risponde a tutte le curiosità rimaste in sospeso attorno al synth più celebre della storia GEM. Marcello e Riccardo offrono un racconto dall’interno, qualcosa che nessun documento tecnico avrebbe potuto restituire con la stessa autenticità. Non potrebbe essere altrimenti: Marcello è stato protagonista e testimone diretto di quella stagione, avendo lavorato nella sede di Recanati dove S2 prese forma.

Il libro non si limita a ripercorrere la nascita di GEM S2: la ricostruisce attraverso le voci di chi l’ha progettata, programmata, suonata e difesa in un periodo in cui l’Italia era un punto di riferimento mondiale nella produzione di tastiere. La narrazione è ricca di aneddoti, retroscena e momenti di vita aziendale, restituendo un quadro umano e professionale che va ben oltre la semplice storia di uno strumento. Non è solo un tributo a S2, ma un tassello fondamentale nella missione condivisa di preservare, raccontare e valorizzare l’eredità delle tastiere italiane. Il lavoro di Marcello e Riccardo si inserisce perfettamente nello spirito di custodire la memoria di un’epoca straordinaria e renderla accessibile alle nuove generazioni di musicisti.

La scrittura è scorrevole, competente ma mai pesante. Anche i passaggi più tecnici sono spiegati con chiarezza, mentre le testimonianze dirette aggiungono calore e profondità. Chi ha posseduto una S2 ritroverà sensazioni familiari; chi non la conosce potrà scoprire come nasce uno strumento che ha segnato un’epoca. Il lettore potrà seguire passo dopo passo l’intero processo di progettazione di uno strumento musicale: dall’idea iniziale nata a seguito dell’incorporazione di Elka in GEM, dalle scelte dettate dal dialogo attivo fra musicisti e tecnici hardware/software, dallo sviluppo del multitasking alla progettazione di un sequencer innovativo, dalla realizzazione del primo display grafico (pur con i suoi “pixelloni”) al generatore sonoro, dall’implementazione MIDI alla creazione dei suoni, dalla scelta dei tasti Fatar fino alle difficoltà di sviluppare un sistema operativo agli albori della tecnologia musicale moderna. E ancora: Sample Translator, i dettagli dei comandi a pannello, il lancio sul mercato mondiale, le prime dimostrazioni e la reazione globale. Tutto, davvero tutto.

Francesco Castagna, Roberto Marcucci e Marcello Colò (primi anni novanta)

A completare il quadro ci sono le pagine finali, in cui altri protagonisti del progetto offrono la loro testimonianza: il mitico Francesco Castagna (che molti lettori ricorderanno per il suo ruolo-chiave negli anni successivi nel fare la storia degli arranger Korg), Joerg Sunderkoetter, Chris Anthony e l’intramontabile Gianni Giudici che, dopo aver guidato per decenni l’evoluzione degli arranger GEM, oggi è il deus ex machina di Studiologic.

Il libro può essere ordinato su Amazon al prezzo di 15 euro. GEM S2 ” Quello che non sai…raccontato dai protagonisti”: Personaggi, interpreti, curiosità e retroscena del Synth “Made in Italy” degli anni ’90 : Colò, Marcello, Gerbi, Riccardo: Amazon.it: Libri

E dai, fatevi un regalo!

Perché gli stili di accompagnamento non bastano a spiegare la forza di un arranger

Per esigenze musicali recenti, mi sono reso conto che il progetto che stavo seguendo non richiedeva l’uso degli stili di accompagnamento. Da lì, è nata l’idea di affiancare al mio arranger un sintetizzatore (o stage keyboard) più leggero del mio attuale strumento che supera i dieci chili di peso: qualcosa da portare ai live senza fatica. Accettando di rinunciare agli stili, tuttavia restava vivida la necessità un set di voci professionali, comparabile a quello della mia tastiera arranger e, soprattutto, un sistema di memorie capace di gestire il mio repertorio che si aggira sui quattrocento brani.

Il requisito era chiaro: dovevo poter suonare con almeno tre voci in layer per le parti principali, avere una voce in split a sinistra, aggiungere una traccia di basso quando necessario, memorizzare il transpose del brano e richiamare le impostazioni complete dello strumento in modo rapido, semplicemente cercando il titolo. Così sarei stato pronto in un attimo per qualsiasi esecuzione dal vivo.

Fonte: Yamaha Keyboards Official

Ho iniziato a guardarmi intorno e ho trovato sintetizzatori e workstation con palette sonore ricchissime: pianoforti acustici ed elettrici, organi elettronici e liturgici, archi, legni, ottoni, synth e pad. Tutto ciò che serve per coprire il repertorio in modo vario e articolato, con la possibilità di applicare effetti e personalizzare i suoni.

All’inizio sembrava tutto perfetto, finché non ho dovuto affrontare il tema della gestione delle scene (Registration, SongBook, Performance, Keyboard Set… chiamatele come volete) e delle scalette. Qui sono emersi i problemi: alcuni strumenti offrivano poche scene, altri non salvavano tutti i parametri, diversi non gestiscono le scalette, molti non memorizzavano nemmeno il titolo del brano e quasi nessuno permetteva una ricerca rapida digitando il titolo o parte di esso. Per chi deve richiamare al volo un brano tra centinaia di impostazioni, questo è un limite enorme. La soluzione sembrava essere in un software esterno su tablet (Camelot Pro, Gig Performer, Cantabile, MainStage, ecc.), ma questa scelta intricava il workflow: rispetto a un arranger, dove tutto è integrato, dover rinunciare alle scene interne dello strumento mi sembrava una complicazione inutile, soprattutto nel mio caso: porto una sola tastiera con me e non ho bisogno di controllare più strumenti né plugin VST.

C’erano poi altre questioni pratiche: alcuni non hanno il pulsante Transpose sul pannello; e poi a me serve un leggio per il tablet con gli spartiti, ma nessun synth lo prevede. Inoltre, oggi uso gli speaker integrati della mia tastiera come spia, mentre le stage keyboard non hanno diffusori audio di bordo: avrei dovuto procurarmi un monitor portatile da palco.

Fonte http://www.roland.com

Alla fine, mi sono reso conto con maggiore convinzione del valore dell’arranger, dove tutto è compatto e immediato. Io oggi, in pochi minuti, poso lo strumento sul cavalletto, collego la corrente, appoggio il tablet sul leggio integrato, connetto le uscite audio al mixer, accendo e sono subito operativo, al cento per cento. Gli altri strumenti, per quanto leggeri, richiedono invece un ecosistema di accessori: software esterno per gestire le memorie dei quattrocento brani e le scalette, monitor da palco e leggio aggiuntivo. Avrei potuto risparmiare fino a cinque chili sullo strumento, ma quel peso l’avrei distribuito su più oggetti. Il risultato? Preparazione dei setup più articolato, trasporto più macchinoso, peso complessivo maggiore e tempi di montaggio e smontaggio più lunghi.

La mia ricerca mi ha condotto a una semplice riflessione: la leggerezza potrebbe non bastare, se compromette praticità e velocità operativa.

Continua…

Webinar Live di MM49 | Zénith One Core protagonista

Lo scorso venerdì 5 dicembre, si è svolto un webinar live organizzato da MM49, azienda che distribuisce in Italia gli interessanti arranger del produttore francese di fisarmoniche Cavagnolo. L’incontro ha rappresentato un momento di grande interesse per musicisti e professionisti che vogliono scoprire come sfruttare al meglio le potenzialità delle tastiere arranger e dei sistemi integrati per la performance dal vivo.  Durante la diretta, Michele Mucciacito ha affrontato temi centrali per chi lavora con tastiere e setup complessi.

Il nuovo Zénith One CORE rappresenta la risposta di Cavagnolo alle richieste di molti musicisti: uno strumento più accessibile, ma capace di mantenere standard professionali. Frutto di un’attenta ottimizzazione di risorse, suoni, stili e funzionalità, il CORE si propone come alternativa concreta per chi cerca un modulo arranger compatto e versatile.

Al di là della elevata qualità dei suoni di bordo, una delle novità più significative è la modalità CHORD PRO, che consente di utilizzare l’arranger senza dover necessariamente suonare accordi sulla tastiera. Questa funzione apre lo strumento a un pubblico molto ampio: non solo fisarmonicisti o tastieristi in generale, ma anche chitarristi, cantanti, sassofonisti, clarinettisti, trombettisti, violinisti e violoncellisti possono integrare Zénith One CORE nelle proprie performance.

Il modulo offre 270 styles selezionati dal repertorio più moderno e internazionale, insieme a una libreria sonora di alta qualità derivata direttamente dal modello originale Zénith One. L’obiettivo è garantire prestazioni elevate con un prezzo di listino competitivo, rendendo l’arranger una proposta interessante per chi desidera uno strumento professionale senza affrontare costi proibitivi. Il prezzo suggerito per il mercato italiano è di 1649 euro.

Con queste caratteristiche, Zenith One CORE si colloca come una novità di rilievo nel panorama degli arranger, puntando a conquistare una fascia di musicisti che finora non trovava soluzioni su misura.

Chi non ha potuto partecipare venerdì può ancora recuperare l’intero evento: la registrazione è disponibile su YouTube. È un’occasione per scoprire trucchi e strategie che possono migliorare subito il proprio modo di suonare e gestire il setup. 

Guarda la registrazione completa su YouTube

Se avete domande, non esitate a contattare Michele Mucciacito (info@mm49.it).

Il capolavoro di Antonello (il terzo racconto)

La sera prima, Antonello aveva trascorso la sera scorrendo i titoli di Netflix. Aveva letto le brevi descrizioni di ciascun film o serie, poi aveva abbandonato con un sospiro: “Meglio non iniziare, così non rischio di abbandonare nulla a metà.”

E così la mattina dopo, era entrato nel negozio di strumenti musicali con l’aria solenne di chi stava per cambiare la propria vita. Davanti a lui, una fila di tastiere scintillanti, tutte convinte di essere “la scelta definitiva”, pronte a offrirgli nuove possibilità. Era il momento di provarle e decidersi. Provò la prima, una Yamaha: “Suona bene… ma se domani inventano un modello migliore? Non posso rischiare di pentirmi.” La seconda era una Korg: “Fantastica! Però… e se tra sei mesi uscisse la versione aggiornata? Meglio aspettare.” La terza, una Roland: “Leggera, portatile, perfetta! Ma… e se la leggerezza fosse sinonimo di fragilità? Non posso rischiare.”

Il commesso, paziente come un confessore, gli accendeva modelli su modelli. Antonello li provava tutti, con la stessa espressione di chi assaggia gelati e non riesce a scegliere tra cioccolato e pistacchio. “Questa ha i nuovi stili synth‑pop.” “Eh, ma io suono jazz.” “Questa ha il doppio sequencer.” “Eh, ma io tanto non ne faccio uso.” “Questa Ketron è professionale e suona da paura.” Antonello sorrise: “Professionale? Ma io sono un artista!” Il commesso lo guardava come si guarda un turista che chiede indicazioni e poi rifiuta ogni strada proposta. “Questa è la più venduta.” “Eh, ma se la comprano tutti, non sarà troppo banale?” “Questa è la più innovativa.” “Eh, ma se è troppo innovativa, non la capirà nessuno.”

Alla fine, Antonello uscì dal negozio senza tastiera. Ma non era triste: era soddisfatto. Perché, alla fine, non scegliere era la sua vera scelta. La sua vita era un mosaico di rinvii: non indossava scarpe nuove perché “magari domani piove”, non ordinava al ristorante perché “magari non avrebbe apprezzato il piatto”. E così, tornando a casa, pensò: “La mia vecchia tastiera funziona ancora… basta non premere il tasto Exit e non toccare il display.” Un pensiero rassicurante, quasi una preghiera: perché non decidere significava non sbagliare. E Antonello, maestro dell’attesa, continuava a vivere sospeso tra possibilità infinite, trasformando l’indecisione in un’arte segreta, il suo unico capolavoro.

Dicembre tra vetrine e strumenti musicali

Dicembre è un mese speciale: le città si riempiono di luci, i negozi di addobbi e… i carrelli online di strumenti musicali. Non è un caso: il periodo natalizio è tradizionalmente fortissimo per le vendite. Tra regali sotto l’albero, budget aziendali da chiudere e musicisti che si concedono un “auto-regalo” per festeggiare l’anno, la domanda cresce e i rivenditori lo sanno bene.

Quando la richiesta aumenta, la legge del mercato è semplice: meno sconti, più margini. I rivenditori, consapevoli che a dicembre la voglia di comprare è alta, tendono a ridurre le promozioni aggressive. In altre parole, se a ottobre trovavi il tuo pianoforte digitale con il 20% di sconto, a dicembre potresti trovarlo al prezzo di listino… ma con un bel fiocco rosso sopra.

Foto di Leonard Richards

Il Natale è anche il momento perfetto per spingere i modelli di fascia alta. Tastiere arranger complete, workstation con accessori inclusi (stand, pedaliere, software), pianoforti digitali con finiture eleganti: tutto ciò che fa brillare gli occhi di chi scarta il pacco. È la “coda” delle vendite natalizie: prodotti premium che, complice l’atmosfera festiva, trovano più facilmente spazio nelle case.

Non dimentichiamo che anche i costi della catena produttiva e della logistica giocano la loro parte. Trasporti più cari, materie prime più difficili da reperire… tutto questo incide sui prezzi. Durante l’anno i rivenditori possono compensare con promozioni, ma a fine anno i margini devono essere difesi. Risultato? Sconti ridotti e prezzi più stabili, se non leggermente in rialzo.

Il ciclo delle vendite è quasi una sinfonia: in autunno partono gli sconti per stimolare la domanda, mentre a Natale la musica cambia. I rivenditori non vogliono “svendere” il regalo perfetto, quindi gli sconti si riducono. Da qui nasce l’impressione che i prezzi “salgano”, anche se in realtà è più un mancato sconto rispetto ai mesi precedenti.

Dicembre è il mese in cui la musica incontra la magia delle feste… e i prezzi incontrano la logica del mercato. Se state pensando di regalarvi (o regalare) uno strumento musicale, sappiate che la vera “offerta” natalizia non è lo sconto, ma la possibilità di suonare qualcosa di nuovo (il bello è che vale anche il contrario, sfruttare cioè le vacanze natalizie per fare musica con il vecchio arranger che ci segue fedele da molti anni; perché – lo sappiamo tutti – la sostanza è fare musica con lo strumento che si ha a disposizione).

KORG Pa5X | Rilascio del sistema operativo 1.4.2

Oggi 25 novembre 2025, Korg Pa5X si arricchisce con il nuovo aggiornamento OS V1.4.2: un rilascio che non introduce funzioni rivoluzionarie ma, sulla stessa lunghezza d’onda del precedente V1.4.1, punta a raffinare e stabilizzare l’esperienza d’uso. Le note di rilascio parlano chiaro: ottimizzazioni e bug fix mirati.

Tra i punti salienti:

  • Filtro SysEx sul MIDI OUT: aggiunta di un controllo più granulare sul traffico MIDI, evitando comportamenti anomali con dispositivi esterni nei casi di SysEx.
  • Transizioni fra stili più fluide: addio ai fastidiosi sbalzi di volume quando si cambia stile di accompagnamento al volo.
  • Valori di espressione per le tracce in modalità OFF: possiamo presumere che, gestendo comunque i valori di Expression anche per le tracce che sono in stato “OFF”, anche se una traccia non produce suono, i suoi valori di espressione vengono calcolati o mantenuti, evitando incoerenze quando la traccia viene riattivata.
  • Blocco dei pulsanti del tempo: utile quando le finestre Metronomo e/o Ricerca sono aperte.
  • Gestione Fill migliorata: ora anche i Fill-In più brevi (¼) sono selezionabili senza vincoli.
  • Correzioni su metriche multiple negli stili: per performance più raffinate.
  • Stima più precisa della durata degli MP3 lunghi: niente più interruzioni inaspettate di playback MP3.
  • Matrix Pad: assegnazione dei PAD alla Matrix (strano, per qualche ragione ero convinto fosse già ben funzionante nelle versioni precedenti).
  • SongBook: evitati effetti collaterali quando si cancella un elemento dal SongBook.

Se V1.4.0 ha riacceso i riflettori sull’ammiraglia Korg e V1.4.1 ha consolidato, con V1.4.2 il lavoro dietro le quinte contribuisce a rendere tutto ancora più stabile. Dopo le critiche sulla lentezza di Korg nel rilasciare aggiornamenti, questa nuova rapida sequenza di rilasci (tre nuove versioni in 5 mesi) è un notevole segnale da sottolineare per tutti gli appassionati del comparto arranger.

Sempre più tastiere arranger nel mondo della musica

Immagina come potrebbe presentarsi un arranger nel 2033…

Le tastiere arranger stanno vivendo un buon momento a livello globale: secondo Verified Market Report (VMR), piattaforma di analisi e report del mercato internazionali, il mercato di questi strumenti musicali è in crescita: il rapporto stima che il mercato mondiale valeva circa 1,2 miliardi di dollari nel 2024 e che ci sono potenzialità per raggiungere 1,8 miliardi entro il 2033, con un tasso di crescita annuo composto del 5 %. Un altro studio (Data Horizon Research), pubblicato l’anno precedente, indicava una crescita di gran lunga superiore. In ogni caso, la direzione è chiara: domanda crescente, nuove tecnologie, utenti più ampi (dai musicisti professionisti ai semplici appassionati) stanno contribuendo a rafforzare il segmento delle tastiere con accompagnamenti.

© 2025 Verified Market Reports. All rights reserved.

Grazie all’aumento della musica fatta in casa – home studio, streaming, YouTube e così via –  sempre più persone cercano uno strumento versatile che permetta di suonare, accompagnarsi, produrre. Il miglioramento tecnologico conduce a tastiere con suoni più realistici, librerie estese, connettività USB/Bluetooth, integrazione con DAW (digital audio workstation). C’è anche un’espansione geografica: regioni come l’Asia e i paesi sull’Oceano Pacifico indicano tassi di crescita sopra la media. L’adozione in ambito educativo e di svago conduce a comprare strumenti più accessibili e facili da usare permettendo ad un pubblico più ampio di entrare nel mondo degli arranger.

Anche se non sempre è possibile reperire dati pubblici aggiornati sui singoli prezzi italiani delle tastiere arranger, i report indicano che le fasce che in questo blog chiamiamo “arranger per esordienti” e “arranger standard” sono le più importante (prezzo fra i 250 e i 700 euro). Inoltre, alcuni report segnalano che il prezzo medio unitario tende a salire, anche per effetto della tecnologia incorporata, del costo delle componenti elettroniche, e dell’inflazione della supply chain.

© 2024 Data Horizon Research. All rights reserved.

I dati e le previsioni sono confortanti per chi suona tastiere con accompagnamenti: questi strumenti mantengono una crescita solida.

In merito agli acquisti di fine anno…

Se state pensando di acquistare una tastiera arranger — per voi stessi o come regalo — vale la pena tenere a mente alcuni accorgimenti, soprattutto in un periodo in cui i prezzi tendono a salire con l’avvicinarsi del Natale.

Foto di Kayode Adedeji

Anticipate l’acquisto, se possibile. Comprare la tastiera qualche settimana o mese prima delle festività (entro novembre) vi darà più possibilità di trovare offerte interessanti e promozioni più vantaggiose.

Durante il periodo natalizio molti negozi propongono pacchetti completi con accessori inclusi, come stand, pedali o software. Anche se il prezzo può sembrare più alto, il valore aggiunto di questi accessori può rendere l’offerta conveniente: vale la pena valutarla con attenzione.

Le nuove versioni non portano sempre grandi innovazioni rispetto a quelle precedenti: spesso potete approfittare di ottime occasioni su modelli di generazione precedente, ancora molto validi.

Un altro aspetto da non trascurare è il servizio post-vendita: controllate sempre garanzia, assistenza del punto vendita e del costruttore, e disponibilità di ricambi. I modelli più costosi sono in genere più robusti, ma anche quelli economici possono durare a lungo se trattati con cura.

Infine, è vero che dopo Natale i prezzi possono scendere, ma fate attenzione se pensate di aspettare tempi migliori: la disponibilità di alcuni modelli potrebbe essere molto limitata. Capita spesso che le scorte vengano esaurite durante le vendite natalizie, e a gennaio il modello desiderato non si trovi più. In certi casi, potrebbero volerci mesi prima di vederlo di nuovo disponibile.

In sintesi: informatevi bene, pianificate con anticipo e scegliete con calma — così potrete trovare la tastiera giusta al momento giusto, senza sorprese.