Korg Pa500 – Arranger workstation

Korg Pa500
Korg Pa500

Scrivere di un prodotto che è sul mercato da quasi tre anni, è un atto che può apparire eccessivo. Tuttavia mi sento di farlo per due ragioni: la prima è che questo blog non segue le logiche del mercato ma piuttosto quelle delle passioni; e la seconda ragione è che mi sono trovato nelle condizioni di studiare questo prodotto, senza trovare troppe informazioni indipendenti sul web, a parte le comunicazioni ufficiali di Korg e di Esound, il distributore nazionale. E quindi eccomi qui a condividere i risultati della mia indagine con quanti di voi siano interessati.
Parliamo dunque di Korg Pa500: un arranger workstation provvisto di sessantuno tasti. Il motore sonoro EDS (Extended Definition Synthesis) è costruito su una tecnologia che permette di riprodurre suoni realistici. Fra le caratteristiche principali di Pa500 citiamo: ottanta note di polifonia, tastiera dinamica, connessione USB e MIDI per interfacciarsi facilmente con il PC o altri strumenti. Il prodotto può ovviamente essere collegato a un amplificatore esterno oppure a un sistema PA, mentre le due casse di bordo includono il bass reflex e si rivelano molto comode per suonare o comporre in qualsiasi situazione possibile: a casa, in un piccolo locale, in una serata fra pochi amici, in una camera d’albergo, per guidare le prove di canto di un coro, nella casa di vacanze, in un bar. Insomma: dove vi capita e dove sia presente una presa di corrente.

Facilità d’utilizzo in casa Korg?

L’obiettivo principale di Korg con la Pa500 è di fornire un prodotto di facile utilizzo, rispetto i modelli di classe superiore (Pa3X e Pa800). Una volta rimosso l’imballo e collegata la tastiera alla rete elettrica, secondo Korg è possibile accendere lo strumento ed essere immediatamente pronti a creare la propria musica. Si dovrebbe ricorrere al manuale solo per casi particolari e cavandosela il più delle volte con l’intuito o con la semplice lettura della sezione Help direttamente sullo schermo dell’arranger.
Sono previsti due diverse modi operativi, Easy ed Expert: consentono di decidere come un utente può interagire con la tastiera. Il modo Easy attiva tutte le impostazioni assunte difetto al momento dell’accensione: in seguito, è facile essere operativi grazie alle dimensioni generose dello schermo e alla sua luminosità, aspetto particolarmente utile durante le esibizioni dal vivo. Il modo Expert è più complesso, perché rende visibile sullo schermo tutte le opzioni, dando così pieno accesso al controllo totale delle funzioni di quest’arranger.

Caratteristiche

Una delle caratteristiche più impressionanti della Pa500 è il Guitar Mode, che essenzialmente trasforma la tastiera in una chitarra. Basta scegliere un accordo e la posizione del capotasto per suonare: pennate, arpeggi — tutto attraverso gli effetti e i modelli di amplificatori che producono un suono di chitarra realistica. I modelli di amplificatore e gli effetti sono solo una parte dei 128 effetti totali. Riverbero, delay, compressori, equalizzatori e cinquantasei differenti set percussivi GM sono alcuni degli effetti disponibili di serie su Korg Pa500.

Una caratteristica unica che Korg ha previsto in quest’arranger è la funzionalità che consente di caricare fino a quattro suoni contemporaneamente: questi possono essere suonati in sovrapposizione (layer) oppure in sezioni distinte della tastiera (split). Per esempio, potete suonare il piano, il basso, l’organo e una chitarra acustica contemporaneamente con sole due mani: e poi, premendo un singolo pulsante, cambiare il suono di chitarra da acustica a elettrica per eseguire un assolo.
Per accedere alla sezione arranger, Korg Pa500 prevede il modo Style. Ci sono 320 stili di fabbrica pronti a essere suonati come se avessimo la migliore band con i migliori strumenti che ci accompagna in tempo reale. Spesso include basso/batteria/groove percussivi —ma è anche possibile controllare l’arrangiamento di un’intera orchestra. E tutti questi musicisti virtuali sono pronti a seguire il tempo, I cambi di accordo e di voci in tempo reale.
Veniamo al modo Song che consente di richiamare facilmente le impostazioni di una canzone o registrazione strumentale (effetti, tempo, titolo del brano, genere) così da poter suonare brani popolari o composizioni personali. I testi della canzone possono essere visualizzati in base ai formati karaoke più diffusi. Korg Pa500 dispone anche di un XDS Dual Sequencer che permette di caricare una diversa canzone mentre la precedente è in esecuzione e di mixare dolcemente da un brano all’altro come i DJ nelle radio o nelle discoteche.

Confronto verso l’alto: Korg Pa800 

Ovviamente, rispetto i modelli superiori Korg ha operato alcuni tagli. Decidete voi se queste sono lacune irrinunciabili, oppure potete farne a meno: niente aftertouch, la polifonia è 80 (e non 128), nessuna possibilità di visualizzare lo spartito, non è possibile installare un disco fisso, non si possono usare le penne USB ma solo una scheda di memoria SD, non è previsto né l’ingresso microfonico né il processore vocale, il numero di voci (936) e stili (320) è ampio ma non come il modello superiore. Ma soprattutto tenete conto che convertitori D/A e i campioni non sembrano essere gli stessi e che la Pa800 dimostra di valere 1000 Euro in più a listino.

Confronto con la concorrenza: Yamaha PSR-S710

PSR-S710 è il modello di casa Yamaha che più si avvicina alla categoria di prezzo di Korg Pa500. In termini generali, precisiamo che il panorama musicale specifico di ciascun costruttore viene qui rispettato: tipicamente con Yamaha troverete la qualità audio di un CD registrato in studio, con Korg vi avvicinerete di più al suono cattivo del rock e della musica suonata su un palco. Per quanto concerne le specifiche tecniche, i due prodotti si equivalgono per gran parte; tuttavia, a esser precisi, Yamaha PSR-S710 vince grazie con una polifonia superiore (128 voci), con la visualizzazione dello spartito, con la registrazione audio su penna USB, i controlli dei suoni d’organo Hammond (tramite pulsante!) e la disponibilità di due porte per penne USB; al contrario Korg Pa500 si fa preferire per lo schermo touchscreen, la possibilità di mettere tre voci in layer (contro due in casa Yamaha), il Guitar Mode, un numero superiore di stili e una porta per memoria SD.

Confronto con la concorrenza: Roland Prelude

Sui suoni, Roland rappresenta un marchio apprezzato e sostenuto da un nutrito gruppo di musicisti: non è questa la sede per aprire una diatriba su questa scelta rispettabilissima. Diciamo che per costoro, il paragone fra Korg Pa500 e Roland Prelude si risolverà dando il vantaggio al secondo dei due. Confrontando però le specifiche tecniche, Pa500 vince per le tre voci in layer (contro due di Prelude), le back sequence, il Guitar Mode, un numero superiore di stili, lo schermo touchscreen e una porta per memorie SD. Al contrario Prelude si fa preferire per il lettore MP3 nativo e la porta per penne USB.

Conclusioni

Prezzo e prestazioni s’incontrano a metà strada nella Korg Pa500. Dal palco allo studio oppure semplicemente a casa vostra, questo strumento vi permette di trasferire in musica quello che avete nella vostra testa e/o nel vostro cuore. Se il motore sonoro poi risponde ai vostri requisiti, bene, questo soltanto le vostre orecchie potranno dirlo.

22 pensieri su “Korg Pa500 – Arranger workstation

    1. Renatus Autore articolo

      Davide, grazie del contributo. In effetti, è una bella sfida: come ho scritto sopra, ho diversi amici che adorano i suoni Roland: loro la pensano diversamente. Devo ammettere che Prelude è un arranger “sui generis” per Roland. Chissà che non riesca a testarlo e a parlarne qui nel blog…

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  1. vince

    Buongiorno, ho un piano digitale con arranger Korg pa588, che usa lo stesso arranger del pa500.

    Non riesco o non sono capace ad usare il song play seguendo il manuale istruzioni ( vedi pag 57 ): in pratica non riesco a selezionare una song, la videata é vuota !.

    C’è qualche buon’anima che puo’ aiutarmi ?

    Grazie

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    1. Renatus Autore articolo

      Se la Pa588 è uguale alla mia Pa800 (e credo proprio sia così), allora dovresti avere tre cose da controllare:
      1) Dopo aver premuto il pulsante Song Play sulla tastiera, ti devi posizionare sull’unità che contiene i tuoi MIDI file o le tue Song in genere. Premi sul touch screen in basso a sinistra SSD-U per la memoria interna, HD per il disco fisso, USB-F per la penna USB inserita frontalmente, USB-R per la penna USB inserita sul retro. Scegli la tua unità dal menu a comparsa. Ti apparirà l’elenco della root di quell’unità.
      2) Se il file che cerchi non è nella root, devi navigare nell’unità cioè aprire la cartella dove hai salvato il file: posizionati sulla cartella e poi premi il pulsante Open nel touch-screen. Trova la canzone e selezionala sullo schermo.
      3) Alla fine ti devi ricordare di premere il pulsante Select sul touch-screen (cioè prima devi vedere il titolo della Song in colore video inverso e poi premi sullo schermo dove vedi il pulsante Select).

      PS: Lo so che il sistema operativo Korg non è intuitivo, lo so. Però funziona. 😉

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  3. Joe

    Non ci sono paragoni a livello di caratteristiche Korg è nettamente superiore a Yamaha 710, forse si avvicina alla 910, ovviamente escludiamo la possibilità di registrare sull audio.
    In negozio abbiamo creato nuovi suoni x korg che ha un editor completo e fantastico, cosa non possibile con le yamaha.
    Per quanto riguarda Prelude, la sua uscita anticipata la dice tutta….. che tristezza. 😦 .. eppure roland ci aveva azzaccato con le E-50/60 , tutt’ ora richiestissime e introvabili..

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    1. Renatus Autore articolo

      Grazie della visita Joe e delle notizie utili. In effetti nella mia analisi non avevo sottolineato le capacità di editing dei suoni da sempre più ricche nel mondo degli arranger Korg Pa piuttosto che nella famiglia Yamaha PSR. Per chi cerca di costruirsi suoni in studio, questo è un aspetto da non sottovalutare.
      Condivido al 100% la tua analisi su Roland e onestamente mi stupisce il fatto che, pur avendo un mercato e un numero discreto di clienti pronti a mettere mano sul portafogli, sia stato deciso di sospendere la produzione di E50/E60. Stravagante politica commerciare: avere la domanda nel mercato e rispondere cancellando l’offerta. Mah!

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    1. Renatus Autore articolo

      A differenza dei modelli Korg superiori, Pa500 non dispone delle funzionalità Digital Drawbar Organ. Pertanto non offre la possibilità di pilotare i suoni d’organo con i classici “drawbar” e gli altri controlli (click, velocità leslie e via discorrendo).
      Ci sono comunque in Pa500 numerosi campioni di organi Hammond a disposizione: basta cercarli nel banco delle voci d’organo, di norma appare sembre la parola “Drawbar” nel nome del suono (ad esempio Full Drawbars, Drawbars Organ, e così via).

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    1. Renatus Autore articolo

      Grazie dell’intervento Maestro e della ulteriore precisazione che permette di chiarire meglio le informazioni sulla Pa500 a beneficio della curiosità di Kevin. Il link ai tuoi suoni è poi prezioso per quanti seguono questo blog.
      Grazie davvero per averlo condiviso qui!

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  4. maestro

    a scanso di equivoci il “che state dicendo” non è per sminuire nex ma riferito al fatto se la questione era sulla partenza delle song o sul suon edit.
    Fatemi sapere che ne pensate dei suoni, provate umplugged nylon a pagina 9…

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  6. Davide

    Ragazzi ho letto tutti i commenti e mi spiace dirlo ma Korg Pa 500 è il giusto compromesso tra prezzo e utilità.Imbattibile in questo..taglia soltanto alcune funzioni inutili che in concorrenti più grosse Come Pax 3 non si usano quasi mai ..semplifica ,ma contiene una libreria suoni eccezionali per costare solo 900 euro circa .
    Non parliamo della sua versatilità’ e modalità’ di guitar mode che rende le esecuzioni anche strumentali nei piano-bar imbattibili. Roland Prelude?Impossibile il confronto…per il piano-bar e l utilizzo live Korg è imbattibile e forse minore solo rispetto alla Ketron di un certo livello.Se voliamo essere realisti..se dobbiamo essere di parte ..allora spazio anche a Roland e Yamaha ..ma è improponibile .Ho avuto la serie Yamaha e sembra una stazione spaziale ..ma è tutta scena…scusate la crudeltà’ ..non sono un Korghista..sono solo realista…buona Musica

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    1. Renatus Autore articolo

      Grazie del contributo Davide. Mi fa piacere costatare che un vecchio articolo pubblicato nel 2011 continua a suscitare interesse ancora oggi, dopo tre anni. Ottimo, sono molto contento.
      Tutti i prodotti citati da me in questo articolo ora sono andati fuori produzione e si trovano solo sul mercato dell’usato. Pa500 è stato sostituito da Pa600 che ne ha accresciuto ed esaltato le qualità, PSR-710 è stato rimpiazzato da quel gioiello attuale di PSR-S750 e Prelude è stata spazzata via dalla apprezzata serie BK fra cui BK-5 è il modello più vicino alla categoria. Tutti ottimi arranger, ad ognuno la sua realtà”. Grazie ancora.

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    1. Massimo

      Ciao ragazzi, io suono una pa50sd tramite una master studiologic pesata e mi diverto un sacco.
      E’ un pò di tempo che mi sono fissato sulla pa588 per unire l’hardware e sicuramente aumentare sia la qualità sonora che dei tasti. Stavo valutando l’acquisto. Qualcuno mi da una dritta se ne vale la pena? Fermo restando che ci sono pochissime pa588 in giro.
      Ciao Max.

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      1. Renatus Autore articolo

        In effetti Massimo, Pa588 è esattamente una Pa500 con l’aggiunta di 88 tasti pesati: quindi quello che ho scritto qui sopra per questo articolo può valere anche per Pa588.

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  9. criii

    buongiorno a tutti, vorrei avere delucidazioni in merito ad inserimento nuovi style per kirg pa 500 da acquistare, bene la mia domanda è questa, se acquisto 5000 style quanti di questi posso caricare e sopratutto usufruirne?ho acquistato la tastiera da pochissimo e ancora tante funzioni non le conosco, posso utilizzarli direttamente dall’sd card oppure posso aggiungere solo pochi style ed il resto no? se si come faccio a poterne usufruire di tutti e 5000???e come si caricano, ho la grazie a tutti

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