Questo post è dedicato alle persone che vivono nelle zone colpite dal terremoto e in quelle circostanti. Ad oggi, oltre 22mila gli sfollati e 200mila le case lesionate. Dallo scorso agosto ad oggi, i più sfortunati hanno perso la vita, altri la casa, altri ancora non possono rientrare nelle loro dimore salve ma incerte; e poi ci sono quelli che dormono all’addiaccio, quelli che non hanno più certezze per il loro futuro. Per chi è rimasto ancora, c’è ancora paura, sempre tanta paura.
In questo blog abbiamo spesso fatto a cenno ad aziende e, soprattutto, persone che vivono nelle vicinanze delle aree interessate dal sisma. A tutti loro, va la nostra più sincera solidarietà. Per chi può e vuole esprimere un proprio segno concreto, segnalo il sito della Caritas Italiana.
Una nuova fiera di strumenti musicali? Così sembra.
Appare ora all’orizzonte Musika! Dove? A Roma, presso il centro congressi del Lifestyle Hotel in via Giorgio Zoega 59. La data è domenica prossima 30 ottobre. Gli organizzatori sono gli stessi che l’anno scorso si erano fatti sentire con i tamburi di Batterika!
Se per caso vi risulta comodo (purtroppo al sottoscritto non molto), ma voi buoni frequentatori di questo blog, potreste fare un giretto, o no? I 2000 metri quadri a disposizione consentiranno la presentazione di 97 aziende espositrici e 52 eventi dal vivo.
Nel nostro piccolo, in tema di arranger troverete qualche spunto di interesse. Yamaha presenta l’arranger a 76 tasti PSR-EW400 del cui fratello a 61 tasti (PSR-E453) avevo scritto in questa occasione. Sarà presente il bravissimo Mauro di Ruscio, un’autorità ormai riconosciuta in materia di arranger Yamaha: dimostrerà dal vivo le qualità di PSR-S970 e Tyros5.
Anche Roland e Korg hanno garantito la loro adesione all’evento, ma – al momento – non ci è dato sapere se esporranno un qualche arranger come, rispettivamente, EA7 oppure Pa4X.
Fra i vari relatori, sarà presente Enrico Cosimi di cui ricordo un’appassionata e divertente presentazione al Torino Synth Meeting: stavolta farà “suonare” il mitico Moog e anche questo è un appuntamento che vi raccomando caldamente.
L’ingresso all’evento costa 12 Euro (intero) e 8 Euro (ridotto). Per saperne di più, visitate il sito Music Expo .
Questa è una storia molto bella e vale la pena darne risalto qui nel nostro blog. Spesso mi ritrovo a narravi le gesta dei grandi produttori di strumenti musicali e dei loro modelli di tecnologia applicata alla musica. Ma i più attenti fra di voi avranno già notato come io sia attratto dalle storie delle persone, voglio dire dagli avvenimenti che vedono come protagonisti i musicisti in carne ed ossa. E così, quando sono stato coinvolto dagli amici del giovane Forum Ketron, ne sono rimasto incuriosito e ho cercato di capirne di più. Eccovi il resoconto di quanto bella sia la realtà che ho appena scoperto.
Trattasi in realtà di un gruppo di amici, per lo più tastieristi esperti: per “pura passione” decidono di mettersi al servizio di altri colleghi musicisti. Ad accomunarli c’è un grande entusiasmo per le tastiere arranger e per quelle Ketron in particolare. Il progetto è ancora agli inizi e il bello deve ancora venire. Per ora, siamo nell’ambito delle iniziative spontanee dei musicisti, dato che l’azienda Ketron non ha ancora timbrato l’iniziativa con i criteri dell’ufficialità, tuttavia sono in corso i primi contatti per verificare la possibilità di eventuali collaborazioni.
Il numero di persone coinvolte e il loro livello di esperienza sono tali da garantire la massima serietà. Un numero elevato di persone ha già reagito positivamente all’iniziativa. Tenete conto che tutto questo non è nato per scopo di lucro, ma per pura passione (NDA: vedo molti punti in comune fra lo spirito che anima questo blog che state leggendo e questo nuovo forum). I membri attivi del Forum Ketron si autofinanziamo perchè credono e vogliono aiutare un’azienda Made in Italy a restare attiva sul mercato, perché continui a sfornare prodotti innovativi e competitivi. Coloro che suonano strumenti Ketron potranno cogliere in questo forum l’occasione per condividere risorse nate fra i diversi musicisti, tutti presi dallo stesso senso di ricerca e sperimentazione che ha contraddistinto sinora il marchio stesso, come la genialità dei loop audio drums e delle live guitar. Che cosa potete trovare nel forum? Dimostrazioni di prodotti, recensioni, filmati istruttivi, risorse addizionali, soluzioni, procedure e una comunità di esperti pronti a rispondere ai vari quesiti relativi all’utilizzo concreto dei prodotti Ketron.
L’elenco delle persone che partecipano attivamente al forum è ampio e vorrei citare i nomi di cui ho avuto notizia, tanto per rendere chiaro il livello di qualità raggiunto da questa comunità in crescita. Come in tutti i forum che si rispettano, vige la consuetudine di farsi riconoscere tramite un nomignolo (nickname), ma – qui nel blog e in questa occasione – mi piace riconoscere il merito alle persone vere, citando nomi e cognomi. Scorriamo insieme i nomi dei primi musicisti che hanno dato vita a questa comunità.
Cominciamo da Antonio Rizzato, pluristrumentista da sempre, tecnico del suono, vanta collaborazioni con grandi nomi della musica italiana come arrangiatore e si occupa anche della stesura di testi per canzoni inedite: i suoi video “tutorial” pubblicati sul forum sono autentiche chicche, imperdibili. Filippo Liguori, tastierista: dopo aver frequentato la scuola musicale del Maestro Marco Parisi, ha costruito la propria lunga esperienza nei locali con il piano bar e in seguito facendo parte di un gruppo musicale (Sabra). Eber Dimarti, grande conoscitore di arranger e moduli sonori e forma insieme alla moglie il duo Eber & Dany con cui anima musicalmente matrimoni e feste. E poi c’è il mitico Vincenzo Borriello, una delle persone più generose nella comunità web degli appassionati di arranger: vanta un’esperienza musicale di 35 anni e una profonda conoscenza delle strutture del MIDI e degli stili. E’ un mucista di spicco nel piano bar avendo suonato con diversi gruppi conosciuti in Campania. Marco Filacchione pianista e tastierista e ha nel proprio curriculum varie collaborazioni con musicisti italiani di primo piano; ha anche collaborato all’arrangiamento di alcuni brani della sezione nuove proposte per la selezione del Festival di Sanremo degli ultimi anni. Luca Peluso insegnante di ballo e di cultura afro-cubana porta il proprio contributo come esperto informatico e come musicista esperto del repertorio cubano e brasiliano. Pino Palladino, esperto di Home Recording e Digital Music, con un’intensa attività alle spalle nel pianobar e nella composizione musicale. Francesco De Vincenzo navigato musicista con 25 anni di esperienza nel settore del piano bar e nell’intrattenimento dei locali campani. Peppe Malatesta suonatore di arranger con esperienza sui modelli di varie marche. E, per finire, Gianluca Scala, pianista, chitarrista e cantante; è un vero musicista intrattenitore, anche lui molto quotato nel territorio napoletano.
Il successo di questa iniziativa è tale da coinvolgere anche musicisti esteri, appartenenti ad altri paesi nel mondo.
Insomma, che dirvi? Se suonate uno strumento Ketron o se siete interessati a conoscere da vicino questi arranger, collegatevi anche voi al Forum Ketron, iscrivetevi, leggete, documentatevi e poi (soprattutto) partecipate attivamente. Tutti sappiamo quanto sia autentico e contagioso l’antico adagio: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere”.
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In questo blog, abbiamo scritto più volte in merito ai prodotti Ketron. Fra i diversi articoli, vi suggerisco la lettura delle interviste a Giorgio Marinangeli in cui racconta il progetto Audya (parte prima e parte seconda), quella in cui ci parla di SD7, e l’intervista a Marcello Colò dove si possono trovare informazioni sui modelli 2016: SD9, SD40 e SD80.
A distanza di poco più di un anno dal lancio dell’attuale ammiraglia di casa Korg, il distributore nazionale di questi strumenti, vale a dire EkoMusicGroup, ha pubblicato un pacchetto di nuove risorse musicali specifiche per Pa4X. La novità consiste in 60 suoni e 40 keyboard set specifici per gli organi liturgici: quanti fra di voi sono organisti all’opera nell’ambito di celebrazioni religiose possono ora disporre di un ventaglio di suoni adatti. Le occasioni per suonare in questi contesti non mancano: celebrazioni eucaristiche domenicali, matrimoni, battesimi, cresime, comunioni, incontri di preghiera e – sì – talvolta anche funerali (evitate gli scongiuri: se siete stati coinvolti per suonare in queste occasioni, di sicuro voi siete ancora in salute). E poi non solo: il suono dell’organo a canne è bello a prescindere dal suo utilizzo abituale nella liturgia. Anche dal vivo, in alcuni contesti musicali è possibile sfoderare questo suono classico per sottolineare passaggi meditativi, momenti contemplativi, semplici ballate di conforto oppure crescendi esecutivi di grande impatto e personalità. Una buona voce d’organo funziona sempre alla grande, sia come solista sia come linea di accompagnamento.
Questa nuova collezione di suoni sfrutta campioni personalizzati (User Sample) appositamente costruiti, mentre i keyboard set sono utili per replicare le tipiche combinazioni di registri d’organo. La nota di rilascio di EkoMusicGroup recita: “Tutti i suoni rispettano le caratteristiche principali dei corrispettivi timbri d’organo, e dispongono dell’accurata riproduzione della spazializzazione che contraddistingue questo grandioso strumento”.
Dato l’argomento “organo”, chiudo proponendovi l’adagio più celebre che si possa immaginare, quello in sol minore realizzato da Remo Giazotti nel 1958 e noto comunemente con il nome improprio di Albinoni e qui interpretato da Xaver Varnus in occasione dell’inaugurazione del Palace of Arts a Budapest il 4 giugno del 2006.
Chi di voi ha già saccheggiato tutte le risorse interessanti su Yamaha Music Software e fosse ancora alla ricerca di nuove possibilità, potrebbe valutare un’alternativa proveniente dal Regno Unito. Bee Software mette a disposizione sui propri siti TyrosMagic e PSR-Magic un numero discreto di Registration realizzate con cura per fornire al musicista la migliore configurazione possibile con cui suonare il repertorio tipicamente mainstream. Parliamo di risorse adattate specificamente per Tyros4, Tyros5, PSR-S970 e, di recente, anche Clavinova CVP-709.
“Creare grandi banchi di registration ècome preparare una cucinaraffinata:anchedisponendo deimiglioriingredienti, è sempre necessaria la conoscenza e l’abilitàpermescolaretuttoinsiemecorrettamente.Abbiamo fatto noi tuttoildurolavoropervoi su questistrumenti musicali favolosi e così ora potretesemplicemente dedicarvi a suonare il vostrostrumento. Sebbene, questi banchi includono voci ed effetti personalizzate, non avete bisogno di espansioni di memoria: semplicemente, accendete la vostra tastiera e suonatela!”
Ogni pacchetto in vendita contiene tipicamente da sei ad otto banchi di Registration così suddivisi:
Theatre Organ Showcase
Classic Organ Showcase
Big Band Showcase
Classical Spectacular
Famous Names
Ballroom Bonanza
Drawbar Organ Showcase
Euro Pop Organ Showcase
Orchestral Pop Showcase
Latin Legends
Jazz Legends
Gli ordini possono essere evasi con una spedizione postale con la consegna prevista entro sette giorni. Oppure è possibile richiedere il download e il sito garantisce l’invio del link entro 24 ore. Il software viene scaricato in un file compresso (zip) il quale, una volta estratto, contiene tutte le informazioni relative all’acquisto: è sufficiente copiare tale file su una chiavetta USB per importarlo sul vostro strumento Yamaha.
I prezzi non sono affatto economici (24,99 sterline, cioè circa 29 Euro, per la versione Download) ma sono disponibili pacchetti cumulativi che promettono sconti nel caso di acquisti multipli.
Sul canale YouTube di John Beesley potete assistere alla dimostrazione di che cosa sia possibile fare con le varie registrazioni disponibili. Vi consiglio la visione diretta dei vari filmati dimostrativi e qui ora vi segnalo un anticipo con un assaggio dei banchi Classical Spectacular.
I frequenti lettori di questo blog avranno sicuramente realizzato che io sono un entusiasta estimatore degli stili di accompagnamento semplici, quelli con poche tracce ma molto intense. Adoro gli stili su cui è bello suonare, improvvisare, creare. Trovo interessanti gli stili capaci di interpretare le intenzioni del musicista e che si comportano come una piccola band, leale e fedele. Quando suono un arranger nuovo, la prima cosa che cerco è l’abilità della sezione degli accompagnamenti a rendersi flessibile e adattabile nei diversi contesti musicali. Passo il mio tempo a togliere tracce dagli stili preset per ritrovare autenticità di esecuzione e poter uscire dalle casse diffondendo il sapore della mia personalità piuttosto che un puro esercizio dominato da accompagnamenti troppo automatici, al limite “dell’esecuzione meccanica”. Faccio quindi fatica a trovarmi a mio agio con gli stili carichi di arrangiamenti, quelli progettati con un numero di tracce sovrabbondanti. Non ho mai nascosto il mio disagio con i c.d. song style, gli stili disegnati su misura per suonare una canzone specifica. Il bello degli arranger è sentirsi liberi di poter diventare protagonisti. Suonare per dimostrare le proprie capacità, le proprie ispirazioni e la propria umanità.
Simili pensieri correvano nella mia testa e nel mio cuore mentre osservavo la dimostrazione di Gigi Rivetti (ma quant’è bravo!), endorser di Kawai, in un filmato registrato da Riccardo Gerbi per il portale MusicOff. Kawai ES8 è un pianoforte digitale compatto apprezzato da molti per la meccanica e la qualità della generazione sonora. E’ uno strumento utile sia in ambito didattico sia nell’intrattenimento. Ma quello che pochi sanno è che dispone di una piccola sezione arranger con 100 stili a quattro parti di cui vale la pena approfondire la conoscenza: fermatevi per qualche minuto, rilassatevi e prevaratevi a gustare con calma la dimostrazione degli stili in questo filmato.
PS: E vi consiglio la lettura del test pubblicato dallo stesso Riccardo Gerbi, sempre su MusicOff.
I modelli di levatura superiore della serie Professional Arranger sono dotati dei suoni DNC. La sigla DNC sta per Defined Nuance Control ed è un sistema introdotto sui modelli Korg intorno al 2008 su Pa2X e Pa800. Di lì in poi, i suoni DNC sono entrati a far parte integrante degli arranger successivamente prodotti come: Pa3X, Pa600, Pa900, Pa3X Le, Havian 30 e Pa4X. Inizialmente solo alcune voci impiegavano la tecnologia DNC ma poi, modello dopo modello, questa soluzione è stata estesa a quasi tutti gli strumenti: lo scopo principale è quello di offrire all’esecutore la possibilità di introdurre le sfumature tipiche degli strumenti acustici e le più raffinate articolazioni timbriche, mentre per le voci di synth permette al musicista di interagire con il motore sonoro grazie ad altri controllori come gli interruttori assegnabili, il joystick e il pedale, utilizzando quindi tutto il corpo per trasferire un livello superiore di intenzioni musicali alle proprie esibizioni.
Gli strumenti acustici in effetti non producono per natura il semplice suono principale che ci aspetta da un pianoforte, da una chitarra, un violino, un sax e così via. C’è molto di più. Pertanto, per essere credibile, uno strumento digitale non può accontentarsi della riproduzione dei campioni seppure elaborati da unità effetti. Il musicista ha bisogno di poter controllare la propria esecuzione facendo ricorso a tutte le sfumature reali possibili: immaginate la grinta che può mettere un suonatore di armonica, tromba, sassofono o clarinetto sfruttando il proprio soffio. Oppure pensate al realismo che può essere aggiunto con il pizzicato degli strumenti a corda o alla bellezza dell’effetto espressivo del legato apparantemente così difficile da realizzare sui tasti bianchi e neri. E che dire dei suoni apparentemente estranei ma così importanti per dare realismo come la chiusura e l’apertura dei tasti del sassofono o di una tromba, il colpo di pollice sulla cassa di una chitarra acustica e così via.
Tutte le case di strumenti musicali utilizzano proprie soluzioni brevettate per ottenere tale espressività e superiore realismo: Yamaha è celebre per le rinomate voci Super Articulation!, Roland utilizza il termine SuperNatural, mentre per Ketron tale concetto di realismo e naturalezza di espressione appartiene per default alla propria filosofia di riproduzione sonora. Per i suoni di pianoforte Casio utilizza la tecnologia AiR.
Tornando ai suoni DNC di Korg, questi sono interpretati dallo strumento digitale in tempo reale grazie al modo con cui il musicista suona i tasti con l’aggiunta opzionale di controlli aggiuntivi. Alcuni esempi:
nei suoni d’organo Hammond le note suonate staccate o legate producono suoni diversi mentre i controlli della percussione si arrivano solo quando le note vengono suonate staccate; talvolta il joystick può essere utilizzato per aggiungere o togliere l’effetto del vibrato;
il pedale Damper può aggiungere un effetto di risonanza ad un suono di pianoforte;
i diversi pulsanti attribuibili a varie funzioni (i c.d. assignable switch che possono essere due o tre in base al modello Korg e sono posti a sinistra della tastiera) possono controllare la voce dell’armonica a bocca: da una parte il classico suono Bend, dall’altra un suono più dolce con un attacco più lieve, molto utile quando si suonano note legate
sempre nel suono di armonica può entrare in azione il joystick in avanti per attivare un attacco in crescendo e all’indietro per filtrare il suono;
uno switch assegnabile consente il glissando di un suono di violino;
nel caso di chitarra classica, quando le note vengono suonate legate, avviene una transizione uniforme, mentre gli assignable switch attivano effetti slide e harmonics; da notare come, al rilascio di un tasto si senta il rumore del rilascio e a volte il rumore delle dita sul capotasto;
anche i suoni di sintetizzatori possono essere elaborati dal motore DNC: nel WaveCycle, gli oscillatori passano a ciclo tra diversi voci di synth, andando a simulare il classico Korg Wavestation.
Questi sono solo alcuni esempi fra le innumerevoli possibilità che un arranger Korg offre per controllare il motore sonoro minuziosamente. Vi consiglio di provare uno di questi strumenti di persona e suonare in tempo reale utilizzando i diversi controlli: sentirete come lo strumento risponde alle vostre sollecitazioni innalzando la qualità delle vostre interpretazioni musicali.
In ultimo, potete osservare da voi, in questo video, l’accurata dimostrazione delle capacità espressive rese disponibili dai suoni DNC su Korg Pa4X, voce per voce.
Lo spazio odierno del nostro blog è dedicato a Marco Santonocito, musicista e professionista nel settore. Da anni si dedica attivamente al mondo della musica e al mercato degli strumenti musicali a tastiera in particolare. Alla sua lunga e ricca esperienza mi sono rivolto per raccontare ai lettori di tastiere.wordpress.com alcuni spunti concreti e diretti sullo storia e sull’attuale stato delle vendite di tastiere arranger.
Marco Santonocito
Re’: Ciao Marco, cominciamo da te. In qualità di musicista, quali sono state le esperienze che oggi ricordi con maggiore intensità?
MS: Quando avevo 16 anni, ascoltavo la PFM, il rock progressivo dei Rush, l’hard rock dei Led Zeppelin e i Pink Floyd. All’epoca, i miei strumenti erano un Elka X705 e un Crumar DS2. Con il mio primo gruppo, suonavo rock con testi in italiano. Ho iniziato presto a lavorare da Lajolo, uno dei negozi di strumenti musicali più rinomati di Torino di quegli anni, dove ho potuto provare e approfondire la conoscenza di meravigliosi synth come Roland Jupiter 6 e 8, Prophet-5, OBX e i vari synth Korg come Lambda, Delta,Trident, Sigma e Polysix. All’epoca, uscivo la sera dal negozio, mangiavo qualcosa in fretta e furia e proseguivo in un pianobar sino a notte fonda, tutti i giorni per qualche anno. Il ritmo era pesante da sopportare ma la voglia di suonare era tanta. Quando facevo pianobar suonavo con un piano Yamaha CP30, un Korg Lambda e un Minimoog usato, comprato dopo averlo noleggiato al mitico Federico Monti Arduini alias Guardiano del faro. A casa avevo anche un organo Hammond C3 con Leslie, che ovviamente restava lì parcheggiato visto il peso che lo rendeva impossibile da trasportare.
Re’: Sei un decano della vendita di strumenti musicali. Da quando operi nel mondo dei negozi degli strumenti musicali?
MS: Lavoro nel settore dal 1980, forse tra gli anni migliori della musica moderna, di sicuro incredibilmente vivi per quanto riguarda le novità nelle tastiere.
Re’: Molti ti conoscono per le tue dimostrazioni strumentali di notevole qualità. Quando dimostri un pianoforte o una tastiera elettronica, a che cosa ti ispiri?
MS: Per prima cosa cerco istintivamente di capire la persona che ho davanti a me, le sue esigenze, le sue preferenze e le sue debolezze, guardandola in faccia e suonando un brano della sua epoca. A volte succede che il cliente si commuove, questo significa che sei riuscito a toccarlo nell’anima e a presentare lo strumento come un oggetto prezioso.
Rassegna di arranger
Re’: Marco, possiamo commentare brevemente i migliori arranger che hai suonato in questi anni? Partiamo dal primo arranger di grande successo: Roland E70.
MS: E chi non ha avuto una tastiera E70? Lo strumento del pianistabar, lo strumento per eccellenza con i suoi accompagnamenti tipici da rolandiano: ci potevi suonare di tutto. Ovviamente non puoi paragonarla alle grandi sonorità di oggi, ma pensiamo ai primi anni novanta: non esisteva pianista senza una Roland.
Re’: Ne avevo una anch’io! Ma passiamo ad un altro arranger: Solton MS60.
MS: Ma che bella! Facile da usare, suoni puliti, finalmente tu sentivi un bel sax. Penso che MS60 fosse l’unica a quei tempi capace di riprodurre un violino così reale. Ricordo una stupenda fisarmonica, un sacco di floppy -disk con stili nuovi. Facevi ballare un paese intero. La si vede in giro ancora oggi, peccato la scocca che dopo qualche anno rimane appiccicosa, forse le vernici non erano delle migliori.
Re’: Una delle mie preferite, per cui provo una grande nostalgia: Korg i3.
MS: Mi sembrava di avere il mondo in mano: la nominai la tastiera dagli accompagnamenti ribelli, con quella carica esplosiva e il fill-in generato ogni 4 battute. Impazzivo per il suono del sax soprano. Peccato per quel difetto nella lettura dei MIDI file: non riconosceva la traccia 10 (drums). Era costruita con un bel materiale e una buona meccanica.
Re’: Sempre in tema di nostalgia, parliamo un attimo di Technics KN7000.
MS: Detto dagli agenti che commercializzavano il prodotto, sono stato il dimostratore che ha venduto più KN7000 in Italia. Il sound Technics colpiva subito, belli i pianoforti e i fiati, erano suoni molto classici. Ricordo il grande display a colori, l’amplificazione che ti dava buone soddisfazioni, un caldo sax tenore, fantastica la tromba: mi bastava suonare Gonna Fly Now, tema del film Rocky e qualche brano di Ennio Morricone e la tastiera era venduta.
Re’: E ora Korg Pa80.
MS: La tastiera che aprí un varco alla serie PA, buona la posizione dei comandi. Il sound era tipico Korg: moderno e facile. E’ piaciuta subito a molti, grazie al doppio lettore MIDI di bordo.
Re’: E che mi dici di Yamaha Tyros4?
MS: Grande! Sono rimasto entusiasta dai suoni molto reali, suoni orchestrali, realistiche le chitarre. In negozio suonavi i temi di film come “I pirati dei Caraibi”, qualche brano dei Pink Floyd e vedevi le bocche aperte delle persone stupite dalla sonorità che usciva da quella tastiera.
Re’: Torniamo in casa Korg con Pa3X.
MS: Era l’evoluzione di Pa800. Finalmente una tastiera che si sentiva sotto le dita con una buona meccanica, Gli accompagnamenti Korg erano tipicamente caldi ed avvolgenti. Onestamente era un po’ macchinosa, ma i materiali erano ottimi. Suonare un brano di Santana era il massimo.
Re’: E poi arrivò Yamaha Tyros 5.
MS: All’impatto, devo ammettere che grandissime differenze dalla Tyros 4 non ne abbia trovato, anche perché – come dico sempre – non possiamo aspettarci sempre la luna! Meravigliosi i suoni orchestrali, gli ottoni, i corni e gli archi. E le chitarre, come sempre, suonavano molto reali. Non manca nulla. Interessante anche la zona DJ.
Re’: E terminiamo con due parole su Korg Pa4X.
MS: Anche in questa workstation di alta gamma ho trovato ottimi suoni e arrangiamenti. Nulla da dire: è uno strumento professionale a tutti gli effetti, anche qui un po’ macchinosa da lavorare ma la pasta Korg è inconfondibile: puoi tirare fuori suoni grassi tipici da synth, come piacciono a me, una buona alternativa a Yamaha Tyros 5. Certo che averle tutte e due… sarebbe il massimo.
Cambiamenti
Re’: Il mercato degli ultimi anni è cambiato.
MS: E’ cambiato da quando i computer hanno fatto irruzione nella produzione musicale: il mercato è stato stravolto ed i musicisti sono stati messi da parte in favore di soluzioni più economiche, per non parlare poi della recente onda dei deejay. Giusto o sbagliato che sia, a volte bisogna saper accettare i cambiamenti e trovare un proprio spazio malgrado tutto. Ma è un fatto che il settore si è reso saturo di gente che “fa musica” o piuttosto crede o dice di “fare musica”, ma questo è un altro discorso. I tempi sono mutati in modo radicale, le case costruttrici oggi mescolano i prodotti rincorrendo l’utopia di tastiere che possano essere suonate ma anche semplicemente “attivate” mediante l’uso di pad e tasti destinati a chi non ha alcuna capacità tecnica. Per i veri musicisti si è persa l’euforia derivante dal poter provare uno strumento nuovo. Da alcuni anni mancano nuove idee e i produttori di strumenti musicali cercano di soddisfare esigenze le più disparate e magari inconciliabili nello stesso strumento con il solo risultato di rendere forse più vibrante e ricco di novità il mercato dei plug-in da abbinare alle master keyboard.
Re’: Oggi il mercato sta vivendo la sfida del web. Come si stanno preparando i negozi tradizionali?
MS: Oggi il web è un grande aiuto per presentare al mondo la propria vetrina, ma come tutte le cose il web manca di contatto umano. Ci si trova con grande difficoltà a spiegare come suona uno strumento, non vedo gli occhi illuminati del cliente e non intuisco il suo desiderio e/o le sue necessità, di conseguenza non si riesce a comunicare la magia dell’oggetto. Poi si trova il cliente che esige solo un prezzo ed ovviamente acquista solo dove costa meno pensando che uno strumento musicale o un frigorifero siano la stessa cosa ed ignorando che la vera qualità ha un costo.
Re’: Passando agli arranger. Secondo DISMA Musica le tastiere arranger economiche stanno aumentando le proprie vendite, mentre quelle più pregiate stanno perdendo quota. È così anche secondo la tua esperienza?
MS: È indubbio che le vendite delle tastiere di fascia alta si siano un po’ arenate, al contrario delle tastiere più economiche. Onestamente è difficile capire se è colpa della crisi, della paura di spendere o dell’incapacità di saper dare un giusto valore alla qualità. Del resto, gli arranger orami sono diventati una sorta di workstation a tutti gli effetti: soddisfano i musicisti più esigenti grazie alle loro potenzialità, danno modo al tastierista di sfruttare al meglio tutte le caratteristiche per una performance completa. Sono prodotti maturi.
Re’: Grazie Marco. Un abbraccio.
MS: Buona musica a tutti!
Marco Santonocito nasce nel 1962 a Torino. Da giovane si dedica allo studio del pianoforte e alle tastiere elettroniche acquisendo svariate tecniche da molteplici insegnanti. Nel 1980 inizia le prime esperienze musicali in vari locali piemontesi, lavora presso un negozio di strumenti musicali di Torino e studia le tecniche di accordatura e manutenzione dei pianoforti acustici. Negli anni ha collaborato con la RAI e per i concerti di vari autori di primo piano come Lucio Dalla, Riccardo Cocciante, Pino Daniele, Franco Battiato, Fiorella Mannoia, Rossana Casale, Tullio de Piscopo, Roberto Vecchioni, Toots Thielemans, Peter Cincotti, Joe Sample e Randy Crawford, Manu Katche e Michel Camilo. Recentemente ha collaborato con Roberto Cacciapaglia e Checco Zalone. Per saperne di più, visitate: sito di Marco Santonocito.
Concludiamo riportando un filmato che Marco Santonocito ha registrato nel 2008 per dimostrare fino a dove un musicista, dotato di buona tecnica, si può spingere con un arranger Yamaha della serie Tyros.
Nei giorni scorsi, sul sito di Eko Music Group, distributore nazionale dei prodotti Korg, è apparsa la notizia in merito alla disponibilità di nuovi stili addizionali, scaricabili gratuitamente dai possessori dell’ammiraglia arranger in una delle varie declinazioni: Pa4X a 76 tasti, a 61, standard oppure Oriental. I nuovi stili di accompagnamento sono disponibili per il download gratuito nelle sezioni delle schede prodotto, dopo aver fatto accesso con profilo utente e password: se non siete registrati al sito, non potrete quindi accedere agli stili.
I titoli sono 14 e si dividono nei diversi repertori:
Il Winter NAMM di gennaio è, ogni anno, l’appuntamento più importante a livello internazionale per gli strumenti musicali. Esiste anche un’edizion e estiva di questa fiera. Ha valenza prevalentemente locale e riguarda il mercato domestico degli Stati Uniti. Il Summer NAMM 2016 si svolge a Nashville e raramente appaiono grandi novità in genere, figuriamoci nel settore degli arranger: succede qualche volta ma di rado. Così è stato anche quest’anno nell’edizione 2016 che si è tenuta nei giorni di fine giugno.
I filmati che seguono rappresentano i pochi contributi video disponibili in rete, a conferma di un’edizione marginale per noi appassionati suonatori di arranger.
Presso lo stand Casio, Rick Formidoni illustra brevemente le capacità di caricare campioni su MZ-X500 e annuncia che, in futuro, sarà disponibile uno strumento software che permetterà di assegnare i singoli campioni a ciascuno dei 61 tasti della tastiera.
Yamaha non aveva nulla di interessante da presentare come novità della famiglia arranger: e così vediamo insieme Tony Escuata mentre spende due parole per presentare la possente workstation Montage.
In questa calma piatta, mi tocca far ricorso ad un filmato di repertorio per ricordarci reciprocamente che cosa sia un arranger e come sia possibile suonare con gli stili di accompagnamento. Per questo motivo, vi propongo ora la dimostrazione di Roland E-A7 realizzata da Tony White. Vi consiglio di guardarla tutta, fino alla fine.