Ketron Event: riportare gli arranger al centro della scena

Con il debutto del primo modello della famiglia EVENT, nel 2022, il celebre produttore di Ancona ha mostrato fin da subito una direzione chiara: trasformare l’accompagnamento degli arranger in qualcosa di sempre meno “automatico” e sempre più vicino alla reattività e al comportamento di una vera band. Questa è la filosofia di sempre di KETRON e che ha trovato la sua massima espressione nella famiglia EVENT, composta oggi da quattro strumenti (EVENT 76, EVENT 61, EVENT X ed EVM): condividono la stessa piattaforma sonora ma si rivolgono a musicisti con esigenze operative differenti. La storia non sembra destinata a fermarsi qui: da inizio 2025, si parla dell’arrivo di altri strumenti più accessibili: FUSION per il mondo mediorientale e GLOBE per il repertorio universale. Se le anticipazioni verranno confermate, sarà interessante vedere in che modo KETRON sta scegliendo di interpretare le nuove sfide.

Foto originale di TastiereArranger.com
Foto originale di TastiereArranger.com

L’idea di declinare Event in più formati è stata una scelta azzeccata:

  • Event 61 è il modello per il musicista che cerca la classica tastiera compatta ed integrata.
  • Event 76 rappresenta probabilmente il miglior modello per i musicisti più esigenti.
  • Event X guarda invece al musicista che macina chilometri e serate, dove peso e praticità fanno davvero la differenza e si preferisce pestare i tasti in setup già esistenti, accanto a master keyboard, fisarmoniche o pianoforti digitali.
  • Infine c’è EVM (con variante migliorativa EVM Plus), un prodotto unico: un box che permette di integrare tutta la tecnologia Event in un setup personalizzato. Una soluzione perfettamente in linea con il modo di lavorare del tastierista moderno, sempre meno legato allo strumento “tuttofare” e sempre più orientato a costruire il proprio sistema ideale assemblando componenti.

Il cuore della questione: gli Audio Style

Il vero elemento distintivo della serie Event rimane la gestione delle parti audio dell’arranger. KETRON lavora su questa tecnologia da molti anni, ma con Event ha raggiunto la piena maturità. Batterie, percussioni, chitarre e numerose parti ritmiche registrate da musicisti reali conferiscono agli accompagnamenti una naturalezza che, ancora oggi, rappresenta uno dei punti di forza della casa di Ancona. La differenza si percepisce subito. Non è soltanto una questione di qualità sonora, ma di groove, dinamica e intenzione musicale. Una chitarra audio ben registrata riesce ancora a trasmettere quella sensazione di “musicista vero” che una parte esclusivamente MIDI, per quanto programmata con cura, difficilmente può replicare. È questo il grande valore aggiunto della piattaforma Event.

Naturalmente la scelta comporta anche qualche compromesso. Più uno stile è ricco di componenti audio, più acquista personalità… ma diventa anche meno neutro. Per molti è un vantaggio, perché basta premere Start per ottenere un risultato convincente. Chi invece ama stravolgere completamente uno stile potrebbe preferire la maggiore libertà offerta da un accompagnamento interamente MIDI.

Ketron accanto a Yamaha e Korg…

Il confronto con la concorrenza è inevitabile. Yamaha con Genos2 continua a distinguersi per equilibrio generale, qualità timbrica e semplicità d’utilizzo. Korg con PA5X rimane il punto di riferimento per chi ama programmare ogni dettaglio e costruire il proprio arranger su misura. Ketron, invece, sembra giocare una partita diversa. L’obiettivo non è soltanto offrire funzioni, ma trasmettere immediatamente il feeling di una vera band. È una filosofia che conquista molti professionisti del live e che rende Event uno strumento con una personalità molto precisa.

Può piacere più o meno, ma difficilmente lascia indifferenti.

Il live resta il suo habitat naturale: è sul palco che Event mostra il meglio di sé. Gli accompagnamenti hanno energia, le batterie spingono, le chitarre riempiono il mix con naturalezza e l’impressione generale è quella di uno strumento “pronto” già dopo pochi minuti. Naturalmente serve esperienza. Un arranger così ricco offre moltissimo, ma richiede anche gusto nelle scelte.

E, come sempre, la differenza la fa il musicista.

Chi arriva dal mondo Yamaha o Korg dovrà inevitabilmente prendere confidenza con una filosofia operativa diversa. Non è una questione di essere migliore o peggiore: semplicemente KETRON segue una propria logica. Dopo il necessario periodo di adattamento, però, si scopre una macchina pensata da chi il palco lo frequenta davvero. Registration, richiami rapidi e gestione della performance sono stati progettati con un occhio molto concreto all’utilizzo professionale.

Event X e EVM

Tra tutti i modelli della famiglia, EVM (in particolare la variante EVM Plus) e/o Event X potrebbero essere le scommesse più interessanti. Sempre più tastieristi utilizzano setup composti da più strumenti: una master pesata, una workstation, una fisarmonica, magari un clone Hammond. Poter aggiungere tutta la tecnologia Event attraverso un modulo dedicato significa entrare nel mondo KETRON senza dover rivoluzionare il proprio impianto. È una scelta intelligente e perfettamente in linea con il mercato attuale.

La famiglia Event rappresenta una delle interpretazioni più convincenti dell’arranger moderno. È attuale perché punta sul realismo, sulla spontaneità e sul piacere di suonare dal vivo. Ma non è necessariamente lo strumento perfetto per tutti. Chi cerca la massima programmabilità continuerà probabilmente a guardare con interesse ad altre soluzioni. Chi invece mette al primo posto il feeling, il groove e l’impatto della performance difficilmente resterà deluso.

In conclusione

La famiglia di prodotti KETRON Event non ha semplicemente aggiornato una gamma di tastiere arranger. Ha proposto un modo diverso di intendere le tastiere con accompagnamenti, cercando di ridurre la distanza tra macchina e musicista. Con Event 61, Event 76, Event X ed EVM, l’azienda italiana ha costruito una famiglia solida e riconoscibile. E se davvero la futura GLOBE saprà portare questa filosofia anche in una fascia di prezzo più accessibile, il mercato degli arranger potrebbe diventare ancora più interessante. Noi aspettiamo di vederla comparire nei negozi. Perché, al di là delle schede tecniche, sono sempre gli strumenti suonati a raccontare la loro vera storia.

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