Voi, lettori di questo blog e suonatori di arranger, avete già scoperto tutto da voi stessi: acquistare una tastiera è solo l’inizio. Per lavorare bene – a casa, in studio, dal vivo – servono alcuni accessori che fanno la differenza. Non parliamo di “sfizi”, ma di strumenti che migliorano la stabilità, il controllo, la comodità e soprattutto il risultato finale. Ho suddiviso i miei suggerimenti in tre parti. Oggi cominciamo con la lista degli accessori essenziali, in ordine logico, come li consiglierei a chiunque inizi o voglia sistemare il proprio setup una volta per tutte.
1. Il supporto della tastiera

Il supporto è la base, letteralmente. È ovviamente necessario per suonare dal vivo, ma anche a casa: evitate di suonare il vostro strumento appoggiato su un tavolo, se potete. Mettetevi comodi con un supporto regolabile in altezza e facilmente adattabile. I cavalletti a X vanno bene per iniziare, ma chi suona spesso sa che il supporto a tavolino è un altro pianeta: più stabile, più comodo, niente oscillazioni, niente tastiera che “balla” quando suonate forte. Un buon cavalletto è un investimento che dura anni e vi evita un sacco di fastidi. Ne avevo fatto un cenno una volta, in questo articolo.
2. Il pedale del sustain

Il sustain è l’accessorio che trasforma la tastiera in uno strumento “vero”.
Serve per dare respiro ai suoni di pianoforte, per rendere credibili gli archi, per legare le frasi. È uno di quegli oggetti che si usa così tanto da farvi dimenticare la sua esistenza. Lo si dà per scontato. Scegliete un modello robusto, con buona corsa e antiscivolo. È un compagno di viaggio quotidiano. Per la cronaca, nel 2024, avevo proprio suggerito un pedale del sustain come idea regalo: è scritto qui.
3. Il pedale del volume (detto anche dell’espressione)

Il pedale del volume è l’arma segreta dei bravi suonatori di arranger. Indispensabile per i suoni d’organo Hammond, permette su tutti gli altri suoni di gestire dinamiche, effetti in crescendo, finali sfumando, accompagnamenti più morbidi sotto la voce. Vi dà un controllo che, con le mani, non avreste mai. Una volta abituati, diventa parte integrante del vostro modo di suonare. Se desiderate approfondire, vi consiglio la lettura del mio articolo dedicato a Pedali per tastiere arranger: volume o espressione?
4. Cavo USB

Sembra banale, ma non averlo vi limita le possibilità di interazione con il PC (o Mac): vi risparmia la necessità di trasferire dati manualmente con le noiose memorie flash USB: potete aggiornare il software della tastiera, trasferire registrazioni, caricare nuovi stili, collegare il tablet, usare software di editing. Tenetene uno sempre di scorta: è leggero, costa poco e vi torna utile. PS: Da poco tempo, cominciano ad apparire sul mercato tastiere arranger con porte USB-C: normalmente gli arranger gestiscono i tradizionali cavi USB con connessione Type-A (da collegare alla tastiera) e Type-B (da collegare al PC).
5. Le cuffie stereo

Indispensabili per studiare, programmare i suoni, provare arrangiamenti senza disturbare nessuno. Una buona cuffia monitor da studio vi permette di sentire dettagli che l’amplificazione spesso nasconde: rumori, bilanciamenti, effetti troppo invadenti. Non serve spendere cifre folli, ma evitate gli auricolari “da telefono”: servono cuffie pensate per la musica.
6. Lo smartphone

Gran parte degli arranger moderni può collegarsi allo smartphone via Bluetooth; quelli privi di questa funzione si interfacciano comunque facilmente tramite un cavo collegato all’ingresso AUX IN o alla porta USB (dipende dalla funzionalità). L’uso più immediato è riprodurre brani originali da Spotify, Apple Music, Amazon Music, YouTube etc. e “suonarci sopra” per esercitarsi. I tastieristi più avanzati sfruttano app capaci di separare le tracce audio – come Jamzone, Extrack e Rec’n’Share – per isolare le parti da rimuovere, concentrarsi sugli elementi che si vogliono studiare e mettere in loop le sezioni che richiedono maggiore pratica.
A parte di tutto ciò, potete anche considerare XMURE, l’app Dexibell dove le funzioni degli arranger risiedono direttamente nello smartphone.
Conclusione
Un arranger è uno strumento completo, ma per lavorare davvero bene serve un ecosistema di accessori che lo supporti. Sono gli elementi che trasformano una tastiera in un setup professionale, stabile e pronto a qualsiasi situazione. Chi suona spesso lo sa: non sono “optional”, sono parte del mestiere. E fanno la differenza ogni singola volta che mettete le mani sulla vostra tastiera per suonare.
Non è finita qui… fra pochi giorni uscirà la seconda lista di accessori, quelli molto utili, da prendere in considerazione dopo essersi dotati di quelli essenziali che abbiamo visto. A presto.
