Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

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MusikMesse 2018: le conclusioni

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L’edizione 2018 del MusikMesse potrebbe passare alla storia come quella in cui il calo di visitatori ha accentuato una curva discendente che, ad onor del vero, si trascinava da tempo (secondo gli organizzatori, i visitatori sono stati il 10% in meno dello scorso anno). E’ un fenomeno endemico e non è un caso: in tutto il mondo, le fiere tradizionali hanno difficoltà ad attrarre le grandi folle, sin da quando i clienti e il mercato hanno avuto la possibilità di aggiornarsi quotidianamente tramite Internet. E questo vale non solo per gli strumenti musicali, ma per qualsiasi categoria merceologica.

Veniamo ora al nostro argomento preferito: gli arranger. E scorriamo velocemente insieme le novità dei presenti e commentiamo anche gli assenti.

I presenti

  • Come da tradizione, lo stand Yamaha ha annichilito la concorrenza in quanto a numero e varietà di strumenti esposti. Per quanto ci concerne, non abbiamo registrato novità arranger. La casa giapponese ha però avuto il modo di presentare, per la prima volta in una fiera europea, i modelli di arranger annunciati nel 2017: PSR-S975, PSR-S775, PSR-EW401, PSR-E463 e Genos. Per quest’ultima, non è mancato l’annuncio di una nuova versione software 1.30, particolarmente interessante. Merita una memoria a parte l’esibizione dal vivo del polistrumentista Jacob Collier.
  • Anche nello stand Korg non abbiamo assistito al lancio di nuovi modelli arranger. I clienti hanno potuto però apprezzare l’annuncio di aggiornamenti software per modelli che sono sul mercato da parecchi anni.
  • In termini di novità di prodotto, anche quest’anno la parte del leone l’ha fatta Ketron presentando in fiera i primi due discendenti di SD9: trattasi di SD60 (61 tasti e amplificatori di bordo) e SD90 (modulo arranger). Da ricordare l’esibizione travolgente di progressive rock da parte di un bravo Marcello Colò.
  • Lo stand Casio ha ospitato la presentazione europea della nuova serie di tastiere economiche CT-X. E il loro spazio è stato il teatro di una convincente performance dal vivo di Cory Henry.
  • Anche nello stand Orla, non ci sono novità arranger: è stato riproposto il pianoforte codino Grand 500 con sezione arranger.

Gli assenti

  • L’assenza che è stata notata di più in fiera è quella di Roland. Ma non è la prima volta che succede.
  • Anche Dexibell quest’anno non ha avuto uno stand tutto suo: è stato un peccato per i visitatori del MusikMesse; sono convinto che molti avrebbero avuto piacere di poter provare di persona i due nuovi prodotti (VIVO S9 e VIVO SX7) presentati al Winter NAMM di gennaio.
  • Anche i due produttori tedeschi (Wersi e Deebach) non si sono presentati con un proprio stand a Francoforte.

Dulcis in fundo

Il mercato muta per sua natura: non è mai fermo. E così il mondo delle tastiere arranger è ancora in evoluzione. Nuove sfide del futuro ci attendono e il MusikMesse 2018 è stata testimone di un momento di transito e di passaggio che dura da qualche anno. I contorni del futuro sono ancora incerti, ma qualcosa si intravede. In questo blog cercheremo di raccontarvi la storia di questa ricerca e vi aggiorneremo sui prossimi sviluppi, nell’ambito delle nostre possibilità e contanto sulla fiducia accordata da voi lettori di Tastiere Arranger.

Fate clic, godetevi questo filmato riassuntivo del MusikMesse 2018 e poi finalmente… relax!

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

16 aprile 2018 at 05:00

MusikMesse 2018: aggiornamenti software per gli arranger Korg

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Nella nostra rassegna cominciata mercoledì scorso con il resoconto degli stand di Ketron, Casio e Yamaha, siamo ora arrivati virtualmente al marchio Korg, protagonista assoluto degli strumenti digitali a tastiera a livello globale e del comparto arranger in particolare, ma la cui presenza nella fiera 2018 non sembra fare molto rumore. Il prodotto più interessante del momento in casa Korg è sicuramente il synth analogico Prologue (provato in diretta da Steve Airoldi e Riccardo Gerbi del canale Strumenti Musicali di AudioFader, ecco il video).

Korg Messe

Suonare Korg Pa1000 al MusikMesse 2018

In occasione di Francoforte, la casa italo-giapponese (scrivo così perché, nonostante il quartiere generale dell’azienda sia in Giappone, la progettazione, lo sviluppo e la produzione degli arranger avviene ad Osimo presso la sede di Korg Italy), non ha portato nessun nuovo strumento che potesse riguardare il segmento di prodotti di nostro interesse. Del resto, non possiamo più parlare di novità dell’ultima ora di Pa1000 e Pa700, due ottimi prodotti che hanno visto la luce lo scorso settembre.

Nel segmento arranger, al centro c’è sempre Korg Pa4X che gioca in casa rivestita di una versione speciale e teutonica nota come Musikant: un modello che si distingue da PA4X-76 per alcune  parole in lingua tedesca serigrafate sulla scocca e su alcuni menù interni oltre alla presenza di suoni e stili specifici per il repertorio Schlager, genere popolare in Austria, Germania, Svizzera e Alto Adige.

Qualche annuncio interessante è comunque arrivato, vediamoli insieme.

Aggiornamenti del sistema operativo

Tre arranger, usciti da qualche anno, hanno ricevuto un aggiornamento software e questo è un segnale che i clienti Korg potranno apprezzare.

Korg Pa900 è uno strumento del 2013 e, oggi, riceve la versione 1.3 a distanza di 5 anni dal lancio. Korg Pa600 è uno strumento del 2012 e, a distanza di 6 anni, riceve l’aggiornamento software alla version 2.1, dopo aver ricevuto un significativo aggiornamento alla versione 2.0 lo scorso gennaio. In entrambi i casi, le novità principali per Pa900 e Pa600 sono:

Korg Pa300 è invece uno strumento del 2014 e, oggi, con la versione 2.1 a distanza di 4 anni, oltre alle due migliorie di cui sopra, include anche le funzioni di modifica dei campioni.

Nuovi stili gratuiti

La pagina BonusWare è stata arricchita del Volume 30 di stili addizionali e gratuiti.

Sono otto stili, compatibili con Pa4X soltanto:

  1. Indifference Pop
  2. Flawless Pop
  3. Make It Pop
  4. C Club
  5. Coming Pop
  6. Snow Pop
  7. Just Say Funk
  8. Guitar Latin.

C’è ancora qualcosa da raccontare del MusikMesse 2018. Tornate presto su Tastiere Arranger.

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In conclusione, per coloro che non sanno cosa sia la musica Schlager o si chiedano come suoni il repertorio popolare e specifico delle aree germanofone, suggerisco la visione di questo video dimostrativo.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

14 aprile 2018 at 09:18

Pubblicato su Korg

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MusikMesse 2018: Cory Henry presenta le tastiere CTX allo stand Casio

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Cory Henry suona una tastiera Casio CTX in fiera

La nuova serie di tastiere economiche CT-X di Casio era già stata annunciata al Winter NAMM dello scorso gennaio. Oggi al MusikMesse di Franconforte è avvenuta la consacrazione europea con un dimostratore di eccezione, quel Cory Henry che è uno fra i migliori suonatori di organo Hammond B-3 della sua generazione, ex ragazzo prodigio (debuttò al leggendario Apollo Theater a soli sei anni) e vincitore di due Grammy Award (nel 2014 e nel 2015).  Oggi 11 aprile, il trentunenne fuoriclasse del jazz e del gospel si è esibito presso lo stand Casio, per dimostrare le possibilità delle nuove tastiere in esposizione. L’amico Riccardo Gerbi ha trasmesso in diretta video l’intera esecuzione su Facebook. Ecco il link: vi consiglio di mettervi comodi e di godervi i diversi brani di questa performance.

Con la serie CT-X, Casio conferma le proprie scelte produttive e stilistiche, introducendo un nuovo generatore sonoro denominato AiX e di cui si dice un gran bene. Siamo sempre nell’ambito delle tastiere portatili alla portata di qualsiasi portafoglio e, naturalmente, la qualità costruttiva è adeguata al livello di prezzo. Tuttavia, la qualità sonora che emerge non è affatto male e dimostra di avere un buon potenziale.

I modelli sono quattro (CT-X5000, CT-X3000, CT-X800 e CT-X700), tutti e quattro hanno 61 tasti dinamici e non è facile cogliere le specifiche diversità di ciascun modello. A questo scopo, Casio ha pubblicato una tabella riassuntiva e sinottica che vi propongo qui sotto, dopo averla ridotta allo scopo di evidenziare solo le differenze.

CT-X700 e CT-X800 sono già disponibili nei negozi specializzati.
CT-X3000 e CT-X5000 lo saranno a fine aprile.

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E così dopo aver visto gli arranger Ketron e quelli Casio, possiamo passare a raccontarvi degli altri stand al MusikMesse 2018. Prossimamente qui, sempre su Tastiere Arranger.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

11 aprile 2018 at 23:18

MusikMesse 2018: Ketron alza il sipario su SD60 e SD90

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La fiera di Francoforte apre i cancelli oggi e noi ci avviamo, come da tradizione pluriennale del blog Tastiere Arranger, a visitarla insieme “virtualmente”. Il primo stand che attira la nostra attenzione è quello di Ketron: anche quest’anno la Casa di Ancona si è presentata al MusikMesse con un paio di interessanti novità: a distanza di un anno, sono infatti arrivati i fratelli di SD9. Il top di gamma Ketron è ora affiancato da altri due modelli che, pur avendo lo stesso contenuto “sotto il cofano”, si distinguono in modo sostanziale per la veste esterna.

Chi di voi si aspettava di vedere prima poi l’arranger Ketron SD9 in versione modulo, troverà pane per i propri denti con SD90. E chi di voi era alla ricerca di SD9 in versione portatile con 61 tasti e amplificatori di bordo, potrà considerare ora il nuovo modello SD60. Insomma, tutti accontentati.

Ketron SD60, 61 tasti con amplificatori di bordo

Ketron SD60 in fiera (foto di Marcello Colò)

Tutto quello che abbiamo visto di buono in SD9 è ora qui disponibile su SD60 con le seguenti varianti:

  • SD60 ha 61 tasti semi-pesati e non 76.
  • La polifonia è sempre di 128 note e il modulo timbrico è confermato a 64 parti.
  • SD60 monta lo stesso schermo LCD a colori TFT 7” di SD9.
  • Coincidono fra i due modelli anche la libreria interna di suoni, Drum Set, Live Drum, Audio Drum, Live Guitar e Grooves. Non muta la sezione arranger da 400 styles, con relativi inserti audio e controlli vari. E tutto resta uguale per molte altre caratteristiche: Style Edit, Live Modeling, Launchpad, Double Player, Audio Multitrack Player, DJ, Juke Box, Pic& Movie, uscita video DVI, supporto memorie SSD, USB, possibilità di utilizzare dischi rimuovibili HD_ SATA, eccetera.
  • Cambia l’alimentatore esterno che passa da 9V a 15V, un voltaggio superiore e necessario per erogare il potenziale elettrico richiesto dagli amplificatori di bordo.
  • Dicevamo degli amplificatori: la potenza è di 2 x 20 Watt (due coni per le frequenze medie e due tweeter). È disponibile altresì la possibilità di abilitare/disabilitare tali amplificatori.
  • Inevitabilmente il peso aumenta e raggiunge i 19 KG. Erano 16 KG su SD9.
  • Nonostante l’assenza di un’ottava rispetto SD9, le dimensioni sono sostanzialmente le stesse (anzi 2cm di lunghezza in più), a causa della presenza di una sponda laterale su cui è presente il joystick. In pratica: 110,5 x 13,5 x 40 cm.

Ketron SD90, modulo arranger

Ketron SD90 in fiera (foto di Riccardo Gerbi)

Con SD90, Ketron intende mantenere la propria leadership nell’ambito dei moduli arranger professionali: una nicchia di mercato che da diversi anni è totalmente dominata a livello mondiale dalla Casa di Ancona. Per quanto riguarda le caratteristiche, potremmo ripeterci ancora una volta, data la condivisione di quasi tutte le specifiche tecniche di SD9. Limitiamoci a commentare alcuni aspetti:

  • Nonostante sia in formato rack, è presente uno schermo ed è lo stesso LCD a colori TFT 7” con sensibilità al tocco di SD9 e SD60.
  • Per le unità di memoria, non vi è la possibilità di collegare un disco esterno SATA, ma piuttosto esiste uno slot compatibile con le schede SD.
  • L’alimentatore esterno è lo stesso di SD9 a 9V-4A.
  • Le dimensioni sono ovviamente super compatte: 112 x 25,5 x 41 cm
  • Sebbene le dimensioni siano più ridotte, sono stati mantenuti tutti gli ingressi e le connessioni presenti su SD9.
  • Il peso è di 4 Kg soltanto.

Conclusione

Ketron non ha ancora comunicato né i prezzi né la data di disponibilità dei nuovi modelli nei negozi. Attendiamo fiduciosi.

Colgo l’occasione per segnalarvi la dimostrazione di Ketron SD9 eseguita da Marcello Colò e pubblicata da Riccardo Gerbi di SM Strumenti Musicali, nuovo canale di AudioFader. Consiglio di apprezzare l’integrazione audio, MIDI e l’uragano di diversi suoni e di parti suonati in tempo reale da parte di Marcello. Meraviglia pura: ecco il collegamento al filmato video.

 

Ritornate qui presto, vi racconterò degli altri stand presenti in fiera a Francoforte con altre novità e conferme del comparto arranger.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

11 aprile 2018 at 11:26

Pubblicato su Ketron

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Orientarsi fra i diversi modelli di tastiera in base al peso e alla dinamica dei tasti

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I tasti non sono tutti uguali

Quando si parla di risposta e di tocco dei tasti, si sta affrontando un tema utile per comprendere la qualità di una tastiera moderna. Le possibilità possono variare moltissimo da un modello all’altro: è importante quindi capire come funziona la risposta dei tasti e apprendere le caratteristiche specifiche di ciascun modello. Oggi affrontiamo insieme tali aspetti in modo essenziale, senza entrare troppo nei dettagli meccanici costruttivi, per restare a favore di chi – digiuno della materia – è alla ricerca delle informazioni di base per orientarsi tra i diversi modelli.

Sensibilità al tocco

Cominciamo distinguendo due macro-categorie: le tastiere dinamiche (cioè sensibili al tocco) e quelle non dinamiche.

Il termine “dinamica” corrisponde al cambiamento di volume: le tastiere dinamiche dispongono di un meccanismo sensibile alla velocità che il musicista può controllare premendo i tasti. L’informazione su come sono premuti i tasti (dolcemente o con decisione) viene trasferita al motore sonoro ottenendo volumi diversi di esecuzione. Lo strumento a tastiera tipicamente sensibile alla velocità è il pianoforte acustico: può produrre una gamma dinamica eccezionalmente ampia. Anche i piani elettrici (Rhodes, Wurlitzer e Clavinet) sono sensibili alla dinamica, anche se con una ridotta ampiezza delle velocità possibili. Con l’avvento di strumenti digitali, i progettisti hanno dovuto inventarsi un meccanismo che potesse replicare il controllo della velocità come avveniva sui pianoforti tradizionali; lo hanno fatto introducendo due sensori, il primo sulla parte superiore del tasto (a tasto non premuto) ed il secondo sulla parte inferiore, dove il tasto arriva a fine corsa quando viene premuto a fondo: la velocità con cui il tasto si sposta dalla posizione superiore a quella inferiore, determina il livello dinamico. E’ molto semplice, anche voi quando suonate piano, premete il tasto lentamente, quando suonate forte, invece, lo premete più velocemente. Tutto qua. La velocità viene misurata e tradotta in valori numerici (solitamente da 0 a 127) che, secondo il protocollo MIDI, determinano la forza con cui si suona in valori dinamici diversi.

Ci sono poi le tastiere non dinamiche: queste hanno tasti che non rilevano alcuna velocità. La nota suona o non suona: l’intensità è la stessa e non serve a nulla premere più o meno forte i tasti.  Appartengono a questa categoria di strumenti l’organo a canne, gli organi combo, gli organi da teatro e il clavicembalo. Quando sono apparsi i primi sintetizzatori analogici negli anni sessanta, questi usavano tastiere da organo e questo spiega perché non avevano dinamica. Solo con l’arrivo della sintesi digitale e dei sintetizzatori MIDI, la sensibilità al tocco è diventata molto più comune.

In alcune tastiere dinamiche, una volta premuto il tasto, è possibile variare la velocità facendo pressione con le dita senza staccarle dalla tastiera: questa possibilità si chiama Aftertouch ed è disponibile di solito solo sugli strumenti dal prezzo più elevato.

Molte tastiere dinamiche hanno la possibilità di configurare la sensibilità al tocco fino ad azzerarla: può tornarvi utile in taluni casi come quando si suonano timbri d’organo, dove la dinamica non è utile ai fini espressivi del suono.

 

Tasti pesati

La dinamica del meccanismo di cui abbiamo parlato ha poco a che fare con il peso dei tasti. Qualsiasi tasto può essere sensibile alla velocità, pesato o meno, anche se è vero che tutte le tastiere pesate sono dinamiche. Il tasto pesato è quello presente nei pianoforti acustici. Al giorno d’oggi i tasti pesati hanno tasti di legno ricoperti di un materiale plastico che cerca di imitare l’avorio. Le tastiere pesate richiedono una certa energia nel suonare: esigono pratica, esercizio e allenamento. Un pianista autentico guarda con disdegno le tastiere digitali che non montano tasti pesati. Spesso i tasti sono collegati ad un martelletto, per dare una sensazione simile a quella di un’autentica tastiera di pianoforte. I tasti pesati offrono una certa resistenza quando si suona dinamicamente e questo fatto consente un controllo accurato soprattutto quando si suona molto piano. Non va sottovalutato il fatto che la presenza dei tasti pesati ha ovviamente un effetto diretto sul peso totale dello strumento, rendendone più faticosa la portabilità.

Le prime tastiere digitali pesate venivano montate sulle Master Keyboard degli anni ottanta. Oggi, nel mondo attuale degli arranger, hanno tasti pesati tipicamente i pianoforti con sezione accompagnamenti come Korg Havian 30, Yamaha Clavinova serie CVP e serie CSP.

Tasti semi-pesati

Il termine stesso ci fa capire che qui siamo in una via di mezzo fra tasti pesati e non pesati. Per ottenere tasti semi-pesati, i costruttori utilizzano diverse tecniche: normalmente si prendono tasti leggeri e se ne aumenta la massa ponendo una barretta metallica sotto il tasto. E per ottenere una migliore resistenza al tocco, il meccanismo della tastiera è solitamente provvisto di una molla.

Fra gli arranger oggi a listino hanno tasti semi-pesati: Ketron SD9, Korg Pa4X, Korg Pa1000 e Roland BK-9. Anche la meccanica FSX dei tasti di Yamaha Genos e Yamaha Tyros 5 è di tale qualità da poter essere equiparata a questa categoria: la risposta al tocco è ottima, precisa con il giusto equilibrio tra resistenza iniziale e ritorno alla posizione originale.

Tasti non pesati

I tasti non pesati sono quelli più diffusi sugli arranger, specialmente quelli più economici. I tasti sono leggeri e il meccanismo si limita alla presenza ad una molla collegata che introduce un po’ di resistenza – quanto basta. I tasti leggeri non richiedono un particolare allenamento, sono i più facili da suonare e consentono di eseguire parti veloci senza particolare difficoltà. Va da sé che la sensibilità al tocco è tale da essere preferita a chi pianista non è, per chi suona timbri d’organo, Clavinet o sintetizzatori, e per quanti non richiedono un accurato controllo della gamma dinamica. Alcuni pianisti si rifiutano di suonare tasti leggeri ritenendoli inadatti: a dire il vero, la dinamica potrebbe non mancare, ma la sua gamma è di gran lunga inferiore a quella tipica dei pianoforti acustici.

Fra gli arranger oggi a listino hanno tasti non pesati: Yamaha serie PSR-S, Korg Pa700, Roland E-A7, Casio MZ-X500, e tutti i modelli inferiori presenti nell’elenco dei prezzi degli arranger.

I tasti non pesati non sono di per sé motivo di scarsa qualità, anzi. Occorre solo prestare attenzione al fatto che gli strumenti digitali più economici, oltre ad avere tasti leggeri, fanno ricorso a materiali plastici inconsistenti o dalla superficie così modesta da scoraggiare numerosi tastieristi: vanno bene per il divertimento, ma alla prima occasione si è tentati di passare a modelli con tasti più consistenti. Del resto se spendete meno di 300 Euro per una tastiera nuova, non potete aspettarvi di trovare tasti di qualità superiore.

Riepilogo

Ci sarebbe ancora molto da dire sulla materia, ma oggi ci fermiamo qui, agli aspetti essenziali: quanto basta per intuire quanto sia importante tenere presente la meccanica dei tasti nella vostra scelta di una nuova tastiera. Dal contatto fra le vostre dita e i tasti dipende gran parte della vostra esecuzione. Suonate spesso o quasi esclusivamente i suoni di pianoforte? Non si discute: vi servono tasti pesati. Altrimenti potete orientarvi su tasti semi-pesati o non pesati, in base alla vostra sensibilità musicale. I tasti semi-pesati potrebbero essere il compromesso ideale per quanti hanno esigenze elevate senza per questo essere pianisti esclusivi. Prestate attenzione a quegli arranger così economici da offrire tasti troppo leggeri e dalla plastica troppo fragile. Spesso il feeling con i tasti è un fatto personale e, ancora una volta, la regola aurea di questo blog ritorna a fare capolino: prima di un acquisto provate lo strumento da voi e misurate di persona il peso e la leggerezza dei tasti con la vostra sensibilità. Le vostre dita vi diranno se quella tastiera è adeguata rispetto le vostre esigenze.

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Per chi fosse alla ricerca di un approfondimento tecnico più completo, suggerisco la lettura di questo articolo redatto da Riccardo Gerbi per Pianosolo: include una bella intervista a Carlo Maffei di FATAR, azienda italiana e leader mondiale nella produzione di meccaniche per tastiere.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

9 aprile 2018 at 08:20

Tastiere Roland serie GO: il test su AudioFader

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Roland GO:Keys in azione

 

Ricordate l’articolo pubblicato in questo blog alla vigilia di ferragosto? Sì quello in cui parlavamo delle nuove tastiere Roland della serie GO. Bene, Riccardo Gerbi ha approfondito il tema su AudioFader. Se non avete letto questo articolo, vi consiglio di farlo ora.

PS: L’articolo è liberamente consultabile su AudioFader, si richiede solo la registrazione gratuita.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

25 novembre 2017 at 18:37

Pubblicato su Roland

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Un milione di volte clic

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Oggi, 23 maggio 2017, il blog delle tastiere arranger https://tastiere.wordpress.com ha raggiunto e superato il traguardo di un milione di letture, un dato confermato ufficialmente da WordPress.

Dall’ottobre 2009 ad oggi ho pubblicato qui 487 articoli che, nel corso di questi anni, hanno collezionato ogni volta un briciolo della vostra attenzione fino a raggiungere la quota di un milione di clic a fronte di oltre 303.000 visitatori unici.

Lasciate che, per un attimo (solo per un attimo), possa voltarmi indietro e ricordare con voi alcuni fra i momenti più significativi della mia storia di blogger:

Un milione di clic potrebbe non significare molto per una grande testata editoriale del web. Ma per un libero pensatore, armato solo della propria passione, è un numero straordinario. Non mi stancherò mai di esprimere la mia gratitudine per voi lettori, abituali ed occasionali, per il tempo che avete dedicato ai miei scritti in materia di tastiera arranger.

Ancora una volta un abbraccio a ciascuno di voi e un augurio di poter suonare sempre la vostra musica, dappertutto!
Renato

Schroeder suona il pianoforte (Peanuts, disegno di Charles M. Schulz)

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

23 maggio 2017 at 17:00

Pubblicato su argomenti vari

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MusikMesse 2017: panorama sullo stato dell’arte degli arranger

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MusikMesse 2017 a Francoforte (Germania) – Tutte le foto in questo articolo sono di Mario Jr Restagno

L‘appuntamento principale dell’anno per gli arranger

Chiusi i cancelli del MusikMesse 2017 e completata la rassegna degli espositori di arranger, è giunto il momento di tirare le somme anche in questo blog. Dal punto di vista della partecipazione del pubblico, ascoltando gli espositori e gli addetti ai lavori, esce un quadro che possiamo descrivere con il termine “decrescita” rispetto gli anni passati. C’è stato un tempo in cui il MusikMesse era l’appuntamento mondiale più importante nell’anno per i produttori di strumenti musicali. Poi, con il trasferimento delle produzioni in Asia e con la scomparsa di molti marchi europei blasonati, questa fiera si è trasformata in un evento regionale a favore del Winter NAMM americano. Altre riflessioni andrebbero poi fatte sulla diversa importanza che possono assumere le fiere tradizionali ai tempi di Internet.

Tuttavia, per quanto concerne l’argomento principe di tastiere.wordpress.com, sappiamo che la realtà degli arranger prende vita fondamentalmente in Europa. E quindi per noi, la fiera di Francoforte resta ancora l’appuntamento principale per fare il punto sullo stato dell’arte di questo comparto produttivo di strumenti musicali, dopo un anno di totale assenza di nuove proposte da parte di chicchessia.

In sintesi, ripercorriamo insieme le novità più rilevanti.

Marcello Colò di Ketron suona SD9

Ketron

Per i musicisti più esigenti, SD9 è il prodotto arranger da seguire al momento. Contiene il Launch Pad, una modalità innovativa di fare musica dal vivo e in studio che permette di integrare con semplicità audio, MIDI, stili e tutte le risorse della macchina. Osservare un’azienda che investe e propone nuove tecnologie è sempre un buon segno di vitalità: chissà che Ketron non riesca a fare il botto sul mercato a livello internazionale. Per fare questo passo, servirà investire molto sulla comunicazione: vedremo in questo senso se l’azienda di Ancona saprà far fruttare questa ghiotta occasione.

Lo stand Dexibell

Dexibell

Per gli amanti del genere arranger, Dexibell ha in serbo l’arranger del domani. Non sarei sorpreso se XMURE diventasse la porta del futuro per gli appassionati degli accompagnamenti automatici. Questa applicazione permette di suonare alla vecchia maniera su un hardware specifico (i pianoforti digitali VIVO) ma allo stesso tempo sull’hardware di qualsiasi prodotto della concorrenza o su un tablet o iPhone. Insomma l’arranger è diventato “mobile” e questa scommessa potrebbe avere davvero un luminoso destino: molto dipenderà dalla vastità del repertorio di stili che saranno messi a disposizione dei musicisti.

Orla

Luca Serenelli di Orla suona Grand 500

Per chi suona i pianoforti digitali con arranger, la novità in fiera si trovava presso lo stand Orla, dove è avvenuto il lancio di Grand 500. L’azienda di Recanati ha investito molto per rinnovare il parco suoni e il proprio repertorio di stili per arranger. Ora le risorse di sistema e l’usabilità cominciano ad essere valori interessanti e questo pianoforte codino molto elegante potrebbe accrescere la clientela dello storico produttore di strumenti musicali.

Ralph Maten di Casio suona MZ-X500

Casio

Abbiamo visto all’opera MZ-X500 e siamo rimasti favorevolmente impressionati dalla potenza sonora di uscita di questa macchina Casio. Finora gli arranger di questa casa erano rimasti sempre confinati nel circolo del puro divertimento. Stavolta invece abbiamo un prodotto con un valido arsenale sonoro e che, a fronte di un importante ridimensionamento dei prezzi, potrebbe far gola ad una nuova categoria di musicisti, forse più vicini al mondo dei DJ che a quello dei tipici tastieristi. Questi ultimi avrebbero bisogno di un repertorio di stili preset più vasto e qualche suono di strumenti acustici in più. Chissà che Casio non lo faccia succedere un domani.

Kawai

Nessuna novità, ma una conferma per i pianoforti digitali arranger di casa Kawai: con ES8 abbiamo a disposizione un buono strumento realizzato da una delle case più importanti al mondo nello specifico del pianoforte.

Korg

Nessuna novità arranger per Korg che ha delegato la propria presenza al distributore nazionale tedesco, esponendo in fiera Pa4X Pro Musikant e Pa900. Personalmente non sarei sorpreso di vedere nei prossimi mesi qualche movimento nell’ambito della serie Pa (Professional Arranger).

Danilo Donzella di Yamaha suona PSR-EW300

Yamaha

Concludiamo con i più grandi, con Yamaha. La casa giapponese ci ha abituato a seminare sempre qualcosa in ogni fiera. La vastità di modelli a catalogo viene alimentata dalla varietà di prodotti che sembrano essere cuciti su misura per ogni tipo di esigenza. Stavolta le novità erano solo nel settore delle tastierine: se da una parte PSR-E263 e PRS-E363 erano già state annunciate al Winter NAMM lo scorso gennaio, dall’altra PSR-EW300 è un’autentica novità. Il mercato di questo segmento di prodotti funziona sempre e Yamaha ha una marcia in più rispetto tutta la concorrenza: anno dopo anno, sta rivestendo questi prodotti di suoni di ottima qualità e derivati dai modelli superiori. A prezzi molto bassi, è possibile oggi portarsi a casa uno strumento portatile che suona davvero bene, cosa impensabile fino a qualche anno fa.
A Yamaha spetta il merito poi di aver portato in fiera uno strumento davvero nuovo: ha inventato Venova nato dalla metamorfosi di un sax tenore in uno strumento leggero e poco impegnativo che potrebbe trovare spazio nelle scuole. Non potrà sostituire il classico flautino, ma diventare uno strumento economico e cool da suonare in ogni dove.

E gli assenti?

Onestamente, mi sarei aspettato di trovare Wersi e Deebach: non eravamo forse in Germania? Non li ho trovati e ci sono rimasto un po’ male. Ma la grande assenza più rumorosa è quella di Roland. Questa volta Roland non si è assentata solo dagli arranger, si è eclissata del tutto. Non l’abbiamo vista in fiera. A dire il vero, queste defezioni non sono un sintomo negativo in sé: potrebbe essere il segnale che è giunto il momento di serrare le fila, concentrando gli investimenti su altro rispetto le fiere. Nonostante tutto, vogliamo essere fiduciosi.

E alla fine…

Raccontarvi il MusikMesse 2017 è stata una bella avventura. Non mi era mai capitato di scrivere due articoli al giorno per quattro giorni di fila. UNA FATICACCIA, credetemi!
Ringrazio i compagni che hanno condiviso con me questa impresa. Mario Jr Restagno che ha scattato le foto per il blog (se non fosse stato per lui avrei anche corso il rischio di perdermi lo stand Korg visto che era defilato rispetto il padiglione principale) e Riccardo Gerbi che mi ha introdotto in tutte le dinamiche di questo evento a lui famigliare da diversi anni: l’ho visto all’opera nella registrazione di numerosi filmati video in uscita sul canale YouTube di AudioFader e ve ne consiglio la visione. A proposito di AudioFader… tornate in questo blog e presto ve ne racconterò delle belle.

Grazie a tutti voi cari lettori per l’attenzione rivolta a questo blog: il contatore di clic in questi giorni sembra essere impazzito.  La vostra cortesia nella lettura è il motore che continua a spingermi e a farmi tornare qui e a pubblicare qualcosa di nuovo. Solo per voi.

E ora relax per tutti: arrivano finalmente le vacanze pasquali! E voi fate musica dappertutto, dove potete!

 

 

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

12 aprile 2017 at 10:00

MusikMesse 2017: lo stand Ketron

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Ketron SD9 (foto di Mario Jr Restagno)

Dulcis in fundo, dopo Yamaha, Dexibell, Casio, Korg, Kawai e Orla, ecco a voi l’ultimo stand della rassegna del MusikMesse 2017: siamo in casa Ketron. Ho vissuto momenti di grandi intensità in questo stand e faccio fatica a scrivere e a raccontare le emozioni vissute. Innanzitutto ho avuto la fortuna di incontrare di persona Marcello Colò, grande musicista, e soprattutto di conoscere sua maestà Sandro Fontanella, il maestro italiano degli arranger che mi ha concesso una bella intervista che pubblicherò prossimamente in questo blog dedicato alle tastiere arranger.

Ma oggi qui, siamo in carrellata degli stand del MusikMesse 2017 (ma quanti articoli ho dovuto scrivere in questi giorni) e ci soffermiamo su SD9, l’arranger più atteso dell’anno. E lo facciamo con l’aiuto delle parole stesse di Marcello Colò che mi ha introdotto personalmente alla novità: “Se dovessi parlarti di un solo aspetto di SD9, sceglierei allora di parlarti di Launch Pad perché è questa l’innovazione richiesta di questi tempi sulle macchine arranger. E’ un ambiente dove puoi lavorare in formato audio, MIDI, modelin, styles, con tutte le risorse interne dello strumento e con tutte quelle che vuoi importare. E’ tutto a portata di mano e può essere integrato con una semplicità allucinante. Nelle mani di un musicista il Launch Pad può assumere tante colorazioni musicali perché lì è soltanto la fantasia che lavora. Assisteremo allo sviluppo di tanto materiale musicale. Suonando dal vivo con il LaunchPad, il musicista potrà eseguire performance musicali straordinarie, cucendo frammenti di brani esistenti. La fantasia del musicista potrà stravolgere un brano in modo diverso in ogni serata. La creatività non avrà più ostacoli. Non sottovalutiamo che, data la sua totale versatilità, il LaunchPad potrebbe essere usato anche in studio per la costruzione originale di nuove composizioni musicali. Noi in Ketron crediamo che, grazie al LaunchPad, SD9 potrebbe attrarre musicisti giovani al mondo degli arranger.  E magari, perché no, anche stuzzicare quei musicisti che sono abituati a lavorare con strumenti diversi da Ketron”.

Si percepisce immediatamente quanto siano stati innovati gli stili su SD9: l’adozione di convertitori di grande qualità permette l’esecuzione di pattern audio dall’indubbio realismo. Questo nuovo strumento Ketron offre una qualità di definizione di gran lunga superiore alla serie Audya che già non scherzava.

Continua il racconto Marcello: “Dal punto di vista dell’usabilità, rispetto ad Audya che aveva una dotazione di 100 pulsanti, SD9 si è ridotta ad una ventina di pulsanti e il controllo avviene tramite lo schermo touch screen. Il monitor a colori permette di semplificare le operazioni di controllo dei suoni, degli stili e delle registration per ottenere la fotografia istantanea di quello che il musicista intende suonare in tempo reale. E’ presente un’uscita video DVI convertibile su VGA tramite adattatore. Per chi ha lavorato con Audya in passato e si è creato un Database di stili audio e groove, è importante sapere che tutto il lavoro fatto allora può essere riutilizzato velocemente su SD9: non si perde nulla”.

SD9 è uno strumento che richiederà molti approfondimenti su questo blog, perché è un concetto di arranger unico ed innovativo. Pur restando legato all’hardware, Ketron ha fatto passi da gigante ed ora offre sul mercato uno strumento ad alto contenuto tecnologico che, basandosi sulla semplicità d’uso, intende conquistare i cuori di molti musicisti. Prossimamente riprenderemo la materia e, come promesso, vi riporterò il contenuto dell’intervista di Sandro Fontanella.

E ora, per concludere, approfittiamo ancora una volta dei filmati video di Riccardo Gerbi (a proposito, fatevi un giro sul canale RGTV su YouTube per vedere da voi quanto lavoro ha macinato al MusikMesse in questi giorni il Nostro) ed assistiamo insieme ad una straordinaria esibizione di Marcello Colò, un filmato che sta raccogliendo numerosi consensi sul web. Si tratta di un omaggio al compianto Keith Emerson e merita sicuramente la vostra attenzione. Vai Marcello, vai Ketron SD9.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

11 aprile 2017 at 07:00

Pubblicato su Ketron

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MusikMesse 2017: lo stand Orla

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Il nuovo pianoforte digitale Orla Grand 500 (foto di Mario Jr Restagno)

Vi avevo promesso una rassegna completa delle tastiere arranger presenti al MusikMesse 2017 e quindi sono ancora qua. Non ho ancora finito: nei giorni scorsi vi ho raccontato degli stand Yamaha, Dexibell, Casio, Korg e Kawai. Ora è il turno di Orla.

Lo stand Orla si trova in fiera esattamente all’ingresso del padiglione 9 dedicato agli strumenti a tastiera. Sin dal primo impatto, ho avuto la chiara percezione di entrare in contatto con un’azienda che ha fatto la storia degli strumenti musicali in Italia: quando ti trovi di fronte ad Enrico Monaci e ascolti i suoi racconti, intuisci di essere davanti ad uno dei protagonisti della produzione di strumenti musicali nell’area marchigiana, una sorta di Silicon Valley italiana della musica. Ed è inevitabile apprezzare la figura di Luca Serenelli, apparentemente più riservato, ma nei fatti l’uomo che ha saputo dare continuità nella ricerca musicale e nella qualità dei suoni di questi strumenti. Orla non manca un appuntamento al MusikMesse da oltre 35 anni e, anche se il nome del marchio potrebbe non essere noto alla grande massa, dovete tenere presente che le capacità produttive di qualità del costruttore di Recanati godono di tale alta reputazione al punto di essere messe a disposizione per la produzione di altri grandi marchi. Del resto il brand Orla è un nome di richiamo anche all’estero.

La tradizione continua anche nel nuovo millennio e quest’anno Orla ha presentato a Francoforte il nuovo pianoforte codino Grand 500 che va a migliorare sensibilmente quanto si era visto nel precedente modello Grand 450M. Il pianoforte presente in fiera è di un elegante colore bianco con finitura lucida: Orla ha investito seriamente per rinnovare e migliorare la tecnologia di questo prodotto: i risultati si vedono grazie ad una tavolozza di suoni ampliata a 362 voci suddivisi in 10 famiglie e arricchita grazie alla nuova tecnologia di campionamento ad alta risoluzione. Come il predecessore, gli 88 tasti sono di produzione Fatar, modello TP40 GH, e la polifonia è di 128 note. Il pianoforte può essere suonato in modalità GRAND PIANO, oppure richiamando uno degli altri 362 suoni in modalità MAIN (una sola voce), DUAL (due voci in sovrapposizione) oppure LEFT (mano sinistra e mano destra suonano due suoni diversi). Questo strumento potrà dare maggiori soddisfazioni a chi lo suonerà, potendo sfruttare nuovi effetti Reverb e Chorus.

In modo particolare per noi appassionati di arranger, non può passare inosservata l’estensione del numero di stili che ha raggiunto il numero di 350 accompagnamenti automatici. Tutto il patrimonio di stili esistenti è stato mappato sulla nuova capacità sonora e altri nuovi stili sono stati realizzati per un vasto repertorio suddiviso nelle categorie: Ballads, Ballroom, Dance, Latin 1, Latin 2, Pop & Rock, Country, Standards, Jazz & Blues. Tenendo conto che siamo su un pianoforte digitale e non su una workstation arranger, dobbiamo riconoscere che la struttura a cinque parti degli stili Orla è più che adeguata: non tutta la concorrenza dei pianoforti digitali ha previsto un Intro, due Variazioni, e due Fill-In e un Ending.

Repertorio stili per Orla Grand 500

Anche il pannello di controllo è stato rinnovato e ora Grand 500 si presenta moderno e classico allo stesso tempo. Gli amplificatori sono saliti di potenza fino 80W+80W e permettono di suonare questo pianoforte digitale in locali di certe dimensioni. Tutte le connessioni necessarie sono al loro posto: non mancano le preziose porte MIDI, le connessioni USB To Host e To Device. È stata aggiunta la connessione Bluetooth.

Gustiamoci ora la dimostrazione registrata in fiera da Luca Serenelli per Riccardo Gerbi (AudioFader).

Mi resta ancora uno stand del MusikMesse 2017 da raccontare: rimanete “sintonizzati” su questo blog e non rimarrete delusi.

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

10 aprile 2017 at 20:08

Pubblicato su Orla

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