Tastiere arranger

Arranger, tastiere da suonare con stile

Come cercare lo stile più appropriato per ogni canzone

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Avete necessità di suonare una certa canzone sul vostro arranger, ma non avete idea di quale stile di accompagnamento utilizzare? Potrebbe tornarvi utile confrontarvi con questa piccola guida ispirata ad una metodologia utile su come provvedere quando Songbook, Registration, MusicFinder e altri database non contengono il brano che state cercando.

L’esperienza del MyMusicFinder

Quando avevo programmato la prima edizione del MyMusicFinder per Yamaha Tyros nel 2010 (NDA: l’ultimo aggiornamento è del 2017), ricordo di aver speso notti, settimane, mesi per ottenere il più ampio repertorio. Lo scopo particolare era di arricchire il file originale fornito da Yamaha con due caratteristiche allora mancanti:

  • Titoli veri delle canzoni originali. Per questioni di diritti editoriali, Yamaha era solita camuffare con nomi di fantasia. Ad esempio, A Whiter Shade of Pale era nascosta dietro White and Pale.
  • Massiccia presenza di brani italiani (il file ufficiale aveva quasi esclusivamente successi internazionali).

Quell’esperienza mi aveva permesso di approfondire la conoscenza del mio arranger e di maturare una certa confidenza con le potenzialità musicali degli stili.

Nell’articolo di oggi, vi racconto la metodologia che avevo adottato allora e che sostanzialmente utilizzo ancora oggi, nella prospettiva che possa tornare utile a qualcuno di voi. Magari non per rifare le stesse cose nello stesso modo ma, piuttosto, per pensare un vostro metodo personale, atto a migliorare il vostro lavoro con l’arranger che avete a disposizione.

Reinventare la musica con gli arranger

Fase I – Studiare il repertorio di fabbrica

Un arranger normalmente offre diverse centinaia di stili di serie. La vostra ricerca sarà molto più rapida se, prima di cominciare, vi siete spesi preparandovi con uno studio volto ad ottenere la padronanza di massima degli stili disponibili: questa fase di approfondimento richiede tempo, certo, ma i risultati saranno percepibili da voi stessi quando andrete a provare e ad analizzare le varie categorie di repertorio. Mentre provate gli stili, prendete nota delle possibilità di ogni stile che vi stuzzica. Potrete farvi già una idea su come orientarvi successivamente e risparmiare molto tempo nelle fasi che seguono.

Fase II – Alla ricerca dello stile verticale

Una volta individuato il titolo della canzone che vogliamo assegnare ad uno stile, andiamo alla ricerca di un possibile stile costruito ad hoc. Questa è la parte più facile di tutto il lavoro.

Tutti gli stili sono programmati partendo da brani specifici. Alcuni di questi sono stati costruiti in modo blindato sulla canzone originale. Lo si intuisce dall’Intro che ripropone la stessa sequenza del brano di successo o dalle variazioni che si prestano facilmente a seguire l’arrangiamento autentico, con le varie sfumature armoniche.

I fortunati possono quindi trovare l’accompagnamento baciato sulla canzone cercata. Va da sé che questo è più probabile che succeda con i brani di successo internazionale. Se così è, avete finito la vostra ricerca.

Quando la vostra ricerca di uno stile verticale non ha successo, cosa potete fare? Fra le diverse opzioni, c’è quella di cercare lo stile sul web (magari acquistandolo dal portale ufficiale del produttore), di programmarlo da voi se il vostro arranger dispone di funzioni di editor degli stili e/o di costruzioni automatiche di stili da MIDI file. Resta però un’altra possibilità: cercate fra gli altri stili (versatili) del vostro arranger, se per caso ne esiste uno che si adatta alla canzone in oggetto. Approfondiamo quest’ultima.

Fase III – Alla ricerca di uno stile versatile

Se siete arrivati qui, significa che siete versatili. Bene. Ecco per voi la guida passo a passo.

  1. Individuate il tempo (BPM) della canzone originale e impostatelo sull’arranger.
  2. Mettetevi nelle condizioni di effettuare confronti a parità di risorsa: tempo bloccato (cercate sul manuale come tenere lo stesso tempo pur caricando in memoria un nuovo stile) e partenza da variazione 1.
  3. Cominciate ora a passare in rassegna gli stili preset ad uno ad uno: avendo bloccato il tempo, tutti gli stili suoneranno con il BPM corretto. E questa è già una prima scrematura: alcuni stili saranno “stravolti” dal cambio di tempo e quindi vi sarà rapido scartarli al primo ascolto.
  4. Partendo sempre dalla variazione 1, avete un modo uniforme e immediato di confronto. Vi permetterà di misurare velocemente l’attinenza di ogni stile sulla vostra canzone. Se vi ha convinto, non esitate a provare le altre variazioni.
  5. Se alcune tracce dell’arrangiamento sono inadatte ma la scansione ritmica delle percussioni sembra funzionare, non esitate a mettere in mute le tracce eccessive. Sapete bene come la penso sulla leggerezza degli arrangiamenti: guadagnerete in realismo. Sarà necessario salvare lo stile con minori tracce in una locazione di memoria User, assegnandogli un nuovo nome.
  6. Ovviamente avrete cominciate l’analisi degli stili dalle categorie di repertorio più vicine al brano originale ma, se non trovate nulla di interessante, passate tranquillamente ad altre categorie. Scoprirete con sorpresa che, persino nell’area degli stili jazz, ballroom o etnici potreste trovare qualcosa di stimolante per chi suona il pop o il rock.
  7. Non abbiate paura di sperimentare e abbiate il coraggio di abbandonarvi alla vostra ispirazione: non è detto che dobbiate per forza suonare ogni canzone mantenendo la fedeltà servile all’arrangiamento originale. Se trovate che uno stile lontano dal brano di riferimento riesce comunque a mantenere lo spirito del brano o, semplicemente, gli trasferisce maggiore freschezza, perché non tentare?
  8. Ignorate Intro ed Ending elaborati: salvo rare eccezioni, si ottengono minori discordanze in esecuzione se si parte da introduzioni più semplici o addirittura dal Count-In.
  9. Una volta individuato lo stile più giusto, memorizzatelo nel vostro database (Registration, MusicFinder, SongBook, Performance o come diavolo si chiama sul vostro arranger) ma non consideratela una scelta fatta per l’eternità. Può succedere spesso nel tempo di cambiare idea o di scoprire maggiore efficacia in uno stile diverso. Cambiatelo!

Arrangiatevi!

Reinventare la musica è una delle caratteristiche più intriganti fra quelle che sono a portata di mano di chi suona un arranger. Non abbiate paura di dare spazio alla vostra creatività interpretando brani famosi in modo personale, molto più originale.

Fate come Scott Bradlee i suoi Postmodern Jukebox: da alcuni anni, pubblica sul web (e, finché si potevano fare concerti, in giro per il mondo) centinaia di canzoni famose, dandole una nuova veste e una nuova vita. A questo scopo, guardate cosa è riuscito a fare con All the Small Things dei Blink 182 facendola cantare a Puddles Pity Party (a parte il travestimento, che voce!). Io adoro la nuova versione, molto più dell’originale pop punk che aveva venduto milioni di dischi nel 1999.

Seguono qui sotto entrambi i video: quale preferite voi?

Written by Renato, Arranger Workstation Blogger

7 gennaio 2021 a 06:00

Pubblicato su Argomenti vari

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2 Risposte

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  1. Argomento interessante per i vari esempi nel cercare uno stile, preimpostato, scelto e in definitiva, registrarlo nel proprio archivio. Penso che in ognuno, fin dall’inizio della conoscenza delle funzioni della tastiera arranger, stuzzichi la scelta delle proprie modalità da farne uso. Penso anche, o almeno io la penso così: il bello non è solo il “gioco” ma, anche “scoprire” partecipando a implementare, con delle proprie “regole”, a far funzionare il “gioco”. In quest’ottica, fin dall’inizio che ho avuto tastiere con il “Music Finder” , ogni brano musicale attingevo l’entità del tempo (stile) , ascoltando il brano medesimo dal PC. – Indi, al M.Finder , mi soffermavo sugli stili della, circa, medesima entità di tempo. La scelta viene decisa a mio piacere sia le voci come lo style, come da me gradita e non subendo alcuna perplessità per l’eventuale scostamento dal modello originale. Ecco il mio modesto “piacere”, compartecipe da gnomo Cristoforo Colombo a “scoprire” minuscoli marchingegni i quali, misteriosamente, offrono piacere e gioia, cioè il “nocciolo”: importante fine che si deve ottenere nell’ascolto dei suoni!

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    DEL FORNO PIETRO

    9 gennaio 2021 at 08:47

    • Pietro,
      hai correttamente evidenziato l’aspetto della scelta di uno stile anche in base alle voci delle tracce, che non avevo evidenziato a sufficienza nell’articolo. A volte cerchiamo voci adeguate al brano originale, a volte però cerchiamo di riarrangiare il brano con voci diverse.

      Bella la tua immagine di Cristoforo Colombo alla scoperta di mondi nuovi.

      Grazie!

      "Mi piace"


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